Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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Settembre 1994 Pag. 7° Ada Cortese

Ada Cortese

 RELIGIONI 

ISLAM

Noi conosciamo dell'Islam spesso solo le bugie imbastite fin dai tempi bizantini e delle Crociate che lo costituirono come il Nemico Metafisico dell'Occidente. Ma, attenzione, è proprio dei sistemi totalitari nutrirsi di un Nemico Metafisico.

La lingua originaria del Corano è l'arabo, lingua sacra perchè lingua della Rivelazione divina. Tutti coloro che appartengono all'Islam sono, al singolare, "muslim" (musulmano), parola araba che significa "colui che da' tutto se stesso" (a Dio sottinteso).
Nella religione islamica vengono accolti sia la Torà ebraica che il Vangelo di Gesù. Essi, insieme al Corano, rappresentano un unico tentativo di Dio di rivelare il suo messaggio ai popoli. Quindi teoricamente il musulmano può leggere sia la Torà che il Vangelo. In realtà non lo farebbe perchè è convinto che essi siano stati ritoccati scientemente da ebrei e cristiani per alterare la verità.
Il popolo arabo (gli Ismaeliti) risale ad Ismaele. Si sa che egli è il figlio di Agar schiava di Abramo il quale ebbe dalla moglie Sara Isacco da cui invece discesero gli ebrei.
Sia ebrei che cristiani sono detti dai musulmani "la gente del Libro" perchè anche loro hanno avuto la rivelazione e l’hanno accettata. L’accettazione della rivelazione rende degni di rispetto particolare questi due popoli avanti agli altri che non l’hanno ricevuta. La religione islamica pare essere dunque più tollerante di quella ebraica e cristiana specie se si pensa che all’inizio essa non voleva convertire gli altri popoli ma solo gli arabi pagani.
Religione anche misericordiosa che non si nutre nè di supplizi nè di sofferenze autoinflitte perchè, come dice il Corano stesso, Iddio non vuole mai caricare gli uomini con pesi superiori alle loro forze.
Altra cosa che accomuna Islam ed Ebraismo è l’assoluto divieto di rappresentare sotto qualsiasi forma la figura umana anche in fotografia. Infatti nell’architettura musulmana ogni forma di decorazione è rigorosamente geometrica ed astratta.
L’Islam si fonda su cinque pilastri:
- testimonianza di fede: "Non vi è altro Dio al di fuori che Iddio e Maometto è il suo Inviato". E’ l’unico atto necessario per essere musulmano a tutti gli effetti. E’ atto privato perchè nell’Islam non v’è clero e mediatori tra Dio e l’uomo; - preghiera rituale (che si distingue dalla "prece" più utilitaristica) da ripetere 5 volte al giorno dopo l’abluzione rituale (purificazione). Noi ne abbiamo una similitudine nell’acquasantiera. La si recita rivolti alla Mecca, "ombelico del mondo". Assolutamente fantastico pensare che nello stesso istante milioni e milioni di persone siano rivolte nella stessa direzione; -l’elemosina rituale. Molto sentita dai musulmani che la destinano, in qualunque parte del mondo si trovino, spontaneamente ai bisognosi; -rispetto del Ramadan, il mese sacro dell’Islam secondo il Corano. In questo mese viene rispettato il digiuno e l’astinenza sessuale dall’alba al tramonto; -il pellegrinaggio, almeno una volta nella vita alla Mecca.Si distingue dalla "visita" perchè esso deve essere fatto in particolari giorni di un particolare mese.
Gli obblighi sono identici per uomini e per donne.
L’Islam è una "religione di legge" (Bausani) nel senso che nel Corano, Libro Sacro perchè direttamente rivelato al Profeta da Dio, si danno anche le leggi del vivere civile. Esso avvolge totalmente la vita del musulmano.
I musulmani hanno tre fonti a cui attingere: il Corano, la Sunna (tradizione) e il "consensus populi". Il Corano lascia però molti vuoti che sono stati riempiti da Maometto stesso (le sue soluzioni) e dai dottori del primo Islam. Queste soluzioni si trovano nel hadit che significa "racconto, narrazione" su ciò che Maometto ha detto o fatto come comune mortale e non come Profeta. Non è dunque rivelazione di Dio ma "costume".
