Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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| Home | Anno 2° | N° 04 |
| Giugno 1993 | Pag. 11° | Ada Cortese |

SPIGOLATURE "IL POTERE LOGORA"...ANCHE ME
La migliore tradizione della filosofia cristiana ci ha insegnato che il Potere "dovrebbe essere servizio". Che esso dovrebbe essere subordinato all'esercizio ed alla garanzia della giustizia. Esso dovrebbe rappresentare l'espressione istituzionale della Volontà umana, ovvero l'energia morale necessaria a dividere il Bene dal Male. Il nostro tempo vede però questo Potere applicare il principio del discernimento solo verso i deboli mentre esso garantisce per sè l'immunità ai suoi più alti vertici. Siamo tutti testimoni degli spettacolari trasformismi di cui sa ammantarsi, della sua capacità di autoassolversi rispetto alle proprie degenerazioni. Lo vediamo agitarsi per cambiare tutto affinchè non cambi nulla. Ma la speranza e la vita sono per fortuna duri a morire almeno quanto l'eterna arroganza dei Potenti. In tema vi proponiamo un'invettiva satirica, di un anonimo medioevale, che a noi non pare avverta minimamente il peso dei secoli. Il denaro è re assoluto.
I sovrani lo amano moltissimo e ne sono i servitori.. Esso impera nelle celle degli abati e la folla dei priori, nelle loro cappe nere, inneggia solo a lui.
Il denaro è giudice dei massimi concilii; provoca le guerre ma, se vuole, assicura anche la pace. Esso suscita le liti perchè vuole mandare i ricchi alla rovina, ma può anche sollevare il povero dal fango e renderlo ricchissimo. Il denaro vende e compera ogni cosa, e riprende poi ciò che prima aveva dato. Esso lusinga dolcemente; ma dopo le carezze torna a minacciare. E' bugiardo per natura e si mostra sincero assai di rado.
Il denaro rende spergiuri anche i poveri e i moribondi; è il Dio degli avidi e la speranza degli avari. Sa trarre in inganno anche l'amore delle donne e innalzare a sovrane persino le sgualdrine. Il denaro rende ladri anche i più nobili; sono più i ladri per denaro che le stelle su nel cielo. Se il denaro è processato, evita subito ogni rischio di condanna. Esso infatti non può che vincere la causa e il giudice e la corte lo assolvono affermando: -Il denaro ha preso per scherzo un agnello bianco.- Ma il denaro, signore potentissimo, si permette sfacciatamente di smentirli, dicendo: -L'agnello che ho preso io è nero - e trova subito d'accordo le autorità presenti.
Se il denaro parla si sa che il povero non può fare altro che tacere. Il denaro placa il dolore e allevia la fatica, ma può uccidere il cuore dei saggi ed accecare i loro occhi. E' ormai provato che il denaro rende istruito anche lo stolto. Esso procura medici famosi ma anche falsi amici. La sua mensa è colma di piatti abbondanti e deliziosi, pranza con pesci squisiti e ben conditi, e beve vino francese e d'oltre mare. Il denaro indossa vesti nobili e preziose che gli conferiscono una magnificenza straordinaria ed è il solo a portare quei gioielli che provengono dall'India.
Il denaro si compiace nel vedere che tutti si inchinano ai suoi piedi. Esso conquista le città e, se vuole, le consegna a tradimento. Il denaro è adorato perchè opera miracoli: guarisce chi è malato, taglia, brucia e corregge ogni difetto. Rende prezioso quanto è privo di valore e amaro quel che è dolce; fa sentire i sordi e camminare gli storpiati.
Vi parlerò ora di altre sue virtù ancora più grandi delle precedenti: ho visto il denaro che cantava e celebrava anche la messa; intonava il canto e rispondeva poi in coro. L'ho visto che piangeva, mentre teneva la sua predica, e intanto sogghignava perchè stava ingannando il gregge dei fedeli. Senza il denaro nessuno è amato e onorato, col denaro invece anche chi è malvagio viene giudicato irreprensibile. E' chiaro ormai a tutti che il denaro regna dovunque. Ma poichè la sua gloria può finire in un istante, giustamente la saggezza è la sola che non vuole frequentare la sua corte." (Anonimo del XII secolo)Ada Cortese
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