Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
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Dicembre 1993 Pag. 9° Mario Quaglia

Mario Quaglia

 SPIGOLATURE 

TUTTE LE PARALOGIE PORTANO A DIO

A questo proposito proponiamo un divertente tentativo cibernetico.

Dato il taglio "meccanicistico" di questa analisi concedetemi di trascurare la mutua interscambiabilità dei concetti fisici di Materia ed Energia e considerare col termine "Materia" solo "ciò che è inerte" e col termine "Energia" la causa della sua attività e del suo moto.
In un universo così semplificato (per altro conforme alla nostra esperienza quotidiana) definiamo come "Macchina" ogni struttura materiale in grado di ricevere energia, trattenerla e restituirla in una varietà di modi connessi ad una sua propria caratteristica immanente.
L’esperienza ci mostra Macchine con gradi di libertà estremamente diversi, lo scopo che ci proponiamo è quello di tracciare una sistematica che raggruppi i meccanismi secondo il loro grado di libertà, cioè a seconda delle per-formances che sono in grado di esprimere.
Tanto per cominciare, consideriamo come livello di riferimento, quello che in fisica viene definito come "un corpo nero" cioè quella sorta di "lavandino dell’universo", quello stato "bruto" della materia ove l’energia che viene immessa viene sempre ed irrimediabilmente degradata e mai restituita.
Questo, se potesse essere definito una macchina, sarebbe la macchina col grado di libertà più basso descrivibile.

1° Livello)
Immaginiamo adesso la materia disposta in maniera meno "brutale" cioè configurata in modo da costituire quello che che noi chiamiamo una leva.
Notiamo subito qualcosa di rimarchevole: qualora si immetta energia in uno dei due estremi di tale struttura, essa ne restituisce dall'altra una parte significativa, rispettando una sorta di legge interna insita nella sua particolare configurazione.
Questa è una macchina, ma di tipo "completamente passiva" e non ha la possibilità di funzionare se dall’esterno non provenga sia la scelta del comportamento da esprimere che l’energia per agire.

2° Livello)
Ben diverso è il comportamento di una macchina da scrivere elettrica accesa e fornita di pile al suo interno (ma niente ci vieta di considerarla solidale con una centrale idroelettrica).
Essa contiene al suo interno l’energia che le occorre per agire, ma rimane inattiva (in animazione sospesa? ) finchè dall’ esterno non provenga l’informazione circa quando e cosa dovrà battere sul foglio di carta.
Il limite di questi mec-canismi consiste nel fatto di non possedere il controllo del momento in cui dovranno agire. E sarà proprio l’acquisizione di tale controllo che caratterizzerà le macchine del prossimo livello.

3° Livello)
Pensiamo ad un’estintore automatico: esso contiene al suo interno l’energia per agire (come la macchina da scrivere), ma contiene anche uno speciale organo in grado di "sentire" la temperatura dell’ambiente e, in completa autonomia, metterlo in funzione quando sarà il momento opportuno.
Il suo limite consiste nel fatto che, quando l’estintore "decide" di agire, libera tutta la sua energia schiumogena senza tenere conto se dovrà spegnere una fiammella o un incendio conclamato.
Il suo limite consiste proprio nel non saper graduare l’"atto", il "gesto", l’energia liberata in funzione dell’effetto prodotto.
Questo tipo di "efficacia" è proprio ciò che ci aspettiamo dalle macchine del prossimo livello.

4° Livello)
Questo è il regno del Feed Back, della retroazione, dei controlli automatici, della cibernetica e, perchè no, delle prime forme rudimentali di Vita. Inizia il regno del Comportamento, cioè delle macchine in grado di gestire il "gesto", l’"azione" controllando l’effetto che essa produce.
Per avere un’idea di ciò che si intende basta pensare all'impianto di riscaldamento di casa vostra.
Fissata la Manopola del termostato su di una certa temperatura, la Calderina si metterà in moto per fornire il calore necessario, un Termometro registrerà la temperatura via via reggiunta ed il Termostato accenderà o spegnerà automaticamente la Calderina a seconda che nell'appartamento vi sia più o meno "caldo" di quanto indicato nella manopola del Termostato.
Le macchine di questo tipo sono in grado di mantenere sotto controllo processi anche molto complessi, ma risultano ottusamente schiave di un rigido "determinismo interno" che loro non possono in alcun modo modificare (pensate alla manopola del termostato della vostra calderina).
Per potere adattare la loro capacità di regolazione alle mutevoli esigenze ambientali il loro determinismo può e deve essere modificato solo dall’esterno.

5° Livello)
L’Omeostato è il meccanismo che supera questo problema.
Esso è, sostanzialmente, un insieme di feed back collegati ed articolati tra di loro come i mitici Moschettieri del Re.
Tutto funziona come se all'interno della rete delle loro connessioni (tutti per uno ) nascesse uno "Stato Virtuale Interno" da mantenere costante (di qui il nome Omeostato), e da tale "Stato" (uno per tutti ) provenisse una speciale retroazione in grado di modificare i determinismi di ciascun Feed Back periferico.
Tali meccanismi sono in grado di apprendere e, dotati di comportamento originale e flessibile, (entro i limiti delle loro specializzazioni) riescono a risolvere i problemi più complessi e disparati.
Ricordiamo a questo proposito, che buona parte degli esseri viventi sulla terra, compreso l’uomo, sono per l’appunto omeostati.
L’omeostato è in sostanza un individuo e trova il suo limite proprio nella specializzazione che lo rende efficiente solo all'interno di una specifica nicchia ecologica.

6° Livello)
La Biosfera, la Vita,nel senso piu generale del termine, rappresenta il meccanismo che supera questa limitazione. Essa si esprime producendo Specie, individui o comunque psichismi in grado di adattarsi a qualsiasi condizione ambientale.
Su scala cosmologica, Vita ed Ambiente hanno i bordi sfumati, è difficile per noi definire con certezza dove finisce l'uno ed inizia l'altro, ma percepiamo che il limite di questa "macchina"risiede proprio in questo dualismo contrappositivo.

7° Livello)
E' indubbiamente l'Universo nella sua globalità la "Macchina di 7° livello". Esso supera questo dualismo in quanto comprende ed ingloba tutto ciò che è, e nulla gli può essere contrapposto fuorchè ciò che non è.
"Essere o non essere ", diceva Amleto, ed è proprio questo il tipo di limitazione che ci aspettiamo venga superata dalla Macchina di:

8° Livello)
Tale "Macchina" può essere ovviamente solo ipotizzata, ma di essa possiamo dire che dovrà conciliare il tempo col non tempo, lo zero e l'infinito, l'alfa e l'omega, e, soprattutto, giustificare contemporaneamente il fatto di esistere ed...il suo contrario.

Mario Quaglia


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