Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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| Home | Anno 03° | N° 07 |
| Marzo 1994 | Pag. 10° | Ada Cortese |

RECENSIONI UN VOLO D'ANGELI
"... quando le schiere dal rapito volto,
di là dal nostro dubbio nuovamente s'incontrino"E’ stato come un sogno, un sogno collettivo, il bellissimo film di W. Wenders (guardando il film pensavo a lui e a quanto amerei conoscerlo ma siamo già "così vicini"!). E come tutti i grandi sogni mal sopportano parole SU di loro.
E’ un bisogno tanto forte quello che l’autore esprime nel suo film "Così Lontano Così Vicino" che il film/sogno di Wenders non giunge solo. Sono tanti i sogni in cui angeli o uomini alati incontrano l’umanità "mortale".
Wenders ha introdotto già nel primo film "Il Cielo sopra Berlino" il tema della duplice natura dell’uomo: quella temporale e quella divina. Entrambi i films raccontano la vita umana vista dagli angeli, esseri puro pensiero e puro amore, fuori dal tempo e dalla materia, pura potenza senza potere.
Pensiero e Amore inconsci, imprigionati nella loro non-esistenza dalla indifferenza umana.
Nel primo film di circa sei anni fa è detta la dipendenza angelica (il pensiero) dalla carne, dalla Terra.
Vi è "invidia" degli angeli per gli uomini. Angeli troppo puri e troppo lontani nelle loro belle corazze d’oro. Ma uno trasgredisce e ama, s’innamora pazzamente di una ballerina trapezista che anelava a un amore più spirituale. L’Angelo cerca la Terra; la Donna cerca lo Spirito ed il loro reciproco anelito li farà incontrare. L’angelo si farà uomo. Non che sia l’unico. Già molti angeli incarnati vivono tra l’umanità normale e moriranno proprio come tutti gli uomini. Nessuno ne sa però niente a parte pochi eletti come la sposa dell’angelo/uomo.
La vita della insolita coppia è la storia stessa della meraviglia che è la vita umana.
Lo si capisce meglio nel secondo sogno, pardon, nel secondo film di Wenders "Così Lontano...".
Esso completa il discorso già avviatosi: Cassiel, uno degli angeli in missione, continua la sua opera di assistenza e vicinanza nascosta agli uomini. Ma la tristezza "angelica" per la loro sordità, per la povera vita umana spesso così superficiale legata com’è alle immagini, incollata alle pure cose visibili, al tempo e alla credenza della morte, si fa più acuta.
Cassiel entrerà nella vita ma per sentirne tutto il sale, l’amarezza. La consapevolezza della interdipendenza tra le due forme di vita, la loro e quella umana, aumenta negli angeli.
Cassiel urla il terrore di una bambina che cade dal balcone, urla il suo grido muto accanto al grido "vero" della bimba. Tanto è l’amore, la vicinanza e l’ascolto (ancora una volta è questo l’elemento che rende possibile lo spostamento di dimensione) che Cassiel si ritrova nel cortile, in carne ed ossa, pronto ad accogliere la piccola. Perde la corazza (del pensiero senza emozioni, senza sentimenti), vede i colori, impara a camminare e "sente" la propria voce.
Entra nella vita per amore e per tragedia. E tutta la sua esistenza sarà dura e triste. Spesso evocherà Rafaela, l’Angelo femminile, per chieder soccorso ma non è più che un uomo e non la vede più, non la sente più.
Cercherà di ascoltare ancora i pensieri e i sentimenti altrui ma sarà frainteso e riceverà schiaffi. Finirà in galera e mentirà per costruirsi un’apparente identità.
Vorrebbe fare il bene ma si ritroverà, alcolizzato, coinvolto suo malgrado, in loschi commerci. Responsabile di tutto questo è un angelo ambiguo, simbolo del Male Necessario.
E Cassiel, alias Karl Engel, imparerà sulla sua pelle cosa vuol dire freddo, fame, solitudine; imparerà che l’uomo non ha il potere di riconoscere immediatamente il Male; imparerà l’orrore umano avanti allo scorrere troppo frettoloso del tempo.
Ma saprà "riscattarsi" e sarà proprio grazie all’angelo tenebroso, più esperto conoscitore degli incubi del tempo, che salverà per la seconda volta la vita alla bambina e come tragicamente era entrato nella vita, così allo stesso modo ora ne esce: ucciso per mano d’uomo. Ritroverà Rafaela, ritroverà tutti i suoi compagni alati.
Gli angeli ora sanno tutto il bene e tutto il male della vita umana: l’angelo/uomo, pizzaiolo felicemente sposato che prosegue la sua storia familiare dolce e calda; l’angelo a cui non è andata così bene e presto muore per la violenza umana. Testimoni l’uno dell’altro.
Ma ora che la conoscenza è completata il dolore è più forte ed essi accoratamente chiamano gli uomini affinchè, avvicinandosi a loro, essi stessi possano incarnarsi ("noi siamo niente e voi siete il nostro Tutto!" "noi non siamo il messaggio, noi siamo i messaggeri"). Ci invitano affinchè essi si possano manifestare e in virtù di questa concretizzazione essere noi stessi "più vicini a Lui", all’Unico Soggetto Umano che noi siamo.
Il messaggio sono i nostri pensieri troppo spesso disincarnati, resi impotenti, alienati da noi stessi. Il messaggio è nel nostro inconscio. Sono tanti i sogni in cui i messaggeri angelici si manifestano a noi -proprio come Cassiel fa con una bambina - e voglio ricordarne uno solo che parla così bene della interdipendenza tra noi e loro, tra la nostra carne e il nostro pensiero:Un gruppo di persone tra cui il sognatore cercano altri esseri umani capaci di produrre la medicina che fa volare. Lungo il percorso si fermano in un casolare abbandonato in cui qualcuno li sta aspettando. Sopra un grande trono vi sono due uomini bellissimi, uno biondo e l’altro moro, entrambi con bellissime ali. I due si uniscono al gruppo nello scopo comune. L’angelo biondo è impaziente e, forte delle sue ali, prende in braccio il sognatore e vola. Giungono in una piazza che è anche il capolinea degli autobus. In giro vi sono tante persone ma esse non sanno vedere gli uomini alati presenti tra loro. Il contatto con gli uomini ha però indebolito gli angeli che ora hanno solo più poche ore di vita e anche per loro è importante trovare i produttori della medicina che fa volare perchè solo grazie ad essa sarà sconfitta la morte.
Ada Cortese
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