Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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| Home | Anno 1° | N° 01 |
| Settembre 1992 | Pag. 10° | Ada Cortese |

ATTUALITA' UN TUMORE MALIGNO
Riflessioni sulle istituzioni malate. Il nostro e’ un foglio di psicoanalisi e va bene. Le parole il dolore e la commozione per il destino di uomini quale quello dei magistrati assassinati non le troveremo, d’accordo, ma provarci a celebrarli e’ una esigenza. Le vie per testimoniare e portare avanti i grandi valori che danno senso all’esistenza sono tante. Essi credevano nella giustizia e nella possibilita’ di combattere la mafia. Cercavano e avanzavano l’esigenza di collegamenti con quanti altri, nel Paese, indagavano attorno alla stessa realta’.
Nel corpo istituzionale sano, essi cellule sane, cercavano altre cellule attente a identificare quelle cancerose. Vi e’ corrispondenza tra cancro individuale e cancro sociale: in ogni caso e’ un controgoverno che cresce nutrendosi della vita sana. Se l’organismo non se ne avvede in tempo il cancro vince anche se ben vacua e’ la sua vittoria: esso cresce finche’ il corpo resiste e quando il corpo crolla anche il cancro muore...
Un forte controgoverno canceroso invade l’Italia produttiva. La coscienza istituzionale del Paese, che dallo Stato dovrebbe essere rappresentata, sa della malattia e finge di non sapere. Finge proprio come il singolo soggetto che, per quanto e’ possibile rimuove le proprie zone d’ombra, le origini della sua ansia. E rimuove perche’ gia’ "SA" che molti oggetti d’amore dovrebbero essere mollati qualora cominciasse a guardarsi dentro.
Ecco, anche l’istituzione sa e finge di non sapere per non mollare gli oggetti d’amore che con quelli della mafia spesso coincidono: potere, denaro, individualismo, ecc. E come la mafia si veste in doppio petto ed e’ accolta dalla puzzolente rispettabilita’ del mondo della finanza, cosi’ anche l’istituzione riduce a pura maschera demagogica quello che dovrebbe costituire la sua essenza: l’interesse pubblico. L’istituzione non serve il fine che la pone in essere ma serve se stessa. Non e’ un pensiero nuovo e originale. Ma che essa valga anche per l’istituto statale e’ ben grave perche’ esso diventa la madre che divora i suoi figli.
Poche cellule sane e isolate non ce la potranno fare mai.
Ognuno ha la sua battaglia da combattere: contro l’Ombra individuale e contro l’Ombra collettiva. Contribuire allo sviluppo delle coscienze e al senso di respon-sabilita’ per il destino umano e’ una di queste e cio’ che accade all’"esterno" dell’uomo ci rinforza nella convinzione del valore della ricerca "dentro" l’uomo.
Non e’ ottima cosa.
E’ necessaria.Ada Cortese
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