Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
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Settembre 1997 Pag. 7° Ada Cortese

Ada Cortese

 ATTIVITA' 

LIBERARE LA GIOIA: SUONI E DANZE DAL PROFONDO

Idee per un prossimo gruppo d'incontro dedicato al "corpo gioioso".

"Corpo gioioso" è il corpo che sente in sè scorrere la vita che è amore, che è conoscenza, che è tutto ciò che è.
Che è nel corpo dell’uomo quale vibrazione multipla degli infiniti stati sensoriali emotivi e riflessivi dell’essere.
Ogni sensazione, emozione, sentimento è nel corpo dell’uomo l’espressione "incarnata" di un pensiero che, in quanto tale, è disincarnato.
Il cervello e il pensiero da soli non porterebbero alcun turbamento nè alcuna variazione nella vita.
Sono essi stessi "vivi" in quanto fanno giungere i loro messaggi ai terminali sensoriali, che diventano una sorta di congiunzione tra mondo "puro" e "ideale" e mondo "spurio" e "vitale".
Il corpo dell’uomo è il Tempio.
Corpo gioioso, dunque, proprio perchè sa di sè e si ama quale corpo splendente, sognante, amante, pensante.
Non più come in passato, paragonato a macchine o strumenti da curare in quanto alla loro utilità, ma finalmente colto nella sua totalità che non rimanda ad altro se non alla sua propria determinazione, così come è, lungo la sua breve vita, bello e selvatico da giovane, appesantito, affaticato, rugoso in vecchiaia, ma sempre capace di emozioni, amore, conoscenza.
L’idea di un incontro per esaltare il corpo non va dunque confusa con alcun gruppo di "tecniche corporee" da tanti anni così in voga.
Essa si avvicina di più alla intuizione di Mère e Auro-bindo, secondo cui il corpo ha bisogno di essere evocato, in tutte le sue cellule, affinchè si ricordi che si può vivere senza soffrire, senza dolore, senza malattia, addirittura senza morte.
A noi non interessa affatto combatter la morte fisica; la nostra società già lo fa troppo, a nostro avviso, e finisce così per imprigionare tutto il suo pensiero nel concretismo più nefasto.
Non ci interessa acuire la sensibilità al corpo come "cosa" da curare, salvaguardare, preservare, perchè questa filosofia sancisce scissione e quindi favorisce proprio la finitudine, dunque la malattia e la morte che essa teme tanto.
La morte non esiste nella visione di se stessi come espressione della presenza universale. E questo noi siamo: espressioni finite, figure di sogno, dell’essere tutto.
Questo pensiero dobbiamo evocare per togliere lo psichismo che ancora spaventa il nostro corpo.
Lo psichismo è determinismo animale che non prevede altra condizione per noi che quella della pura creaturalità, della scissione corpo istintuale/cultura, e dunque della depressione.
Ma, ripetiamo, noi portiamo una gioia segreta dentro, quale espressione emotiva del programma evolutivo inerente al nostro essere animali umani, per i quali, come tante volte scriviamo, è prevista nei nostri geni, ed è già in atto, la mutazione in "vera, completa, umanità".
Per contattare questa gioia è nata l’idea di un gruppo d’incontro.
Nessun presupposto particolare se non quello di avvicinarsi al proprio corpo secondo la visione che solo il "terzo occhio" ne dà: oltre ogni scissione avvertirlo come espressione finita e mortale della nostra presenza universale.
L’obiettivo, dunque, sarebbe quello di lasciare che la gioia, imprigionata nell’incoscienza della nostra vera, profonda, condizione, possa finalmente sgorgare liberamente.
Se è vero che il grande parto dell'essere è avvenuto o sta avvenendo, e cioè di ritrovarsi mediante noi in noi, e noi nell’essere, quale pensante, allora è tempo di "festa".
E nella festa si suona, si canta e si danza.
Il nostro incontro sarà all’insegna di questa filosofia: aiutare il corpo a rallegrarsi per la sua vera condizione.
In questo consiste in fondo la resurrezione.


Ada Cortese


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