Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
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Dicembre 1997 Pag. 6 Laura Ottonello

Laura Ottonello

 MITI E LEGGENDE 

LA TIGRE

La sua possente natura felina incarna forti cariche istintuali il cui urto è inevitabile e pericoloso.

Nella simbologia antica la tigre, il cui nome deriva dall'iraniano thigra che significa tagliente, aguzzo, è molto rappresentata in Asia.
In Occidente divenne nota con la spedizione in India di Alessandro Magno; a Roma comparve per la prima volta fra i regali degli ambasciatori indiani ad Augusto, nell'anno 19.
Nel mondo dell'antica Grecia, accanto alla pantera e alla lince, è raffigurata al seguito di Dioniso.
Secondo Plutarco, l'antico fiume Sollax avrebbe preso il nome di Tigri dopo che Dioniso si fu trasformato in tigre per sedurre una giovane ninfa, Alfesibea, che acconsentì a lasciarsi prendere per attraversare il fiume sulle rive del quale era fuggita. Il dio le dette un figlio, Medo, che divenne il capostipite dei Medi.
E' soprattutto in oriente che la tigre riveste un ruolo di primo piano. Mostro dell'oscurità e della luna nuova, raffigura il mondo della vita e della luce nascente.
La si vede spesso riprodotta mentre dalle sue fauci partorisce l'essere umano; assimilata al ciclo lunare, è simbolo della luce che ritorna. In tutto il Sud-est asiatico la Tigre-Antenato ha valore di "iniziatrice".
E' lei che conduce i neofiti nella giungla per iniziarli attraverso una morte che, come in tutti i miti, è preludio di rinascita.
In Malesia il guaritore ha il potere di trasformarsi in tigre, mentre in Siberia, per il popolo dei Ghiliaki, la tigre è un uomo che ha temporaneamente assunto quella forma.
Nell'antica Cina faceva parte dell'oroscopo: è l'animale del terzo segno zodiacale che per noi corrisponde ai gemelli, ed è un simbolo che rimanda alla doppiezza.
La sua forza è molto ammirata e temuta al tempo stesso tanto che, per rispetto, si evitava addirittura di pronunciare il suo nome (hu).
La sua vitalità e l'energia prorompente la rendono un animale sia yang che yin. Simbolo maschile e positivo per il fatto che - narra la leggenda - essa scacciò e divorò i cinghiali che devastavano i campi. La tigre bianca è invece associata al principio femminile dello yin; dire "tigre bianca" ad una donna significa rimandarle in modo assai dispregiativo la sua litigiosità ed è un vero e proprio insulto. La tigre è un animale cacciatore e perciò simbolo della casta guerriera.
Nella geomanzia, come nell'alchimia cinese, essa rappresenta un principio attivo energetico che si oppone al drago, il principio umido e passivo.
Corrisponde al Nord e al solstizio d'inverno; si oppone alle forze del male e divora le influenze malefiche.
Sempre in Cina, si dice che persino i demoni temano le tigri per cui, spesso, in passato, sulle tombe, come pure sui montanti delle porte, venivano poste sculture in pietra che la raffiguravano, mentre le divinità protettrici immortali venivano dipinte a cavallo della tigre, per la sua longevità.
"Le Cinque Tigri" , che rappresentano la forza protettrice, sono i guardiani dei quattro punti cardinali e del centro; è appellativo che si conferisce ai guerrieri più valorosi, difensori dell'impero.
Anche nel buddismo è simbolo importante: la sua forza rappresenta la fede e lo sforzo spirituale.
In India la tigre è considerato un animale sacro, temuto per la sua ferocia, venerato e rispettato per la sua regalità.
Nella mitologia indiana Shakti, simbolo dell'energia prorompente della natura, cavalca la tigre mentre Shiva, che la domina, è spesso rappresentata nell'iconografia con la pelle di tigre come trofeo.
Animale quasi mitologico presente da sempre nell'immaginario collettivo universale, emerge in tutta la sua numinosità nell'arte e nella letteratura; non di rado viene a visitarci nei sogni.
Anche in Occidente il fascino per questo splendido felino ha influenzato antiche credenze, in virtù di una caratteristica morale messa in luce dal Bestiario medioevale: il suo accentuato istinto materno.
Uno dei racconti più interessanti dell'epoca rinascimentale narra della tecnica, quasi magica, di caccia: puntando su questa sua debolezza, i cacciatori mettevano degli specchi per terra; attratta da quell'immagine in cui credeva di scorgere un cucciolo, nel tentativo di allattarlo, veniva catturata.
La tigre è un animale la cui bellezza, ferocia e regalità si sposano in un'unica forte immagine. La sua possente natura felina incarna potenti cariche istintuali il cui urto è inevitabile e pericoloso.
Simbolo di un archetipo, porta in sè il sacro e il numinoso, la potenza, la fascinazione e l'abisso inquietante del pericolo.
C'è un sogno recente che condensa in un flash il suo potere numinoso:
> Il sognatore si trova faccia a faccia con una tigre feroce, pronta ad aggredirlo. Mentre il clima si fa sempre più teso per la pericolosità della situazione, improvvisamente e inaspettatamente, l'uomo e la tigre si uniscono in un abbraccio.< Il Sè, archetipo cui la tigre rimanda, rappresenta forme presenti universalmente ed ereditate, ed è simbolo della totalità. Dio e animale a un tempo, si presenta all'uomo e lo "possiede" affinchè egli possa trascendere l'elemento puramente istintuale per elevarsi ad un nuovo livello di consapevolezza. In quanto simbolo di totalità, il Sè è unione di opposti: sono la luce e le tenebre, il drago e la tigre.
Rigettare nell'inconscio messaggi così imponenti ha conseguenze infelici: quanto più negativo è l'atteggiamento della coscienza nei confronti dell'inconscio, tanto più questo diventa pericoloso.
Ma ciò che sembra sconvolgente, come questa tigre che minaccia di sbranare e fare a pezzi il sognatore, costituisce un elemento di salvezza se nella coscienza esistono i mezzi per un'adeguata comprensione.
La funzione salvifica dell'archetipo è quella di riportare l'uomo in una dimensione sovrapersonale per il divenire umano, attraverso un gesto, un pensiero, una parola personale che stabilisca una connessione tra la funzione cosciente dell'io e la matrice creativa dell'inconscio.

Laura Ottonello


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