Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione G.E.A.
Direttore : Dott. Ada Cortese
Via Palestro 19/8 - 16122 Genova - Tel. 010-888822 Cell 3395407999
| Home | Anno 8° | N° 28 |
| Giugno 1999 | Pag. 12° | Tullio Tommasi |

RICERCHE MERCURIO MESSAGGERO DI LEGGEREZZA
![]()
"La duplicità e l'inganno sono coerenti con una coscienza sana". Questo scrive J. Parceval, nato nel 1803, nella autobiografia dove racconta la storia della sua paranoia e della sua guarigione. Un'affermazione forte, che va contro l'usuale concetto di sanità mentale, eppure un concetto che affascina e che non si lascia buttare via tanto facilmente. Intanto la duplicità è costituente il mondo, con tutte le coppie di contrari che affollano ciascuna vita. E' il Caos, dove sembra impossibile trovare un principio base.
L'inganno è anch'esso elemento fondamentale della vita. L'archetipo del Briccone vuole significare proprio questo. L'imprevisto accade anche nella più quieta tranquillità, lo scardinamento di certezze è la norma e un qualcosa di beffardo o indifferente alle nostre vite sembra scompigliare ogni nostro tentativo di mettere ordine.
Ognuno di noi cerca autoinganni e crea simulacri per vivere: ideali, lavoro, amori. Dico questo senza cinismo ma con un senso di leggerezza dato dall'idea del gioco, dove inganni e duplicità rappresentano l'essenza stessa della vita.
Mercurio è l'incarnazione di questo principio ingannatore e vitale al contempo. Egli è saggio e incosciente, incostante nelle azioni e nei pensieri. Si ferma ai bivi delle strade senza decidere dove andare e comunque è il messaggero degli dei.
Mercurio è evasivo, illusorio, cangiante, ora infernale, ora dio della rivelazione. Simbolo primo dell'alchimia (la fonte mercuriale non a caso è il luogo della trasformazione), Mercurio è il doppio, rappresentato da due serpenti aggrovigliati che ne indicano la duplicità: terra e aria, serio e briccone, profondo ma incostante. Tale simbolo è ancora oggi visibile nelle insegne delle farmacie, a ricordo del passato alchemico di tale professione. E i due serpenti aggrovigliati fanno anche ricordare la struttura del DNA a doppia elica, dunque il principio della vita.
Mercurio significa non prendersi troppo sul serio, è l'angelo custode che permette di entrare nel dolce gioco dell'inganno, un inganno verso se stessi e gli altri non più inconscio e quindi doloroso, ma consapevole, leggero e divertente, un piccolo inganno a fin di bene, dove diventa facile ridere di se stessi.
Mercurio è il contrario dell'unilateralità, è l'unione degli opposti. Dove c'è un principio è presente anche il suo contrario, dunque non è più possibile il dogmatismo. Posso credere in qualcosa profondamente, eppure posso non prendermi sul serio, tutto questo in contemporanea.
Hillman nel suo libro "La vana fuga dagli dei" afferma che la differenza tra pazzia e sanità è proprio da ricercarsi nella presenza o meno di Mercurio.
Jung, nonostante tutte le sue idiosincrasie e i suoi attacchi psicotici, era sano perché si vedeva, e dunque poteva giocare con se stesso. Non a caso in tutta la sua opera Mercurio è una presenza costante.
Altri, nonostante condotte di vita più normali, sono pazzi perché unilaterali, letterali, senza quella leggerezza che permette di staccarsi dalle proprie piccole convinzioni e scelte per poterne ridere.
Quando uno che si autodefinisce un grande amatore si ritrova improvvisamente impotente, quando tutti gli sforzi di lunghi anni di lavoro si concretizzano in un niente, quando l'aspettativa che riempie la vita lascia il posto al nulla, in tutte queste occasioni e in molte altre abbiamo solo due possibilità: o l'angoscia o il ridere.
Si sa che la ricetta del ridere è salutare, ma tutto questo ridere può talvolta anche irritare, perché esistono momenti in cui le risate non sono più possibili e la necessità prende il sopravvento.
Cos'è necessità ? In greco viene detta Ananke, da cui deriva etimologicamente la nostra angoscia.
