Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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Home Anno 07° N° 24
Giugno 1998 Pag. 7° Ada Cortese

Ada Cortese

 METODO 

L'ELOQUENZA DEI SOGNI

Proseguiamo con le testimonianze dirette dell’inconscio tratte, stavolta, dalle vicende del gruppo G

Aldo sogna:

di entrare con degli amici in una caverna che si rivela essere il fondo di un pozzo.
In quel pozzo, seduti in cerchio tutti gli astanti vivono un’esperienza numinosa.
Avvertono una presenza. Aldo vede spalancarsi una finestra sull’infinito fluire del Tutto, tutto il firmamento si muove mentre una voce dice che "è inutile fermare la verità perché la verità è solo questo eterno fluire".
Quando escono dalla caverna A. incontra l’amico L. al quale vuol partecipare la fascinazione di quel luogo e non trova altro modo che condurlo là nel fondo del pozzo e una volta giunti una voce dice "chi osa disturbare il mio antico sonno?" e A. parla alla voce e le dice che non vuole mancarle di rispetto, voleva rendere partecipe della cosa l’amico!

Il giorno dopo Aldo incontra l’amico L., famoso per la sua filosofia materialista ed edonista, al quale racconta il sogno. L. palesemente eccitato racconta il sogno, lui che non sogna mai, di quella notte:

Qualcuno lo conduceva nel fondo di un pozzo e lui provava una grande paura

***

M.G. partecipa con P. al gruppo G. Porta in gruppo un sogno:

E’ fidanzata con P. che però si chiama Alfonso il quale è nella propria casa d’origine in un sottoscala strettissimo e col proprio corpo fa "ponte" tra le due pareti strette come a conservare un po’ di spazio ed impedire così alla madre, incombente sulla soglia, di soffocarlo del tutto. M.G. sa che P./Alfonso ha sofferto molto da piccolo per non aver goduto di una camera sua.

P. stupisce tutti perché questa è la storia vera della sua vita e davvero porta come secondo nome Alfonso! E’ arrivato in un momento in cui il gruppo sta sentendo se stesso oltre le individualità. Il che, ovviamente, significa che sono i singoli ad avvertir se stessi come essenza universale.
Il sogno è giunto come incoraggiamento a procedere lungo l’ "accumulazione" comune di questa percezione.

***

Pensierino illuminato:
Nell’esperienza di GEA non è tanto la coppia uomo/donna ad essere canale per l’Uno quanto la coppia Uno/Molti. Ci ritorneremo.

***

C. racconta di essersi trovato una domenica in una stanza in campagna. E’ in quel tipo di percezione sempre più frequente tra noi del gruppo G: avvertiva l’estasi dell’infinito in una condizione che i più definirebbero "stato di coscienza alterato" o, come Castaneda direbbe "punto d’unione spostato".
Consapevole del suo acuto percepire decide un ironico esperimento: il mappamondo di plastica sul tavolo dovrà muoversi quando egli ciò penserà e...così accade!!! C., mente razionale oltre che spirituale, sa perfettamente che ci deve essere stato un soffio d’aria da qualche parte, sa che non è successo nulla di "paranormale" e sa anche che il suo esperimento è riuscito perché comunque il vento è giunto quando egli ha pensato al movimento! Questa "sincronicità", di per se stessa banale, comincia a non essere più tale se si pensa che anche questa comunicazione è giunta nello stesso incontro di gruppo in cui M.G. ha portato il sogno su P./Alfonso!

Ada Cortese


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