Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
Via Palestro 19/8 - 16122 Genova - Tel. 010-888822 Cell 3395407999

Home Anno 6° N° 19
Marzo 1997 Pag. 7° Laura Ottonello

Laura Ottonello

 ATTIVITA' 

LAVORO E IDENTITA’

Come fattori economici e di ruolo possono incidere nella percezione della propria identità e delle proprie idee.

L’evoluzione della coscienza si snoda tramite un continuo riconoscimento di sè in tutte le relazioni umane e quindi anche nell’ambito del lavoro stesso, che è relazionalità.
Il dilemma che molti possono vivere riguarda un conflitto antico quanto l’uomo, pur essendo, oggi, il problema assai più complesso: è il rapporto tra individuo e gruppo/i cui appartiene, la contrapposizione tra privatismo e collettività che porta equivocamente in sè la netta separazione di tempi sfasati che mai possono ricomporsi in un continuum risanante.
Ecco allora il rischio di "perdersi". Anestesia, passività, disinteresse, paralisi, e una realtà schizofrenica, paradossale, spesso ostile e difficile, parcellizzante, anonimizzante. L’uomo è ancora più solo di fronte a tutto questo.
Se da un lato vogliamo esserci al meglio, dall’altra dobbiamo pur sempre fare i conti con una realtà istituzionale che, se in parte comprende e sostiene i suoi membri (garantisce), dall’altra talvolta richiede prove estreme e contraddizioni intollerabili (schiaccia).
Realtà lavorative diverse che, pur contrassegnate da aspetti multiformi, sono pur sempre campionature di un quadro generale e dinamiche universali, dove pur sempre l’uomo è il protagonista.
L’uomo che, da sempre, sviluppa pensiero, consapevolezza e strategie di sopravvivenza; l’uomo che progetta, costruisce, sperimenta ma, prima ancora, sente e vive. L’uomo che è possibilità, risorse, creatività...
Ma vi è una figura d’ombra dietro ogni uomo intrisa di quegli effetti che il potere subdolo emana: efficienza, produttività, crescita. Secondo Hillman, il mito di un’economia basata esclusivamente sul principio di costi e benefici che prescrive di ottenere il massimo dando il minimo "non è giusto, non è etico, è antisociale e abusivo, forse è il male." Per questo dobbiamo fare i conti con quel lato nascosto, alle spalle di ogni individuo, perchè se lasciato agire nell'inconsapevolezza ci espropria del senso e atrofizza i sentimenti e i valori individuali.
"Campi di potere" sono le nostre città, con i loro rumori, gli uffici, le auto. Il collettivo impregnato di un assurdo funzionalismo è il sistema primario che sostanzia la nostra vita. Sicurezza, potere, consumo, narcisismo individualistico sono le idee che ci posseggono. Ma, accanto a queste, ve ne sono altre non meno potenti: sono le idee che l’uomo pensa, grazie alle quali conquista prezioso spazio interno.
Ansia, precarietà, incertezza... Sono crollati gli idoli consolidati, Dio è morto da tempo; per questo le certezze "esteriori" di ieri vengono meno. L’uomo chiamato in prima persona a render conto di sè, se non impara a reggere quel maggior grado di libertà che, suo malgrado, gli compete, resta schiacciato dal peso del non-senso.
Genericamente, la nevrosi è un sintomo del male di vivere.
Mettere a fuoco le idee disfunzionali del nostro tempo che mirano ad un "fare" che trova la sua giustificazione indipendentemente da chi fa, può aiutarci a scoprire che i sentimenti di impotenza, frustrazione e insensatezza che assalgono un singolo individuo sono anche le angosce dell’anima collettiva, il frutto di una società malata che chiede ascolto e cure.
E’ fondamentale considerare il potere dell’economia che condiziona in quanto trattiene le nostri condizioni di vita, le sue possibilità, la sua qualità.
L’uno e l’altro, che sono i due del rapporto umano o simbolico che sia, sono dunque occasione per crescere, per aprirsi alle domande anzichè fermarsi a rassicuranti (e morte) risposte.
Tutto il nostro operare è energia che muove e trasforma; se mal canalizzata, anzichè puntare tutto su quello che c’è, le risorse umane, si resta nella sterile contrapposizione con atteggiamenti e risposte inefficaci a ricucire la distanza.
Vi sono questioni vitali per la nostra vita spirituale.
Interesse, passione, responsabilità, impegno, consenso, certezza, stabilità, ruolo: sono alcuni fra i termini che possono suscitare riflessioni e vissuti importanti in ognuno.
Accogliere, per rileggere in chiave analitica, le nostre testimonianze può favorire un risveglio delle potenzialità insite in ognuno, e promuovere quel dialogo interiore costituito dalle tante voci di quell’unico pensiero che noi tutti siamo.
Oggi più che mai è richiesta una partecipazione sempre più cosciente e responsabile.
Diventare adulti significa ribaltare la situazione edipica di partenza: da un mondo vissuto come esterno, soffocante e alienante, ad una realtà viva che non solo vuole superare la separazione tra realtà contrapposte ma di essa nutrirsi per andare avanti.
Sicchè, anzichè lamentarsi, darsi per vinti o combattere la tanto vituperata realtà lavorativa, è bene rimboccarsi le maniche per passare al vero lavoro, quello interiore, che poi non è altro.
Questo seminario è all’insegna della speranza, concetto che ha poco da spartire con retaggi cattolici ed è scevro di qualsivoglia ideologia.
La speranza che intendo corrisponde ad un moto spirituale profondo, che nasce e cresce in noi con la fatica, l’impegno e la responsabilità. Non è vuoto ottimismo nè sottomissione passiva o fideistica. E’ lavoro, insomma, se si guarda alla speranza come a quell’elemento strettamente legato alla vita e al suo dinamismo.


Laura Ottonello


 HOME     TOP   
Tutti i diritti sui testi qui consultabili
sono di esclusiva proprieta' dell'Associazione G.E.A. e dei rispettivi Autori.
Per qualsiasi utilizzo, anche non commerciale,
si prega prima di contattarci:

Associazione GEA
GENOVA - Via Palestro 19/8 - Tel. 339 5407999