Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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| Marzo 1998 | Pag. 2° | Ada Cortese |

EDITORIALE "...TUTTO IL COCUZZARO!!!"
Si può coincidere col pensiero del mondo perchè non siamo altro.
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La nostra specificità è la crescente focalizzazione della visione, della percezione del fiume spirituale dell'umanità. Ciò che è stato fin qua intuizione e pensiero, oggi ama svelarsi direttamente in ogni cosa. Il pensiero torna ad essere un "puro sentire", sensazione pura.
"I fiumi tornano ad essere fiumi e le montagne, montagne" e ciò può essere perchè in noi, umani, la coscienza si sa pensiero che torna a confluire col pensiero universale, ossia col Soggetto Pensante universale. Egli cominciò a pensare se stesso, lungo la storia universale, nella necessaria dicotomia tra il suo corpo (la massa materiale del mondo) e la sua Soggettività (la massa immateriale del mondo). Oggi, grazie alla mutazione umana in "regno divino", Egli (noi) sa e può risanare questa originaria frattura.
Il punto-momento di GEA? : il teorizzato prima e il "pre-visto" poi, si sta ora realizzando. Sta cioè accadendo il grande novuum: dall’individuale umano al sovraindividuale umano. Ciò che è stato vissuto fin qua individualmente, ossia visto con occhi "naturalmente" spirituali, da mistici e comunque da umani straordinari, ossia lo spirito del mondo, oggi lo si sta vedendo "naturalmente" insieme.
Comunione essenziale (Comunismo Reale). Ma ancora, non abbiamo colto bene nel segno, non è questa la sostanziale novità perchè è evidente che le religioni, le ideologie politiche, ogni forma di ideale, di trascendente, si sono sempre espresse collettivamente.
Però tutte le religioni, tutte le mistiche, tutte le terapie dell’anima, tutte le visioni "evolutive" e tutti i "trascendenti" si sono fondati sulla scissione aristotelica e sulla fin qui necessaria sottomissione alla legge di questo universo che è legge dicotomica (spazio/tempo, soggetto/oggetto, ecc., ossia: legge del tabù dell’incesto simbolico) sempre e in ogni caso; allora anche dio, pur evocato e presente in questo mondo, resta un "altrove", un "oltre" che è sempre di là da venire tanto da sistemarlo e neutralizzarlo in un ipotetico "aldilà". Il nostro spirito, la potenza del nostro pensiero se lo è fin qui preso questo dio dei cieli.
La novità vera forse sta nel vedere che tutto è qua, tutto si gioca qua. La stessa nuova percezione è segnale che il tabù è stato davvero infranto: l’incesto simbolico è stato compiuto. La barra divisoria è stata davvero tolta.
Ciò che collettivamente e "in diretta" ci si mostra qui ed ora a GEA è il serrato dialogo tra noi-GEA e la vita, certo tra ciascuno di noi e la vita ma ciò che ciascuno riceve e dà, come fluire della vita stessa, diventa immediatamente parola che completa, sviluppa e rischiara un discorso sempre aperto su se stesso, discorso che è la vita stessa sempre più trasparente, sempre meno misteriosa, e tanto desiderosa di offrirsi ad uno sguardo corale, super-riflessivo.
GEA è questo occhio.
Tocchiamo con mano, nuovi Tommaso, che il pensiero è tutto e dunque può tutto. Siamo testimoni delle pre-visioni (mai concretistiche, mai personalistiche) che in noi si esprimono, e siamo sempre noi, per primi, i più stupiti artefici delle concretizzazioni. Siamo noi che sempre più naturalmente leggiamo gli eventi sincroni e sempre più veloci, nel loro reciproco porsi come stimolo e come feed-back, nel loro essere domanda e risposta, eventi individuali e di gruppo ad un tempo. Ogni evento individualmente registrato trova la sua comprensione solo nell'essere collocato all’interno di altri eventi che ad altri soggetti individuali sono venuti incontro. Ogni evento è parola dell’essere. Ci giunge naturale la percezione del grande potere che è in noi e che cresce solo se da noi stessi, individualmente e insieme, viene evocato. Lo si può percepire anche individualmente ma non si resiste a lungo, non è assolutamente gestibile da soli se non imboccando la via conosciuta del rapporto privato con dio.
Il lavoro di tutti questi anni - e gli stessi sogni ne danno testimonianza - si fa vendemmia, vino, si fa nuova bevanda e nuovo carburante che altri non carbura se non se stesso.
L’identità individuale sempre più si sente tutt’uno con l’identità del gruppo e quest’ultima non chiede mortificazione della prima ma la porta all’ennesima potenza.
Se ego ci cattura che sia un grande ego, il più grande: l’io di dio. Per dirla ancora in una battuta, giacchè siamo avidi, lo si sia al massimo, si voglia tutto il "cocuzzaro"!
Ricordate la famosa pellicola di Chaplin? Ebbene, si trasformi la piccola (ma enormemente distruttiva) dittatura dell’ego in "avidità" d’amare, di "esserCi".
Si può coincidere col pensiero del mondo perchè non siamo altro. E il mondo è in noi umani che confida. Siamo la sua coscienza, il pensiero del suo pensiero.
(Segue a pag.03)
Ada Cortese
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