Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
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Dicembre 1997 Pag. 8 Laura Ottonello

Laura Ottonello

 RICERCHE 

IL MALE

"Nel bene c'è sempre un po' di male; nel male c'è sempre un po' di bene." (Beatrice, 11 anni)

"Il male non è mancanza di bene, ma ha una sua realtà specifica, interna allo stesso Dio." così, alcuni decenni orsono, C.G.Jung scriveva.
Oggi messaggi simili entrano nei sogni delle persone in ricerca:
>Una donna, in un momento di rabbia furibonda verso il suo amato compagno, chiama Dio a testimoniare della violenta maledizione che scaglia contro di lui.< Perchè il male possa essere riconosciuto in tutta la sua portata (ed è importante e necessario quanto per il cosiddetto "bene") è indispensabile la presenza di Dio: è il terzo occhio, la visione globale che contempla e riunisce gli opposti.
Il rischio, altrimenti, è quello di colludere irriflessivamente col vissuto, perdendo completamente di vista il tutto, quell'unità che comprende sia il bene che il male, l'umano e il divino, il sacro e il profano, l'ascesi e la discesa nel mondo degli inferi.
Il male esiste e diventa tale solo ed esclusivamente quando ci identifichiamo univocamente con esso restando nella separazione tra ciò che è giudicato buono e ciò che non lo è.
Le guerre religiose fomentate nel nome di Dio e i crimini più efferati costituiscono spesso la dolorosa conferma di una logica antica, crudele, regressiva e anacronistica: basti pensare al Medioevo e a quel bagno di sangue che i cristiani hanno perpetuato in nome del "loro" ideale religioso.
E senza andare troppo indietro nel tempo, le moderne Crociate si ripetono ancora: ovunque, nel mondo, popoli e razze si accaniscono l'una contro l'altra in una lotta feroce che trova la sua ragione di esistere nel supposto bene contro quel male che l'altro incarna.
Il male "buttato fuori" è la fonte di ogni proiezione e il germe della paranoia, quella terribile prigionia che attanaglia e schiaccia sempre più la coscienza fino a distruggerla.
C'è un altro sogno recente che porta il tema della contrapposizione. Il diavolo, in un'accezione simbolica che ne sottolinea il carattere di divisione, rappresenta la fonte di ogni male; in quanto tale è il male stesso:
> La sognatrice, rientrando a casa, incontra il diavolo e cerca più volte di sfuggirgli nascondendosi, ma senza successo. Entrata in casa se lo ritrova davanti minaccioso; lei incrocia le dita per allontanarlo, ma quello ricompare subito dopo in altro luogo della casa. Infine la sognatrice gli si fa vicino e, vincendo la paura, lo abbraccia: il diavolo scompare per sempre
...< Nella rappresentazione popolare il diavolo rappresenta il lato oscuro del divino, il signore delle tenebre e della perdizione, il malefico; in una lettura analitica esso incarna il pensiero dicotomico e la logica della contrapposizione: il termine deriva dal greco diaballo che significa disgiungere, separare.
Qualunque sia la forma che presenta, il diavolo è la regressione verso il disordine, la divisione e la dissoluzione; è la frammentazione e la caduta dello spirito.
Ma lo spirito è unione d'opposti; per questo non è sufficiente la semplice rappresentazione della croce (segno esteriore che, in un primo tempo, la sognatrice ostenta difensivamente).
La riconciliazione col male e la sua redenzione possono avvenire solo quando l'uomo, dopo aver sperimentato in prima persona la lacerazione cristica della croce, comprende dentro di sè entrambi gli opposti, di cui la croce è simbolo universale e non solo cristiano.
Fintanto che si resta nell'ambito della divisione il diavolo ritorna sempre e solo quando lo si abbraccia, ovvero lo si contempla interamente e senza riserve in un sentire consapevole che non lascia fuori nulla, solo allora è possibile neutralizzarlo.
Il diavolo scompare perchè non è più possibile rimuovere, delegare o negare alcunchè: accoglierlo, oggi, significa reggere la responsabilità dell'interezza poichè tutto quanto è umano ci appartiene.
Come nel sogno precedente, ciò che in questo messaggio onirico viene esplicitato è che amore e odio non sono in contraddizione ma due facce di un'unica realtà. Tanto più si è in grado di riconoscere, accogliere e convivere con i nostri lati meno amabili, tanto più diventa accessibile il dispiegamento e l'identificazione con l'amore stesso.
Questo si dà soprattutto quando ogni mediazione esterna viene definitivamente a mancare, quando il Dio "fuori" non c'è più nè ci sono Padri la cui autorità ci manleva dal peso delle scelte e dalle responsabilità.
Tutto è già dentro l'uomo e le situazioni che generano un conflitto, i dilemmi e il confronto col male, è quanto di più fecondo l'uomo possa augurarsi per la sua crescita spirituale e il recupero della sua interezza.
E se talvolta nulla può tormentare tanto quanto la presa in carico di un problema morale, pure da esso può scaturire un vero e proprio atto creativo: libertà, non sempre cercata, di astenersi dal bene (conosciuto come tale) per compiere un gesto (che può essere considerato male)...
Per rispondere in prima persona al problema del male, quando le leggi e le regole che possono sancire diventano inaccettabili, è necessario un sano e autentico ripiegamento interiore. L'uomo deve potersi dire senza menzogne quanto bene può fare e di quali infamie è capace, due dimensioni entrambe vere.
Come è possibile identificarsi con il male, pure è facile soggiacere unilateralmente al bene; se si soccombe a uno dei due lati, qualunque esso sia, si diventa succubi: è la nevrosi e... "ogni forma di intossicazione è un male" (Jung).
Riconoscere la realtà del male relativizza sia il male che il bene tramutando entrambi nelle due metà di un contrasto i cui termini formano un tutto apparentemente paradossale.
Il Dio che contempla gli opposti, quello stesso Dio chiamato a rendere testimonianza nel primo sogno citato, è la coscienza riflessiva dell'uomo che, al di là di un perenne avvicendamento di alterni movimenti conoscitivi e al di là di un ordine, è equilibrio, sanità; alla luce di un umano divenire è soprattutto recupero del senso.

Laura Ottonello


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