Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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Marzo 1998 Pag. 11° N. N.
 STREAM OF CONSCIOUSNESS 

COMPAGNI AMANTI

Un dolore e una sordità profonda mi circondano.
E se fossi quello di alcuni tempi fa mi deprimerei e ovunque vedrei cupezza.
I macigni che devo sopportare sono pesanti, la mia voglia di vivere grida e trova pochi sbocchi, trova grandi formalità, incomprensioni, piccolezze.
Eppure sento la mia vita.
Eppure l’amore che provo per te si trova impotente, soffocato in un’insensata ragnatela di bassezze.
Perchè vuoi rendere gli altri schiavi di te?
E se non ti dimostro gelosia, proprio perchè ti amo, vuoi a tutti i costi ferirmi. Ed è così facile ferire.

Questo amore si trova allora di fronte alla gratuità del tuo dire.
Più e più volte ti ho offerto insicurezze, indipendenza, il presente puro qual esso è, le mie introversioni per congiungersi con le tue estroversioni, un amore cresciuto nel tempo che non pretende proprio niente, un amore che accetta tutto il tuo essere vero, ma che disprezza le piccole controversie del nostro dire.

Prendimi, lasciami, leccami o guardami tacendo.
Non pensare ora, perchè non è più tempo di domande, di pretese:
ormai solo il nostro sentire ha senso, un nostro guardarci negli occhi e ritrovarci, se è ancora possibile ritrovarci.

Ti ho sempre considerato persona e mai femmina isterica.
Ti ho sempre sentita nella tua forza e fragilità.
Ti ho sempre amata.
Sai cosa posso offrirti e quali certezze non posso invece darti.
Conosci i miei cambiamenti, o forse non ti sono arrivati?

Amami, odiami, lasciami o prendimi ancora, ma sii persona.
Non amare perchè ti si ama, non ne hai bisogno.
Sei grande abbastanza, sei forte abbastanza, sei ricca abbastanza.
Le meschinità non possono far parte di te, non ne hai diritto nè bisogno.

L’inferno è tra noi e in noi:
non ha senso sprecare le nostre energie per amplificarlo.
E’ inutile chiarire, ormai si può solo sentire.
E se non senti, se non mi senti, non è colpa di nessuno, ma non creare nuovo dolore, per te e per me.
Lasciami, prendimi, baciami o rifiutami.
Ti desidero, ti amo, per quello che sei, per come sei.
Se questo non ti va bene, se non lo trovi sufficiente, se mi vedi solo come immagine muta che non dice abbastanza "ti amo", se mi vuoi ai tuoi piedi a dire "ho bisogno di te", allora lasciami. Ma ti prego, vali di più di coloro che giocano a far male per vedere quanto sia dipendente, vali molto di più.

Il mio respiro ora si incrocia con quello di qualche sconosciuto:
espiriamo e inspiriamo con la stessa frequenza, inconsapevolmente i nostri attimi e i nostri ritmi si sovrappongono, e l’uno che è in noi vive al di sopra delle nostre menti, al di sopra dei nostri problemi:
respiriamo uguale al di sopra delle nostre volontà. Talvolta è capitato che il tuo respiro si sia unito al mio in un rapido soffio che compare nell’attesa di un sogno.


E.T.


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