Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
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| Home | Anno 5° | N° 15 |
| Marzo 1996 | Pag. 12° | Lucillo Santoni |
STREAM OF CONSCIOUSNESS APOLOGIA DEL PERDENTE
tratto da: Lucilio Santoni "Apologia del perdente. Pagine dall'esistenza nuda" Guaraldi Editore
(...)L'esistenza nuda sta dentro la non riuscita sociale.
Sta dentro le parole e fuori dai fatti (economici), ma solo per poter stare con gli uomini.
Non sarò testimone attendibile, mai; so che non mi crederanno. Del resto stento a mettere nero su bianco; anche ora che scrivo non ho in mano strumenti per tradurre un simbolico da un infinito matematico.
Dall'abisso provengono brevi suoni e lunghi silenzi per il mio udito amplificato a dismisura. I discorsi certi dei professionisti, in ogni caso, arrecano disturbi a me insopportabili. Anche il mondo dell'arte ormai, troppo spesso, proferisce risposte invece di dissanguarsi nel cielo stellato.
Tento di raccontare e non ho che te ad ascoltare; che forse trovi ridicola la mia storia. Ma non ne ho altre, è un destino e non posso esimermi dall'essere nuda. L'incontro fra noi è scritto nel bosco della comunità.
I professionisti della letteratura, i critici, non raccontano mai, il vissuto è loro estraneo. Ogni parola che scrivono, direttamente sulla tastiera, vale un mattone della loro casa di città o della villa di campagna. Senza il racconto i figli, e lettori, crescono sordi, sono già giornalisti.
I professionisti della pittura espongono, non dipingono quasi mai, e soprattutto mantengono i lobi delle orecchie al loro posto. Il rosso del sangue è, per essi, un colore sconosciuto; appare, tutt'al più, diluito, in qualche tramonto.
I professionisti della matematica cercano affetto dagli ingegneri, dai commercialisti, persino dai politici, ma mai dai loro fratelli, i poeti.
Il professionismo allontana dall'amore.
L'esistenza nuda non ha una professione; corre nei grandi viali dell'anima e tutto il tempo ascolta il vento mulinare nelle piazze deserte. Non afferra la meraviglia, ma ne avverte la presenza. I suoi cugini benestanti professionisti sperimentano l'assenza di meraviglia in un territorio fatto di comunicazione convenzionale.
Talvolta l'esistenza nuda tenta di riprodurre, di dare una voce a ciò che percepisce col suo implacabile udito. Ne esce un suono disperato, che rompe il silenzio della città. Chi passa di lì racconta di qualcosa di inaudito.
(...)L'esistenza nuda dialoga spesso con la luna. Per lei la distanza non si misura; essa è, come il tempo, un'idea. Il metro o l'orologio sono utensili per professionisti. Chi ha imparato ad ascoltare non desidera più la vicinanza fisica; è già al centro dei rapporti. Chi consuma, invece, ha bisogno di sottrarre energia vitale da ciò che lo circonda, consegnando l'altro alla morte.
Unico fondamento del comparare è l'ascoltare, con amore. Ogni occasione di lettura è sacra. Si legge il testo ed il mondo, eventi scritti, interpretati con strumenti musicali, assiomatizzati. In ognuno ritroveremo la voce. In ognuno ascolteremo il racconto dell'indicibile.
(...)Dove finisce la regola, la moda, la tendenza, la politica, la società; dove l'inganno del socialismo si rivela in modo evidente; dove nessuno insegna e tutti imparano è lo spazio in cui si può trovare il poeta.
Il poeta non mette le parole bene, una accanto all'altra. Non armonizza i suoni. Non allieta nessun orecchio. Il poeta, criticamente, guarda e ascolta. Concede la possibilità di meravigliarsi di fronte a qualcosa che non abbiamo sentito, o che non ci hanno permesso di sentire. (Sentire qui sta per usare i sensi in modo non convenzionale)."
(*) tratto da: Lucillo Santoni "Apologia del perdente. Pagine dell'esistenza nuda" Guaraldi Editore
Lucillo Santoni
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