Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
Direttore : Dott. Ada Cortese
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Home Anno 08° N° 27
Marzo 1999 Pag. 12° Ada Cortese

Ada Cortese

 RECENSIONI 

L'AGNELLO E LA SCURE

La rievocazione rituale della violenza

E' un testo di godibile lettura.
Mi ha catturata e l'ho letto in poche ore. Ha l'impianto di un libro d'avventura ed è stato la conferma di quanto ho sempre intuito dello spirito più profondo di G. Montinari. Ma mai era emerso alla superficie con tanta sincerità e tanta nudità. Ho sempre avvertito Montinari come animo inquieto in ricerca e sempre sospeso tra tradizione e rottura totale, tra bisogno di appartenenza e bisogno di volo oltre l'umano troppo umano.
E' stato il mio primo maestro, enigmatico, lontano eppure molto presente. Grazie a lui ho avuto l'occasione di avvicinare il mondo della psicosi e nel contatto con essa (fuori di me, nella Comunità terapeutica di cui ero socioterapeuta e psicoterapeuta, che Montinari aveva fondato; e dentro di me, in virtù dei miei interlocutori "pazienti") ho vissuto il mio primo e più emozionante momento psicoanalitico.
Ritrovarlo oggi nella purezza di uno scritto così trasparente mi commuove perchè, dei tanti livelli a cui può essere avvicinato il suo libro, quello che più mi colpisce è la semplicità con cui confessa il suo anelito spirituale e mistico, assai evidente nonostante deboli tentativi di pudico mascheramento.
Entrando un po' più nel merito del testo, trovo assai affascinante l'ipotesi di un movimento evolutivo tutt'altro che lineare e immaginare di avere avuto avi così inermi e così saggiamente filosofi nella descrizione che dei parenti neandertaliani Montinari ci offre, suscita in me conferma della possibilità di deviare nuovamente il processo conoscitivo dalla strada dell'aggressività alla strada dell'armonia.
Mi piace il modo di Montinari di attualizzare la scelta dei neandertaliani di non lasciare segni, di non produrre dunque entropia, spazzatura, di non sporcare la Madre, la Donna, la Terra.
Ed è altrettanto avvincente il suo modo di farci entrare nei panni di questi progenitori (tali per tutti coloro che sentono ancora prevalere nei loro geni i geni "materni" e accoglienti dei neandertaliani rispetto a quelli "paterni" ed aggressivi dei Cro-Magnon!) così vicini ai nostri ultimi tentativi di recuperare la pura Soggettività Universale sottraendoci alle tentazioni delle produzioni (e ri-produzioni ripetitive) materiali attraverso cui non pare si dia automaticamente crescita spirituale e consapevolezza.
Certo v'è un interrogativo a cui Montinari non sa dare risposta.
Egli ipotizza una ritualità precedente la percezione del sacro e non sembra soddisfatto della tradizionale ipotesi che sposa sacralità e violenza alla radice. Suppone - ma qui non è molto chiaro - una scoperta della fascinazione della violenza protocultuale e del tutto casuale. Ipotizza una sorta di esperienza numinosa nella percezione dell'odore e nello scorrere del sangue del fratello ominide, ucciso casualmente in un incidente accaduto all'interno di un rituale di ringraziamento post-venatorio.
Lo stato psichico si deve essere alterato facilitando la percezione di altro mondo.
Forse da quel genere di eccitante esperienza allucinatoria si rinforzò il contatto con il numinoso attraverso la violenza e il sacro. Ma tutto questo si sarebbe sviluppato solo dopo la sconfitta evolutiva dei miti e mitici Neandertaliani.
Con Montinari noi tutti potremmo unirci nell'opera di riscatto delle nostre primissime immagini parentali di cui ancora, come fossero genitori ignoranti e primitivi, tendiamo a vergognarci.
Anche se egli stesso pare muoversi ancora e prevalentemente in ambiente psicologico dicotomico e rispettoso della legge del tabù dell'incesto simbolico, con la stessa forza, uguale e contraria, Montinari pare proporci un superamento del tabù stesso in questo possibile ritrovamento e riconoscimento delle nostre radici.
Infatti da un lato Montinari configura la maturità come risultato dell'osservanza del principio di non contraddizione, come netta separazione cosciente tra giorno e notte, tra io e Sè, cosicchè anch'egli, proprio come C.G. Jung, pare aggrapparsi alla convenzione psicologica e sociale che in definitiva conserva la struttura conoscitiva, ovvero il sistema-uomo, alla logica del tabù dell'incesto simbolico. In essa si conservano in buona salute i concetti di "utenza", di "regressione", di "transfert".
D'altro lato, solo la trasgressione simbolica del tabù dell'incesto permette il riconoscimento tra gli uguali e diversi (madre-figlio, padre-figlia) ed è ciò che Montinari agisce simbolicamente con il suo libro.
Montinari trasgredisce perchè si permette l'abbraccio con la Madre Primigenia mettendo in seria discussione l'evoluzione patriarcale della società occidentale.
Al di là di queste mie metaletture suggerisco caldamente la lettura del libro perchè offre agli addetti ai lavori spunti non solo teorici ma anche metodologici di grande rilevanza pratica.
In ogni caso è coinvolgente per tutti.
Particolarmente divertente ed illuminante il brano sulla sessualità maschile forse perchè è la prima volta che leggo e "vivo" la cosa dal punto di vista dell'uomo concreto "in carne ed ossa". L'uomo ne scrive tanto ma in genere non in questo modo. Mi è piaciuta l'immediatezza e la naturalezza con cui l'argomento viene trattato.
Montinari abbraccia con una sottile nostalgia quel mondo in cui non trova nulla di primitivo e la sua ricerca alle radici protoculturali e protorituali, offre al lettore l'immagine di un uomo, l'autore, che, gettando lo sguardo su tutta la storia interiore dell'uomo, offre il suo autoritratto.
E se l'uomo interiore che circola per il mondo oggi è, come Montinari, un uomo molto vicino alla stanza del tesoro, beh, ne sono davvero felice ...perchè posso dire, al di là di ogni attaccamento e di ogni strumentalizzazione, che " Io, Montinari lo conosco!!!"

Giandomenico Montinari: "L'agnello e la scure" Viaggio psicoantropologico alle radici. Ed. F. Angeli 1998
Recensito anche nella trasmissione di RAI3 "Uomini e Profeti".
Dello stesso autore: "Il buco nella rete" Ed. Ecig. 1990

Ada Cortese


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