Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
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Giugno 1995 Pag. 14° Nicola Belotti
 STREAM OF CONSCIOUSNESS 

PSICOSI DELL'ANALISI?

di N. Belotti

Vado in analisi.
(A volte affrontare subito la questione è meglio che girarci intorno) .
La pratico nel senso che da anni frequento la poltrona (no, il lettino è di un’altra parrocchia! ) della mia psicanalista (prego notare il "mia" che denota il rapporto intimo che si crea nella relazione d’analisi ma anche egoico che si è venuto a generare) come paziente visto che bisogna essere certamente molto pazienti quando si lavora su se stessi.
Forse qualcuno sta già arricciando il naso, qualcun altro dirà "pensare che lo conosco, eppure mi sembrava una persona a modo", altri "ah, c’era qualcosa che non mi convinceva in quello lì", e in fondo anch’io, la prima volta che una persona mi ha detto "vado dallo psicanalista", ho pensato - ma allora hai dei problemi seri o sei da ricovero - oppure - ma ti fai lavare il cervello - e poi - io sto bene, lavoro, vivo tranquillo e cosa mi serve farmi psicanalizzare (il termine "psicanalisi", anche se etimologicamente facile da capire, suscita spesso timori e ataviche paure che, anche se ingiustificate, ne promuoverebbero almeno la variazione in incontro, studio dell’anima, vita dello spirito e così via) .
Vado in analisi, dicevo, perciò ho cominciato, non ho ancora smesso e sono anche, credo, una persona normale; allora, domanderete voi, perchè tutti questi preamboli? Perchè voglio solo testimoniare che praticare la psicanalisi non fa male, non dà assuefazione, non lava il cervello, non porta alla paralisi dell’attività cerebrale (anzi la agevola) e, alla faccia dei malevoli, non rincoglionisce (non più di quanto uno lo fosse già prima di cominciare) .
Sarebbe veramente utile smettere di diffidare di questa scienza del pensiero solo perchè non la conosciamo abbastanza: pensare che in America (saranno anche vent’anni avanti) trovano anormale chi non va dallo psicanalista e addirittura vendono lo psicanalista su floppy disk (! ? ) mentre noi finora ci siamo affidati al buon parroco o all’amico del cuore quando proprio non ce la si fa più (potenza dei tempi, però, anche la Chiesa ammette che il proprio staff dovrebbe andare ogni tanto in seduta) .
Mettersi di fronte allo psicanalista è come sdraiarsi sul lettino (stavolta quello canonico) del medico ed affidarsi alla sua esperienza ed alle sue cure; perchè ormai è assodato che la nostra anima va curata almeno quanto il corpo e questo potrebbe bastare a superare la diffidenza se non la paura.
I benefici: questo è l’aspetto più curioso dell’esperienza dell’analisi; infatti se mi sento male e vado dal medico, il risultato sarà, dopo la cura, la scomparsa del sintomo e magari un benessere diffuso; nell’analisi non è proprio cosi perchè se con la psicoterapia individuo e combatto un sintomo, con l’analisi il mio cammino alla ricerca e alla messa in luce delle mie ombre è un’ opera lunga e paziente, con alti e bassi (e chi non ne ha? ) dove l’effetto dello "stare bene", comunque, non è che una delle conseguenze del tutto.
E’ comprensibile chiedersi all’inizio di una esperienza che cosa ci aspetta ma in questo caso vale proprio la regola dell’affidamento come se mi avventurassi in una valle inesplorata.
Ma ci rendiamo conto che siamo tutti delle pentole a pressione, che se ci guardiamo intorno vediamo solo facce incazzate, le solite masochistiche frasi "sono stressato", che alla prima difficoltà grossa molti di noi vanno nel panico più assoluto?
Ma ci rendiamo conto della vita che facciamo, corriamo tutta la settimana come pazzi e al week-end corriamo di nuovo alla ricerca della quiete perduta, in questo modo di vivere come Penelope e la sua tela? E ci stupiamo poi del vicino di casa - tanto gentile ed educato, era così affettuoso col mio cane - che accoltella la moglie perchè la pasta era scotta?
Non è forse giunto il momento per ognuno di noi, sì anche per te che stai leggendo, di fermarsi e di chiedersi "ma dove sto andando"?
Ecco, l’analisi è una delle maniere di porsi questa domanda e, colpo di scena, giungere persino ad una risposta.
L’analisi è un investimento su se stessi e, coi tempi che corrono, credetemi, è il miglior investimento possibile.


Nicola Belotti


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