Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
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Dicembre 1994 Pag. 12° Nicola Belotti
 STREAM OF CONSCIOUSNESS 

I PENSIERI NON MUOIONO MAI

Per essere luce per gli altri occorre ripulire il proprio specchio dalle paure.

La morte degli altri ci sgomenta sempre, forse perchè per stavolta non è toccato a noi. Quando qualcuno se ne va tutto cambia: l'ammirazione diventa nostalgia e anche culto, l'antipatia si stempera nel rispetto, l'indifferenza diviene compassione.
E' pur vero che soprattutto di fronte alla scomparsa di persone "importanti" i discorsi politici si sprecano, le tensioni precedenti sfociano in elegie, frullo più di apparenza e di sollievo - perchè la persona non potrà più dare fastidio - piuttosto che di autentica "pietas".
La morte dell'altro ci coglie comunque impreparati, incerti perch‚ questo qualcuno non c'è più e allora, improvvisamente, tutto quello che ha fatto, scritto, dello, assume una nuova valenza. E' l'eredità spirituale che rivaluta la persona scomparsa; ecco, si usa il termine "scomparsa" ma esso è improprio perchè la persona rimane...sicuramente con noi, nei nostri pensieri.
I pensieri non muoiono mai. Credo che il punto di partenza sia proprio questo: ogni giorno abbiamo l'occasione per interagire con il mondo esterno, per parlare, agire, seminare un pensiero; ogni giorno ognuno di noi, anche solo per un attimo, entra nella storia di un'altra persona e ciò che ci si è scambiato ciascuno porter… in sŠ. Di ciò ci rendiamo conto amaramente quando qualcuno che amiamo muore.
Non servirebbe erigere monumenti nelle strade o nei cimiteri per ricordare una persona: se è rimasto anche soltanto un suo pensiero dentro di noi, essa vivrà nel suo pensiero e in noi.
Con queste premesse la nostra vita può veramente cambiare se accettiamo di viverla pensando anche che un giorno gli screzi con i colleghi o il capufficio, i soldi da pagare, le delusioni amorose, la ricerca del successo saranno ben poca cosa di fronte a quello che ci aspetta. E allora perchè non tentare di allargare il nostro sguardo al di sopra dei nostri problemi quotidiani che certamente rimarranno ma che il nuovo punto di vista potrà anche aiutarci ad affrontare diversamente? Ognuno di noi ha un compito ben preciso: capire qual è il suo ruolo nel mondo e per fare questo ci può aiutare comprendere che ogni volta che entriamo nella vita e quindi nella storia di un altra persona non ci potremo mai rendere conto del tutto, nel bene come nel male, di quello che sarà l nostro effetto. Mozart non poteva certo sapere che io un giorno avrei ascoltato la sua musica magari in un momento di sconforto e ne avrei tratto sollievo.
Per essere luce per gli altri occorre ripulire il proprio specchio dalle paure, dalle ombre, occorre farsi consapevoli di quello che portiamo e che possiamo rappresentare per il mondo, senza dover essere per questo necessariamente "grandi uomini".
Per chi si trovasse nell'incertezza della scelta basti pensare che la risposta a tutto sta nel decidere, parafrasando Fromm tra l'avere cose o l'essere ...sorprendentemente se stessi; dico "sorprendentemente" perchè, e per esperienza personale, cercando se stessi si fanno delle scoperte entusiasmanti, ci si accorge che si può letteralmente fare quello che si desidera, che l'energia aumenta e, perch‚ no, tanti malesseri spariscono. E' una scelta che ognuno di noi dovrebbe fare e poi affidarsi per quello che nascerà successivamente.
Chi scrive è arrivato a queste considerazioni nonostante il suo bagaglio di studi scientifici che privilegiano l'Io e le sue esigenze di controllo e spiegazione: ma come è anche liberatorio potersi affidare a quello che si sente o soltanto si intuisce senza dover per forza riceverne un riscontro oggettivo! Sono solo agli inizi di un lungo cammino, ma la mia strada comincia ad essere meno accidentata di prima; sicuramente inciamperà ancora tante volte ma finchè mi sarà data la possibilità di farlo, vorrei camminare a lungo, il più possibile.

Nicola Belotti


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