Quindi l'ineluttabile, l'inchiodamento alla croce, l'impossibilità di trovare altre strade, il percepire la struttura della vita nella sua essenza. Ananke sembra derivare da una radice semitica basata su tre consonanti: hnk. Da questa si diramano molte parole antiche che hanno tutte il significato di gola, abbraccio, anello, strangolamento, non ultima la parola inglese nek (collo). Ovvero una strettoia inevitabile, alla quale è impossibile sfuggire.
In Grecia, Ananke, la necessità che tutto sovrasta, anche l'Olimpo e i suoi dei, non ebbe mai un volto. Un solo tempio le era dedicato, ma era tradizione non entrarvi. Infatti nulla si può chiedere a colei che non dà ascolto.
La differenza tra dei e uomini stava nel rapporto con Ananke: gli dei la subivano e la usavano, gli uomini la subivano soltanto. Gli dei greci decisero di non pensare troppo ad Ananke e invece del nodo di necessità preferirono dedicarsi al bacio di Eros. Alla circolarità di un cappio preferirono quella di una bocca. Eros comandava, ma si sapeva che era un inganno:
la cieca Necessità era il principio, solo che Eros era più piacevole.
In Grecia molti dubitarono degli dei, nessuno ha mai posto in discussione la rete invisibile di Ananke, più potente degli dei. Ananke si congiungeva con Cronos, il Tempo, come per sottolineare che Tempo e Necessità pongono un limite alle nostre azioni e al nostro modificare e modificarci. Dunque c'è il limite, e questo tutti lo sentiamo.
La domanda che possiamo porci riguarda il cambiamento di Ananke nella storia dell'uomo e nelle nostre singole vite.
In effetti ci sono necessità di un tempo passato che ora hanno perso questo carattere ineluttabile. E' sufficiente pensare alle carestie o a certe epidemie. Sul lato pratico Ananke è stata indebolita, ma è sul piano simbolico che il suo potere continua a dettare legge. Esiste una necessità che non è invariata con la storia, basti pensare alla morte, di fronte alla quale ogni nostra velleità divina rimane muta, ma esistono anche finte necessità che mutano col tempo e con i singoli individui.
Se le necessità dei nostri avi erano più legate alla sopravvivenza, ora noi, con la pancia piena, ci costruiamo piccole necessità che crediamo parenti di Ananke, ma che sono soltanto zavorra per rimanere coi piedi per terra, sia in senso positivo che negativo. Quando allora Ananke diventa angoscia, possiamo distinguere tra Necessità invariata nei tempi e inevitabilmente aggrovigliata con l'esistere e piccola e falsa necessità generata dall'io. Per quest'ultima lo spirito Mercurio diventa vento benefico che spazza via ogni struttura pesante, composta da pregiudizi, consuetudini, pigrizie, rigidità.
Se riesco a ridere della mia immagine legata a qualche contingenza concreta che in quel momento sembra rappresentare il mondo, allora vince Mercurio.
Riesco ad accogliere anche il contrario, e l'inganno del mondo con i suoi giochi mancini diventa sopportabile, quasi divertente.
Quando Mercurio tenta di contrastare Ananke, l'immutabile nei tempi, allora diventa inopportuno, come una risata di fronte a una morte ingiusta.
Ma l'ineluttabile lascia spazi enormi per lo spirito Mercurio, molto più vasti di quelli che ci legittimiamo, campi ancora incolti che la pigrizia non ci permette di esplorare. Credendo necessarie cose che tali non sono tentiamo di tarpare le ali a Mercurio: ma il carattere mercuriale della vita, che spesso chiamiamo ingiusto, si vendica mettendoci di fronte ai nostri paradossi. E allora grideremo: perché la vita mi tradisce?
Ma tradire deriva da trans e do, ovvero un atto di passaggio da un qualcosa a qualcosa d' altro, come una traduzione o, meglio, una trasformazione. Dunque la vita non tradisce mai o, se preferite, tradisce sempre, perché il messaggero Mercurio passa attraverso ogni cosa in uno stato di non equilibrio, in continua trasformazione. A noi godere di questo divertimento o irrigidirci in finte necessità.
Tullio Tommasi
Tutti i diritti sui testi qui consultabili
sono di esclusiva proprieta' dell'Associazione G.E.A. e dei rispettivi Autori.
Per qualsiasi utilizzo, anche non commerciale,
si prega prima di contattarci:Associazione GEA
GENOVA - Via Palestro 19/8 - Tel. 339 5407999