Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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| Home | Anno 6° | N° 21 |
| Settembre 1997 | Pag. 11° | Ada Cortese |

STREAM OF CONSCIOUSNESS RITORNO A CASA
Quando tutto torna a se stesso e gli esilii, gli asservimenti cessano
L’essere che "quando chiama, vuole" e che chiama e vuole te, non chiede permesso e non fa complimenti: ti fa vivere mancanza e desolazione, esilio e solitudine. E tu vivi non hai scampo nè ti puoi sottrarre. Vivi tutto come puoi sempre ancorandoti alla presenza che ti infonde il coraggio necessario. In tutta la tua particolare vita avverti la presenza del pensante universale a cui rivolgi ogni attimo della tua consapevolezza e con cui senti sempre più coincidere la tua stessa identità.
E accade così un giorno una cosa stupenda: che l’essere consapevole che insieme a te è stato ai confini del mondo, del "suo" mondo, estraneato come un barbone ritrovi attraverso di te in sè il vissuto del ritorno a casa, si riprenda il mondo, se lo senta dentro.
Detta così suona un po' troppo magniloquente, in realtà è un vissuto che hai intuito tante volte ma sempre come qualcosa per te mai sperimentabile appieno.
E invece sì, torna anche tutto quanto nell’ordinaria quotidianità degli affetti, a te negata, era immaginato: la dolcezza della rete relazionale, la familiarità, il radicamento. Tornano visi a cui hai continuato a pensare chiedendoti del loro destino, tornano come se non fossero passati vent'anni ma un giorno. Ci sono stati tre o quattro incontri di questo tipo. In sè e per sè niente di straordinario. In me hanno segnato invece un ulteriore regalo della vita che ho immediatamente riconosciuto come tale.
Mi tornano persone del passato "umano", "quotidiano", "relazionale" quasi a ricordarmi che anche io l’ho vissuto, che il mondo ha registrato il mio passaggio attraverso questi volti che hanno anch’essi pensato a me nella lontananza. Ecco, a me sembra tutto così miracoloso e dolce, così benevolente. Un sentimento di appartenenza al tutto, di integrità, di conciliazione profonda e concreta tra i tanti lati della vita.
Un sentimento di "ritorno a casa", di felicità profonda, di amore condiviso con il tutto e con tutti coloro che amo.
Sono felice della mia condizione in cui l’amore non può più essere quello che ancora per me aspetta mia madre.
Dolce madre non mi capisci eppure so che ci provi, oh se ci provi ed è perciò che ti voglio bene. Sono felice perchè sento di aver ritrovato ciò che ogni essere umano cerca: la quiete dolce dell’amore totale che mi sta restituendo il filo tutto della mia vita (e della Vita) : dell’ordinario e dello straordinario, dell’esoterico e dell’essoterico, del selvatico e dello spirituale...
Tutto quello che mi è mancato prima mi ritorna oggi con la consapevolezza della universalità. Tutto torna alla semplicità vera perchè ho rinunciato prima alla semplicità dell’incoscienza. Posso godere di ogni piccolo istante perchè so sposarmi ad esso senza riserve e posso farlo perchè ormai percepisco il pensante in ogni cosa.
Percepisco senza più bisogno di allontanare nulla da me nell’atto del pensare. In me è il pensiero che si percepisce restando sempre presso di sè e poichè sa che tutto è pensiero, in tutto si ritrova.
Avevo da tanto teorizzato che la realtà concreta fosse il sogno di dio, fosse un simbolo che in quanto tale restava estraneo a se stesso come vera realtà. Oggi tutti i simboli in me possono arretrare perchè ciò a cui alludevano, ciò di cui si facevano annunciatori, è realtà.
Così le parole "famiglia", "amore", "parenti", "matrimonio", "dio" ecc. possono oggi davvero appartenere a se stesse, riempirsi della concretezza che da sempre hanno cercato e non essere più contenitori della realtà opposta a quella a cui volevano rimandare.
Realtà, gioia, pienezza. Santità. Anche questo termine è ora esca dall’uso ristretto, dunque simbolico, del passato proprio perchè, come accade per tante cose, anche essa può essere, e positivamente, un "fenomeno di massa", santità di massa, della massa....della materia. Sì, ci sta, tutto torna, è vero. Santità di tanti perchè in tanti il pensiero si è fatto cosciente di sè e poichè il pensiero è unificante dentro e fuori allora non ci si può stupire che esso manifesti se stesso come santità. Santità significa celebrare tutta la vita nel segno dell’universale fino a sapersi coincidente e consustanziale ad esso.
Il pensiero che sempre più espande il suo corpo di consapevolezza (vedi Atti del Convegno ultimo) aumenta sempre di più il potere sul suo corpo inconsapevole. Non c’è da stupirsi dei benefici effetti di cui siamo testimoni. Nell’ordinario (pensiero ordinario consacrato alla presenza separata - Dio - da cui si sente protetto e guidato) e nello straordinario (mutazione in cui il pensiero ritorna a se stesso e non si rivolge più all’esterno. Morte di dio, dell’ego, immediatezza secondaria) .
Santità antica e precorritrice: sentire il bene, fare il bene, pensare il bene.
Santità ultima e presente: sentirsi il bene, farsi il bene, percepirsi il bene.
Ada Cortese
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