Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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| Home | Anno 5° | N° 15 |
| Marzo 1996 | Pag. 11° | Umberto Caruzzo |
STREAM OF CONSCIOUSNESS INVERNO
di U.Caruzzo
"Qui guarda, fa un caldo della Madonna!
Lì no? Ah che strano.
Eppure mi sembra così diffuso ‘sto calore. Quasi quasi prendo, esco e vado allo Scoglio per un tuffo.
"Ma fa freddo, siamo in pieno Inverno.
"No, no non è vero, per me almeno: qui dentro (di me) ci saranno forse 30, 40, 60, 6000 gradi centigradi. Ho il cervello che scotta; bolle. Bolle nella testa, bolle sulla pelle e nell’anima. Che senso tutte queste bolle. Niente di buono! Anzi sì, perchè le bolle vengono a galla e dirò di più: prima o poi tutto deve venire a galla. Non è possibile che le cose restino laggiù, ancorate in un vuoto profondo o, se preferisci, in un profondo vuoto e per sempre.
"Tu che dici: io la mia parte la sto facendo? Dici di no?... E perchè no se, come torno a ripeterti, sono pieno di bolle dappertutto, e la testa mi bolle come una pentola a pressione chiusa da settimane, perennemente su di un fuoco al massimo. Che cosa deve fare un uomo per poter dire che c’è, che esiste, che non è un bluff?
"Evitare di fare tutti ‘sti bei discorsi e tirare fuori i coglioni "E già: cosa fai ora, la parte di quello forte, di quello che sa dove andare a parare, di quello che sa.
Io non so. Ah Ah Ah. C’ho solo bolle; bolle dappertutto. Vivo dentro le bolle, gli altri non sono che bolle. Dove sono? Che vogliono? Chi li sente? (Chi si sente? ) Perchè tutto ‘sto continuo gonfiarsi? Non vedono che tra un po' scoppieremo come palloncini e ci dissolveremo come soffioni...
Ma io c’ho caldo, caldo. Il mare, dove cazzo è il mare: è il solo che continui a dire ancora qualcosa di sensato agli uomini. Piano, mosso, andante, agitato, in burrasca: un olio. Come vorrei essere olio: bolle d’olio sul mare, da poter aderire perennemente alla sua superficie e rimanere sempre con lui e fanculo all’inquinamento, al turismo, all’alta stagione, alla bassa stagione. Solo alta e bassa marea...
Si sta male certo: perchè nessuno va più a parlare col mare: ma soprattutto perchè nessuno va ad ascoltare il mare. Al massimo ci si ammassa su massi o su sabbia senza nè parlare nè ascoltare, come pazzi incoscienti: sospinti su spiagge e bagnasciuga privi d’ogni quesito e d’ogni risposta...
"Ma tu vuoi da me qualcosa di più preciso. Qualche parola in più con la P maiuscola. Le mie generalizzazioni ti disturbano e odi la mia incapacità (o la mia non-volontà) a dire le mie emozioni.
Già.
Stanotte ho sognato le mie tre sorelle. Eravamo a tavola e ad un certo momento, è successo che ci siamo detti senza parlare che sarebbe stato bello capirci ad un livello più profondo. Col viso sul piatto, per non farmi vedere, ingoiavo lacrime e penne al ragù. Poi il sogno svaniva e forse ho continuato il sonno, forse mi sono svegliato, adesso non ricordo. E non ho nemmeno più molto caldo. Anzi qui c’è il gelo. E’ veramente inverno: c’è meno venti. Dio che gelo.
Spero che il mare non ghiacci per sempre. Che torni una nuova stagione che non sia nè l’Inverno, nè la Primavera, nè l’Estate o l’Autunno, ma un tempo intermedio, dove poter restare come sospesi. A guardare: a vedere finalmente quello che accade. (E del resto: "Il mio sogno non sorge mai dal grembo delle stagioni, ma nell’intemporaneo che vive dove muoiono le ragioni") (1)
Senza più la mediazione di nulla: ciascuno con la sua bella bolla d’anima che gli galleggia davanti per vedere finalmente cosa è.
E rimanere in questo tempo indefinito per un tempo indefinito, fino a quando un’onda giunga: ad annegare tutto il di più che non è il superfluo ma il funzionale, l’utile, il finalizzato, il fatturato, il già detto-e-ripetuto, lo scontato, il venduto, il calcolato, ...(1)E.Montale"Le stagioni" Satura II
Umberto Caruzzo
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