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Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
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Dicembre 1998 Pag. 10° Laura Ottonello

Laura Ottonello

 RECENSIONI 

IL VANGELO SECONDO GESÙ.

Saramago, autore portoghese contemporaneo, propone una rilettura laica della vita di Gesù: un lungo, affascinante racconto che si sviluppa nel contesto magico-realistico di un tempo lontano, narrato tante volte.

Più che un romanzo, "Il Vangelo secondo Gesù" richiama l'atavica e pur sempre attuale vicenda biblica dell’uomo-Gesù dilaniato, come l’uomo moderno, dalle contraddizioni, alla ricerca di una salvezza irraggiungibile; Gesù è l’apologia dell’umana sofferenza insieme all’appassionata ricerca del senso.
Saramago, autore portoghese contemporaneo neo premio Nobel, propone attraverso questo libro (che ha scandalizzato molte coscienze) una rilettura laica della vita di Gesù e ciò che ne scaturisce è una lunga, affascinante storia che si sviluppa nel contesto magico-realistico di un tempo lontano, narrato già tante volte.
Il testo è redatto in uno stile assai particolare per i dialoghi che sono un unico, fluido, ininterrotto discorso, con una punteggiatura scarsa che ricorda la trasmissione orale dei tempi antichi.
Sono molti i temi che si snodano lungo un racconto che, pur attenendosi alla tradizione, talvolta distorce e sovverte alcuni elementi stimolando l’immaginazione e lo scenario inconscio del lettore.
L’annunciazione a Maria della sua imminente maternità, ad esempio, non è ad opera di un Angelo luminoso ma di un enigmatico mendicante che, nei panni del Diavolo, sarà accanto a Gesù per quattro lunghi anni.
Il libro è un poema leggero e profondamente umano al tempo stesso, una poesia intrisa di religiosità che narra l’eterno dilemma e il lucido disincanto dell’uomo di fronte a se stesso; è la ricerca della sua natura divina.
Gesù è il figlio di Dio che non sa ancora di sè; è l’uomo alla ricerca del padre, di se stesso e delle trame di un destino che misteriosamente lo accompagna da sempre.
Sono molti i temi "caldi" che si snodano lungo il racconto: la colpa dei padri che ricade sui figli (laddove Gesù ha una doppia paternità), il sacrificio e il dolore, la colpa e l'espiazione, la croce, la sottomissione alla volontà divina e la ribellione del figlio-uomo nel suo bisogno di riscattarsi, ovvero di Individuarsi. Giuseppe non aveva svelato quel segreto che, suo malgrado, aveva carpito ai romani: l’imminente eccidio dei neonati ordinato da Erode. Da allora un sogno lo perseguitò fino alla sua tragica fine (anch’egli morrà crocifisso):
>Giuseppe, nell'esercito con i soldati romani, uccide suo figlio.< Pur omettendo la verità al suo primogenito, lo aveva invitato ad interrogarsi a fondo sui suoi doveri perchè "il sogno è quel pensiero che non si è avuto nel momento in cui era necessario".
Ma Gesù, angosciato da quel dramma "ereditato" dal padre, dopo la sua morte, abbandona la casa materna, alla ricerca delle sue radici. Dopo aver visitato i luoghi natali, avviene l’incontro con Pastore, il Diavolo, al quale si accompagnerà in un periodo di lacerante e fervida conflittualità.
Una volta, durante la Pasqua, Gesù si reca a Gerusalemme per celebrare la festività ma non accetta di versare il sangue dell’agnello come voleva la tradizione. Tornato ai pascoli un temporale spaventoso provoca un incendio, Gesù resta stordito dal potente segno di Dio e perde conoscenza. Tre anni dopo quell'agnello si smarrisce e Gesù va nel deserto a cercarlo. Nudo e scalzo, nell’umiltà più totale, incontra Dio che esige quel sacrificio non concessogli prima. Piangendo, Gesù obbedisce ma, ora che il patto è saldato, Dio se ne va lasciandolo solo, come pure Pastore lo scaccerà, rimproverandolo, per quella sua sottomissione, di non aver imparato nulla.
