Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
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Febbraio 1993 Pag. 12° Roberto Quaglia
 RACCONTI 

L’INVENZIONE ORIGINALE

di Roberto Quaglia


-Signori, ecco qui la mia più recente invenzione: La macchina del tempo.-
-Ah, bene- disse con aria soddisfatta uno dei presenti -A che cosa serve? -
-E’ ovvio: a fare sì che noi ci si possa muovere liberamente attraverso il tempo.- rispose l’inventore.
-Ah, interessante! - disse un altro
-E che cosa sarebbe il tempo? -
-Ho inventato quest’apparecchio apposta per scoprirlo.-
-Bene. Facci vedere, allora.-
L’inventore azionò levette e pulsanti ed una spia emise un breve lampo.
-Ecco, l’ho accesa.- disse. I presenti si guardarono intorno.
-Non noto nulla di differente da prima.- osservò uno.
-Neanch’io.- concordò un altro - A parte questo rumore strano... come un sordo tichettìo. Lo sento dentro di me.-
Anche gli altri lo sentivano, dentro di loro.
Ne discussero per alcune settimane, ma non vennero a capo di nulla.
Così lasciarono perdere e se ne dimenticarono.

VENT’ANNI DOPO
Lo stesso gruppo era riunito nel medesimo luogo. In lieve disparte c’era pure l’inventore.
-E’ ormai chiaro a tutti noi- disse uno del gruppo -quale sia la natura della tragedia che ci ha colpiti.
Pare che noi si stia effettivamente spostandoci attraverso il tempo e le implicazioni causate da ciò sono sconcertanti. Il sangue, che prima ci scorreva nelle vene spontaneamente, è ora azionato da una singolare pompa soggetta a fermarsi, sita nei nostri petti. E quando essa si arresta, come è accaduto ad un nostro povero compagno pochi giorni fa, l’evidenza ci dice che noi si smette di esistere.
Noi, un gruppo di esseri da sempre immortali, scivoliamo ora per il pendio del tempo andando incontro a morte certa. In questo senso si inquadra anche il buffo fenomeno da noi osservato in questi vent’anni dell’in-fiacchimento dei nostri corpi e raggrinzimento della pelle, nonchè questa forsennata tendenza che manifesta l’ambiente ad alterarsi, i rami a cadere, i fiori ad appassire, le mele a marcire. E’ tutto un pasticcio! -
Quindi si rivolge all’inventore
-TU, che sei causa di questo problema, hai trovato, in questi vent’anni, un modo per ovviare al disatro che hai combinato? Hai inventato una macchina che ci consenta di arrestare la nostra caduta nel tempo? -
-Sui due piedi non mi è stato possibile.- rispose sconsolato l’inventore -Ma penso che in dieci-undicimila anni anni potrei farcela.-
-Le nostre stime più ottimistiche indicano che tu, come noi, puoi ora contare al massimo su altri 2O-3O anni di vita. E’ evidente che non ti saranno sufficienti. Quindi abbiamo preso una decisione. Noi moriremo, perchè ciò non si può evitare. E anche tu morirai. Ma nel tempo che ti rimane tu devi sacrificarti e metterci una pezza.
Quindi ti abbiamo preparato una donna.

E’ una versione di te modificata; insieme, congiungendovi - scoprirete a vostre spese in quale modo - darete origine ad una generazione di individui mortali, come noi ora, che conserveranno però per sempre la croce del ricordo - o dell’intuizione - dell’immortalità perduta, e svilupperanno di conseguenza un sapere ed una scienza tesi all’invenzione - un giorno - della macchina in grado di annullare i maledetti effetti della tua scellerata invenzione.
Questo è tutto.
"Ti dichiariamo quindi espulso dalla nostra comunità."
Hai tempo fino a mezzanotte per portare via - ora che ce l'hai - l'apparato della riproduzione dal nostro Giardino. In questo senso la tua compagna ti assisterà. Se domani vi troveremo ancora qua, come è vero che ora sei mortale, non resisteremo oltre alla tentazione di farti subito a pezzi con le nostre mani!
Ancora una cosa... Adamo...-
-Sì...? -
-Quando esci da Eden tirati dietro la porta! -
Fine

Roberto Quaglia


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