Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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| Home | Anno 07° | N° 24 |
| Giugno 1998 | Pag. 1° | Ada Cortese |

FONDO SE LE PAROLE NON SONO ACQUA
Aborriamo le volgarità Aborriamo le volgarità crescenti della lingua viva perchè segnalano il crescendo della barbarie psichica. Comprendiamo la barbarie psichica perchè è l’espressione del passaggio evolutivo che ci coinvolge tutti. Almeno in due modi: o nel registrarlo o nel subirlo e allora la barbarie è la nostra essenza.
Dire barbarie o dire inconscietà è identica cosa. E dire inconscio oggi non significa più novità e vita sconosciuta quanto ripetizione automatica di schemi comportamentali e mentali anacronistici. Le vecchie credenze che ci legano alla barbarie dell’inconscietà hanno tanti modi per esprimersi e uno è proprio il linguaggio. Citiamo solo alcuni modi che parlano della coscienza umana oggettivante, edipica, dipendente e dunque paranoica, modi molto frequenti nel nostro quotidiano parlarci.
Cominciamo spesso i discorsi con un "niente... volevo solo dire che"; trasformiamo il nostro attimo in "un attimino"; oggettiviamo l’unicità di una presenza umana significativa appioppandole un bell’articolo determinativo avanti e parliamo così de "la Maria", "l’Alberto" e così via.
Non solo: la pigrizia non ha confini in quest’approssimazione che mostra il disamore per la conoscenza e così il termine "laico" non è più indicativo di un modo di vivere la fede nel mondo secolare, fuori dall’apparato clericale, ma è quasi diventato sinonimo di "ateismo". Sono esempi e potremmo continuare con gli intercalare quali "non so come dire" o i "non so se mi spiego" a cui preferiamo più pittoreschi e coloriti intercalari che cominciano spesso con "c..". Ma non ne val la pena. Confessiamo: è vero, anche noi ci caschiamo, però almeno ne soffriamo!!!Ada Cortese
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