La storia è quella di ogni uomo che, uscito dall’alvo protettivo dell’infanzia si incammina alla ricerca del senso e, varcata la soglia dell’Edipo e infranto il tabù, anela a ricomporre la dimensione genitale adulta: interezza, libertà e regalità divina. Come accade a Gesù che, dopo quei quattro anni trascorsi in solitudine, mentre fa ritorno a Nazareth, come al guaritore ferito, gli si riapre una vecchia cicatrice al piede e Maria di Magdala, la prostituta, lo cura: è l’amore, la voluttà, il piacere di un giovane uomo alle prese con la sessualità.Tornato a casa è visitato da un bellissimo sogno, di ben più ampio respiro rispetto a quell’incubo antico ricorrente:
> Gesù e suo padre fluiscono felicemente insieme nelle acque di un fiume.< E’ il ritrovamento, la ricongiunzione, il recupero della coscienza.
Ma la giovane vita si sta appena schiudendo all’avventura umana e così, lasciata ancora una volta la casa materna, sarà pescatore a fianco di Andrea e Simone prima, Giacomo e Giovanni poi. Il secondo incontro con Dio avviene sul lago, un giorno in cui Gesù esce da solo in barca e s'imbatte in un fitto banco di nebbia che lo avvolge, nel dialogo, perquaranta giorni. E’ una delle immagini più altisonanti della storia: qui è il confronto diretto dell’uomo faccia a faccia con il suo creatore-padre: Dio e il Diavolo insieme.
Per scoprire la natura così umana di Dio, la noia, la vanità, la brama e l’insoddisfazione che lo hanno spinto a cercare in lui un alleato per allargare la sua influenza: "Sarai vittima e martire per me" per acquisire potere e gloria dopo la morte, perchè (ed è motivo ricorrente di chi si ritrova su un cammino di ricerca interiore) "sei stato scelto, non puoi scegliere".
Gesù vuol sapere se il suo sacrificio varrà almeno a rendere più felici gli uomini. E Yahwéh, quel Dio atavico assetato di sangue, senza troppi complimenti, inizia a raccontare ciò che accadrà in suo nome: "Ci sarà una chiesa (...) ma le sue fosse, per essere ben salde, dovranno essere scavate nella carne, e le sue fondamenta composte da un cemento di rinunce, lacrime, dolori, torture, di tutte le morti immaginabili(...) Per cominciare da chi conosci e ami, il pescatore Simone, e poi ci saranno i santi e i martiri (il cui supplizio verrà minuziosamente descritto in due pagine), e poi ci saranno guerre, stragi, eccidi, le Crociate, l’Inquisizione, un interminabile bagno di sangue che descrive il male del mondo.
Il Diavolo vorrebbe riconciliarsi con Dio e tornare fra gli angeli al suo fianco. Ma Dio non ci sta poichè l’uno non può vivere senza l’altro, è la sua stessa natura ad esigerlo!
Fino all’ultima chiara immagine quando la triade divina, nell’interrogarsi sull’identità del nuovo dio che verrà a spodestare l’attuale, ottiene in risposta una voce che, dalla nebbia, li sovrasta: "Forse questo Dio e quello che dovrà venire non sono che eteronimi di Pessoa.. della Pessoa... e cioè della Persona": è la conclusione emblematica di una metafora che non ha tempo, la risposta dell’uomo al suo incessante bisogno di religere: mettere insieme i due aspetti di un’unica sostanza che oggi, finalmente, senza più nulla dover sacrificare se non l’egoriferimento, può riconoscersi.
Josè Saramago "Il vangelo secondo Gesù" ed. Bompiani L.O.

Laura Ottonello


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