Dal punto di vista "politico" i musulmani si distinguono in Sciiti e Sunniti.
Alla morte di Maometto, per evitare la rottura dell’Islam, Omar nominò Abu Bakr, suocero di Maometto, "Califfo" cioè vicario del Profeta.
La cosa però non piacque al genero di Maometto, Alì. Furbe discussioni e spade sfoderate portarono alla nascita della "Scia" (partito) di Alì. Nacquero gli "Sciiti": legittimisti che rivendicano il califfato (che oggi non esiste piu') per i discendenti diretti di Maometto. Fu nella comunita' sciita che esplose la rivoluzione iraniana dei fondamentalisti radicali guidati dall'imam Khomeini'.
Il resto dei musulmani furono detti "Sunniti" (che si rifanno solo a Maometto) . I Sunniti sono il 90% dei musulmani e si chiamano così perchè "sunna" significa "tradizione": si è sunniti quando si imita Maometto e si segue la sunna di Maometto.
Nella spiritualità islamica vanno ricordati i Sufi e i filosofi.
Fu tra i "Sufi" (dall’arabo "suf" = lana e da cui "sufismo") , ossia tra questi ricercatori di Dio vestiti rozzamente di lana, che si sviluppò l’esoterismo islamico. I maestri sufi sono i prìncipi del mondo spirituale e molti trattati sufi riguardano gli stati spirituali che l'adepto deve attraversare lungo il suo cammino.
Dopo l’esplosione dell’Islam vi fu un momento magico in cui non si discuteva solo delle questioni legali ma anche attorno ai grandi problemi: il Libro sacro, il Verbo, creato o increato. V’era chi insegnava che il Corano vive "ab aeterno" con Dio e chi spiegava che esso nacque un bel giorno dalla Sua potenza. Nacquero i "falasifah" (filosofi) aristotelici. Si diedero a riflettere sulla fede, sul libero arbitrio, sulla predestinazione, sul rapporto di Dio con l’uomo e l’universo ecc.
La dottrina prevalente (anassa-goriana) è che l’uomo con la sola luce della ragione può elevarsi alla conoscenza dell’esistenza di Dio, il quale è essenzialmente non "volontà" ma "conoscenza". La creazione, nel suo aspetto divino, consiste in un atto unico per il quale si produce di colpo tutto il creato; i mutamenti successivi non sono altro che la manifestazione sensibile di qualcosa che già si trovava latente.
Per l’Islam Dio crea gli atti degli uomini e degli animali.
Il mondo intero è una serie di creazioni continue, annientamenti e ricreazioni. E’ ciò che il sufismo definisce "il rinnovamento del creato ad ogni respiro". Dio è però libero dal gesto creatore nel senso che è "autosufficiente" e non ha bisogno dei mondi da lui creati.
Ciò ha provocato una spaccatura tra coloro che non riconoscevano un Dio così dispotico che togliesse valore alla volontà umana e coloro che riconoscevano che tutto provenisse da Dio come bene recita il loro "insciallah!"("Se Dio vuole!"). Si chiamano Qadariti i primi e Giabariti i secondi. Questa scissione è rimasta stabile nell’Islam. In ogni caso manca in esso l’idea del fatalismo mentre esistono problemi relativi al determinismo e alla predestinazione.
A proposito di determinismo il filosofo Al-Gazali sostiene che l’idea di causa-effetto sia una illusione dovuta all’abitudine e non esistono leggi naturali perchè tutto proviene da Dio.
Nei confronti dell'Islam l'Occidente tende a perpetuare un atteggiamento di rimozione ereditato dalla "propaganda" oscurantista dei secoli passati. Ma oggi esso rappresenta un fenomeno spirituale e sociale che coinvolge nel suo complesso un quarto dell'umanità per cui non lo si può ignorare. Esso si è fatto portavoce degli oppressi del Terzo Mondo, del Sud sfruttato dal ricco Nord sfruttatore, nonchè ultimo simbolo di una religiosità che nulla vuol concedere al mondo delle mode, dell'effimero e del consumismo multinazionale.

Bibliografia: S. Noja "L'Islam e il suo Corano" ed. Mondadori; "Il Corano" ed. Mondadori; F. Cardini "Noi e l'Islam. Un incontro possibile?" Mondadori; A.Bausani "Il Corano" ed. Sansoni.


Ada Cortese


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