Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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| Home | Anno 03° | N° 07 |
| Marzo 1994 | Pag. 6° | N. N. |
UTOPIE ZAVATTINIA
Cesare ZavattiniAUTORE: Cesare Zavattini (in "Miracolo a Milano").
ANNO: 1943 e 1951 (films con regia di V. de Sica).
UBICAZIONE: Periferia di Bamba nel romanzo, di Milano nel film. Villaggio di baracche, ben ordinate e disposte lungo vie dai nomi istruttivi (1+1 = 2) o intitolate a disoccupati e umili lavoratori. Una bella piazzetta con una statua femminile che di notte prende vita e danza. Verso occidente un pianoro permette di assistere per poche lire, su sedie di legno allineate all’uopo, allo stesso spettacolo del tramonto del sole. Molto applaudito.
POLITICA: Anarchico-individualistica, con fondo umanitario. Guida e capo del villaggio è un giovane, Totò il Buono, capace di dare felicità agli umili, mimetizzandosi, come loro.
ECONOMIA: Gli abitanti vivono di accattonaggio. I problemi più urgenti vengono risolti con l’aiuto di una colomba magica.
POPOLAZIONE: Mendicanti, famiglie diseredate, ecc. Nemici della popolazione dei "baracchesi" sono i cosiddetti Mobbi, che si distinguono per un vistoso collo di pelliccia.
RELIGIONE: Animismo angelico, social-umanitario.
CARATTERISTICHE: L’utopia barbonica nel film fallisce a Milano, città troppo piena di Mobbi (che corrompono anche alcuni falsi "baracchesi", attori-spie inviati dall’Accademia d’Arte Drammatica fra la gente presa dalla strada) e di petrolio, e riprende in un luogo indefinito "dove buon giorno vuol dire veramente buon giorno" verso il quale volano su scope stregate i superstiti. Utopia neorealista.
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