Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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| Home | Anno 2° | N° 04 |
| Giugno 1993 | Pag. 13° | Ada Cortese |

ATTUALITA' L'AVVENTURA NEGATA
"Contributo psicoanalitico alla lettura simbolica dell’AIDS"
Non è da molto che si è usciti da un perbenismo vittoriano, non è da molto che il sesso si è fatto libero per costume e a quasi tutte le età , che già ci viene nuovamente "negato" e non certo da un Super-Ego personale o sociale ma da cause assolutamente indipendenti dalla volontà di qualunque essere umano. Parlo dell’AIDS e della libertà che questa malattia vieta alla espressione della sessualità.
La sessualità è ormai diventata "ossessione", non serena (se mai lo è stata) e istintuale pratica. La malattia, il contagio lo impediscono. L’altro può essere veicolo di distruzione. Non ci si può lasciare andare all’appagamento immediato.Il sesso non è più spensierato. I ragazzini si regalano reciprocamente non anelli o fiori ma le rispettive analisi del sangue! Così come i sintomi fisici individuali possono essere letti quali somatizzazioni di un disagio della personalità, allo stesso modo anche le epidemie e le malattie sociali (AIDS compresa) possono essere interpretate simbolicamente come somatizzazione del corpo sociale umano nel suo complesso.
L’AIDS appartiene a tutti noi. E’ doveroso cercare di darle un senso anche se non si esaurirà in ciò che noi tentiamo.
Questa è la lettura che voglio proporre.
L’AIDS consiste nella caduta delle difese immunitarie. Ogni sintomo fisico porta in sè un significato trasformativo espresso al contrario: ciò che nella coscienza assumerebbe valore positivo nell’inconscio corporeo viene segnalato come elemento distruttivo. Ciò che nel modo "rovesciato" dell’inconscio ci distrugge, recuperato a messaggio coscienziale, al suo senso, ci salva.
Nella nostra traduzione simbolica e nell’ambito di una filosofia evolutiva che vede all’apice la coscienza, possiamo ipotizzare che la realtà c’inviti a far cadere sul piano psichico le difese egoiche, per incontrarci non più in modo parziale e facile quale è davvero il sesso in assenza di comunicazione non coltivata, ma per un reale incontro coscienziale tra soggettività umane intere.
La malattia del sesso diventa simbolicamente "costrizione al contenimento" della libido istintuale affinchè essa si faccia energia disponibile per nuova conoscenza.
L’AIDS c’invita ad andare a fondo di noi stessi come singoli e come specie.
Perchè proprio la via sessuale viene colpita? Potremmo azzardare questa risposta: la vita sessuale nasce dal connubio tra desiderio istintuale individuale e necessità della "relazione umana". Questo secondo elemento viene spesso sottovalutato sicchè la sessualità viene spesso reificata e alienata da noi stessi come potesse vivere di vita propria.
Tanti segni della de-istintualizzazione della vita sessuale ci vengono incontro a conferma dell’ipotesi che anche questa via vuol segnalare la priorità del compito coscienziale rispetto alla pura vita istintuale nell’uomo. Si pensi solo alla rivendicazione dell’atto sessuale senza procreazione, per il puro piacere dei due amanti! E’ il mondo "disorganizzante" (perche "libero") dell’uomo che si afferma rispetto alla legge organica della natura! Dall’ottica dell’umanizzazione crescente è indubbia la lettura dell’incontro sessuale come struggente e stordente desiderio di fondersi uscendo dalla prigionia corporea individuale.
Ma dalle testimonianze che emergono in sede psicoanalitica si fa evidente la difficoltà ad incontrarsi tra i due partners. La donna pare soffrire di più per l’assenza di dialogo intimo nel momento in cui la rappresentazione fisica vuol proprio indicare la massima intimità. L’uomo soffre di più per le paure di inadeguatezza rispetto alla "prestazione" che deve offrire ed esibire. In ogni caso è sempre l’assenza di rapporto "coscienziale" ciò che difetta in quest’area di esperienza e tale assenza parla di un più vasto disagio relazionale.
Sesso negativo necessariamente comporta anche l’omosessualità psichica. Il piano simbolico da cui l’analizziamo non permette a nessuno di mallevarsi della cosa. L’omosessualità psichica rimanda a Narciso che può amare solo se stesso e il suo simile, la sua immagine.
Ogni dinamica psichica è ambivalente sicchè anche l’omosessualità psichica mostra il suo lato positivo ed esso ha a che fare con l’importanza dell’amore per se stessi, dell’autolegittimazione, del riconoscere e amare il proprio simile, l’altro se stesso. Ma essa mostra anche un lato negativo: l’ombra dell’omosessualità psichica è la chiusura al diverso in ogni sua forma. L’ombra omosessuale coincide dunque con la coercizione ad amare solo il già noto, il familiare, quanto ci è simile e quanto già abbiamo assimilato.
Nel linguaggio simbolico per dire in noi l’unione dei contrari si ricorre spesso alla coppia Maschile-Femminile proprio perchè sul piano dell’evidenza sensibile è ciò che si mostra biologicamente separato. In realtà, sul piano delle funzioni psichiche questa coppia è presente in ogni essere umano.
Quando uno dei due lati è negato c’è omosessualità.
L’omosessualità è stata chiamata in causa per la diffusione di questa epidemia insieme alla tossico dipendenza. Se nell’omosessualità resta il proprio simile come interlocutore coscienziale, nella tossicodipendenza l’uomo nega totalmente l’altro e mette la cosa (la droga) al suo posto. Anche qui leggendo simbolicamente la dinamica ci viene incontro l’ombra della dipendenza. Anche la dipendenza presenta, come ogni simbolo, due faccie: può esservi la dipendenza consapevole dalla vita, dalla natura. Può esservi una dipendenza drogata : io dipendo dall’altro in un modo così totale come da un singolo elemento che mi costituisce, ne faccio l’oggetto che fonda la mia sopravvivenza.
La nostra tossicodipen-denza simbolica può essere dunque questa: essere drogato dell’Altro.
Penso allora che l’Ombra dell’Omosessualità (chiusura al diverso ) e l’Ombra della dipendenza (la dipendenza drogata) , che comunque nega l'Altro, possano ben rappresentare il sintomo di un’umanità malata, incapace d’integrarsi, incapace di amalgamare in se stessa le sue diversità, i suoi opposti, incapace di accogliere e ancora invece troppo protesa a difendersi, ad opporsi, ad accontentarsi di piccole ragioni partigiane.
Forse può essere più facile ora collegare (sempre sul piano simbolico) questi "sintomi" della società malata con l’esplosione della tremenda epidemia che, guarda caso, ora dilaga anche tra gli eterosessuali, questa AIDS che come malattia impedisce la prosecuzione di rapporti narcisistici e alienati e, come simbolo portatore di nuova conoscenza, pare suggerire la caduta delle difese egoiche per aprirsi all’Altro.
E' questo il possibile messaggio a tutta l’umanità.
Ada Cortese
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