Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
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Settembre 1995 Pag. 3° Laura Ottonello

Laura Ottonello

 SCHEDE 

ANIMA

"La vita viene all’uomo attraverso l’anima, sebbene egli pensi che gli venga attraverso l’intelletto. Egli domina la vita per mezzo dell’intelletto, ma la vita vive in lui attraverso l’anima."

"Anima" è un concetto filosofico che, da tempi immemorabili, parla dell’uomo all’uomo. E' la musa ispiratrice di poeti, letterati e artisti in genere, che a Lei si richiamano più o meno consapevolmente.
Anima viene definita in diversi modi da C.G.Jung: principalmente per indicare l’aspetto controsessuale, meno conscio, della psiche maschile, che deriva dalla sedimentazione di tutte le esperienze dell’uomo con la donna.
Anima ed Animus sono personificazioni di una natura femminile nell’inconscio dell’uomo e di una natura maschile nell’inconscio della donna.
Tale bisessualità psicologica corrisponde, in termini biologici, a quel minor numero di geni che sembra formare un carattere del sesso opposto e che, per la sua minore potenza, resta solitamente inconscio.
Per dirla con Jung "il femminile fa parte dell’uomo come sua femminilità inconscia", mentre per la donna "anch’essa ha un’immagine innata dell’uomo".
Queste immagini costituiscono un insieme ereditario inconscio d’origine molto remota, innestate nel sistema organico; sono degli "archetipi", sintesi di tutte le esperienze ancestrali e di tutte le impressioni.
Ma l’Anima (e l’Animus), come Archetipo, è troppo vasta per essere contenuta nella nozione di controsessualità, e la sua funzione va ben oltre la semplice integrazione della controparte sessuale rimossa.
L’Anima esprime la vita ed è l’archetipo della vita stessa.
La coscienza che nasce dall’anima deriva dalle immagini; ogni processo psichico è un’immagine ed un immaginare che procede dall’interno all’esterno e viceversa.
Le immagini sono interne, arcaiche, primordiali; trovano le loro radici negli archetipi e a noi si mostrano attraverso i miti, i sogni, le fantasie o gli episodi psicotici.
La funzione naturale dell’anima è quella di creare un collegamento tra la coscienza individuale e l’inconscio collettivo: funziona da ponte alle immagini dell’inconscio collettivo, in modo analogo a come l'archetipo della "Persona" rappresenta una sorta di ponte a sua volta verso il mondo.
Associare la coscienza all’Io è errato poichè il senso di identità personale non nasce dall’Io ma è dato all’Io dall’Anima.
Vi è quindi differenza tra coscienza animica e coscienza egoica.
Compito della psicologia analitica è proprio quello di sviscerare e comprendere quel particolare stile di coscienza che l’Anima esprime attraverso ogni singola esistenza.
A differenza del pensare indirizzato, che è un fenomeno del tutto cosciente, il pensare immaginale, di cui il sogno rappresenta un equivalente, stabilisce un collegamento tra l’Io cosciente e gli strati più profondi e antichi dello spirito umano.
Ciò che si sprigiona da queste profondità crea simboli ed immagini che possiedono una potente energia: sono forze, idee determinanti che hanno un grande valore sia spirituale che affettivo.
La coscienza può esistere soltanto attraverso il continuo riconoscimento dell’inconscio. Per far questo è necessario integrare l’Anima: è "il sacrificio" che consente di collegare le vicende personali con il loro sfondo impersonale.
"Essere nell’anima" significa farne parte consapevolmente ed implica uno spostamento del punto di vista.
Corrisponde alla rinuncia della nostra coscienza abituale: è il sacrificio dell’Io che retrocede sullo sfondo e, relativizzandosi, dà spazio all’Anima come archetipo della vita.
La ri-scoperta dell’Anima si mostra nel risveglio dell’emozione, della fantasia e del sogno, nel recupero di un destino mitologico che sovrasta e supera il personalismo e, tuttavia, ci fa ri-nascere come Individui unici ed irripetibili, slegati dai vecchi modi e morti ad un mondo di proiezioni.
Ma il confronto con l’Anima, come tutte le costellazioni archetipiche, implica dei pericoli poichè essa ha un duplice aspetto: negativo e positivo, primitivo e differenziato.
L’anima non è solo dolcezza, bellezza e beatitudine: essa è l’Archetipo della vita, della morte e del destino.... della natura e del femminile...
Può anche scatenare le forze dell’inconscio collettivo e farci sprofondare nell’inferno dell’ignoto più oscuro e pauroso.
L'unione con l’Anima non è dunque una via a senso unico poichè, essa, come la vita, è contraddittoria e talvolta spietata; l’Anima è unione di opposti e per l’uomo è, naturalmente, fonte di conflitto.
Parlando di Anima mi vengono in mente alcuni artisti, quelli "posseduti" che creano opere... come in un sogno...
Quelli che dipingono un paesaggio per catturare, "rapire" la poesia che vi è celata.
E’ l’imperativo dell’Anima che li spinge ad agire, quella stessa fascinazione che talvolta fa sentire soli e prigionieri come in una gabbia, almeno se non si trova un senso, nè modi o parole per esprimere.
Una crisi radicale è sempre un’esperienza dell’Anima. Ed è una morte, la cui esperienza è un requisito fondamentale della vita psichica.
Come dice l’alchimia, il percorso analitico è un "opus contra naturam", un’opera contro natura poichè la crescita dell’anima avviene tramite una morte non voluta dalla coscienza.
Ogni individuo che sostiene la propria esperienza tutta, nella gioia e nella lacerazione, consente alla sua anima di diventare una realtà primaria poichè l’esperienza diretta è il solo cibo dell’anima che genera coscienza.
La psicologia analitica, come Jung l’ha inaugurata attraverso il suo stesso faticoso cammino, procede alla ricerca dell’anima e si distacca totalmente dalle pretese dogmatiche e dalle verità accademiche.
Sicchè la nuova opposizione, nel processo dialettico del pensiero umano di cui la psicologia rappresenta un punto-momento, per dirla con Hillman, è tra l’Anima e tutto ciò che vorrebbe stroncarla; tra l’analisi e le posizioni ufficiali della medicina, della teologia e della psicologia accademica che vorrebbero impadronirsene, come fa l’Ego dell’individuo quando, fissando una conoscenza, tende ad appropriarsene arrestando il processo.

Bibliografia: C.G.Jung "Gli archetipi e l'inconscio collettivo" ed. Boringhieri; J.Hillman "Anima" ed. Adelphi.


Laura Ottonello


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