Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
Via Palestro 19/8 - 16122 Genova - Tel. 010-888822 Cell 3395407999

Home Anno 03° N° 07
Marzo 1994 Pag. 2° Ada Cortese

Ada Cortese

 EDITORIALE 

FALLO FALLACE

Il vecchio "Padre Istituzionale" continua a proteggere l'uomo.

Si sa che quando una novità sta per vincere rispetto alla vecchia configurazione, è proprio quello il tempo in cui il vecchio che agonizza strillerà più forte la sua vitalità sperando sia credibile la sua isterica simulazione.
La società patriarcale e istituzionale, idealmente negatrice di ogni materialità, apologa del Logos solare sta mostrando tutti i suoi limiti e la sua salutare crisi. Nella sua unilateralità essa mostra la sua Ombra: discorsi di facciata, ideologie millantate celano attaccamenti scandalosi ai beni altrui di cui la nostra classe governante non si fa scrupoli. E’ grazie ad un "terrigno" uomo di legge, poco forbito forse, ma concreto come sa essere chi ha origini contadine, che gli armadi sono stati aperti mostrando gli scheletri proditoriamente occultati.
E mentre il Pensiero vorrebbe farsi più unitario, tenendosi saldo al principio di realtà che mostra la sempre crescente interdipendenza del Villaggio Globale, ecco che il vecchio torna ad urlare cercando di sfruttare tutta l’Ombra del Fallo che la società patriarcale non ha mai voluto coscientemente analizzare.
Beninteso: ho un grande rispetto per il Fallo, fisico e simbolico che sia, perchè in entrambi i lati esso è portatore di una potenza sacra, sovrapersonale, sia quando si esprime nella, sia pur biasimevole, violenza selvaggia e incivile di un soggetto alterato o primitivo, che quando si esprime come Logos solare. Ho il rispetto che si ha verso tutto ciò che lascia intuire il divino e la sua autonomia. E si sa, il divino non sempre conosce le buone maniere e la coscienza. Sa essere forza cieca che ci risbatte al muro restituendoci tutta la nostra ignoranza, la nostra impotente saccenteria. Così nuovi Duci compaiono all’orizzonte con tutta la loro appariscente pseudovirilità (e il culto del celodurismo) per sostenere che il fallo patriarcale non è afflosciato, che è in erezione e che saprà vincere lo "sfascio" col solito principio della contrapposizione grazie al quale cerca di proiettare sempre la propria Ombra, intollerabile alla vista, in un nuovo nemico (l’extracomunitario, il terrone, ecc.).
E, spostandoci di piano di realtà, scendendo nelle relazioni intime di coppia, anche il caso della ragazza americana che ha evirato il marito, può essere indicativo della crisi di una società patriarcale. Non voglio entrare nel merito della vicenda; la cito perchè l’"acting-out" della signora segnala simbolicamente e in modo esasperato che è molto meglio per l’uomo se egli impara a conoscere se stesso fin nella sua radice, fin nel suo corpo, fin nel suo fallo se non vuole esserne del tutto posseduto e così "perderlo".
Se fosse un sogno direi che il femminile, presente in ogni soggetto umano, non ne può più di subire l’Ombra che su di esso proietta il maschile. Direi che l’inconscio, con i suoi modi radicali e poco civili, invita la società patriarcale a piantarla con la sua arroganza, con il suo delirio di onnipotenza, con la sua schizofrenia che le mette in bocca parole di pace e solidarietà internazionali - ipocrite, pazze eppure, questo è il tragico della dissociazione maschile...in buona fede! - mentre continua imperterrita a erigere "falli nucleari" misurando quale sarà l’esplosione che arriverà più lontano.
Il vecchio "Padre Istituzionale" continua a proteggere l’uomo ma non lo rende libero perchè dovrebbe riconoscere in se stesso un potere più intimo. Ma chi passa la vita a difendere poltrone e baronaggi non può permetterselo, pena la caduta della sua identità virile. Così l’inganno e la maledizione proseguono.
Gli uomini che si identificano col ruolo e col potere non possono mai "rilassarsi" e passano la vita a negare il lato femminile (capacità di ascolto delle proprie emozioni, sentimenti, vissuti) da essi svilito e proiettato nelle donne. Essi ricordano la figura tragicomica del dio romano Priapo, riprodotto nelle pitture pompeiane, affetto da enorme erezione di cui non riusciva a liberarsi.
L’identificazione con l’erezione costante (Ombra del fallo solare o Logos) comporta il rifiuto della vita con tutte le sue stagioni. Impedisce all’uomo l’accettazione della vecchiaia e di godere in essa dei doni della maturità. Il priapismo simbolico e la dinamica edipica ad esso sottesa impediscono al vecchio padre di diventare un Vecchio Saggio disinteressato e offre il patetico, tragico e ridicolo spettacolo dell’uomo che compete col figlio fino alla morte.
Il Fallo sta fallendo il bersaglio e sparge delittuosamente il suo seme, potenzialmente così prezioso. Perchè l’uomo non dovrebbe averne rispetto? Se insisterà a volger lo sguardo all’esterno pensando di cambiare il mondo scavalcando se stesso, lo Spirito Briccone continuerà ad agitarlo fino a piegarlo.
L’ultima cosa da augurarsi è che l’uomo non risponda: "Mi spezzo ma non mi piego!". Non sarebbe solo la sua fine.

Ada Cortese


 HOME     TOP   
Tutti i diritti sui testi qui consultabili
sono di esclusiva proprieta' dell'Associazione G.E.A. e dei rispettivi Autori.
Per qualsiasi utilizzo, anche non commerciale,
si prega prima di contattarci:

Associazione GEA
GENOVA - Via Palestro 19/8 - Tel. 339 5407999