Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
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Settembre 1999 Pag. 12 Silvia Barillari
 MITI E LEGGENDE 

L'UOVO COSMICO

Nel processo alchemico l'uovo rappresentato dal recipiente di cottura, nel processo di individuazione, per chi compie un percorso psicoanalitico, il setting ad avere questa funzione.


L'uovo del mondo è simbolicamente il contenitore dell'anima imprigionata, del caos afferrato dall'artefice, la potenza che attuata sarà cosmo nel suo stato di completa manifestazione.
Rispetto al simbolo del paradiso terrestre, contenuto in una cinta circolare, corrisponde ad un diverso stato evolutivo:
c'è una polarizzazione, uno sdoppiamento, si passa cioè da uno stato di quiete o di moto sempre uguale a se stesso, a una condizione di tensione di opposti, grazie alla quale è possibile uno sviluppo.
Nelle cosmogonie di molti popoli è presente l'immagine dell'uovo del mondo. L'induismo vede il cosmo a forma ovale, diviso in una parte inferiore, composta di sette ripiani, al di sotto dei quali c'è l'inferno, e di una parte superiore che comprende la terra e l'atmosfera sino al sole, il cielo stellato e quattro cieli di materia sempre più sottile.
Nell'antico Egitto si riteneva che la potenza demiurgica Knef, la grande anatra, avesse prodotto dalla bocca un uovo in cui erano contenuti tutti gli elementi necessari alla creazione: ne uscì Thot, dalla testa di ibis, il dio saggio e sapiente che divenne l'Ermes dei greci.
Secondo un'altra tradizione, l'uovo primordiale era un uovo madre, la Querchet, da cui nacquero il dio sole e tutte le forze vitali.
Secondo la popolazione Bambara del Mali gli elementi necessari alla creazione sono stati liberati dopo lo scoppio dell'uovo cosmico:
lo spirito si innalza nello spazio grazie alla rotazione di una vibrazione sonora.
La tradizione indiana vede l'uovo cosmico, covato da un'oca, nascere dalle acque: è il soffio divino.
Una volta divisosi ha dato vita al cielo e alla terra, all'uomo e alla donna.
In Finlandia è di nuovo un'anatra a deporre e consegnare alla vergine le sette uova che, rompendosi al contatto con l'acqua, creano il mondo.
La cosmogonia cinese origina con l'apertura di un uovo contenente il caos. Ne fuoriescono elementi pesanti Yin e leggeri Yang, che costituiscono la terra che sostiene e il cielo che copre.
Un'altra tradizione, quella Hun-tien, raffigura la terra e il cielo come il tuorlo e guscio di un grande uovo, il cui albume corrisponde all'oceano primordiale.
L'immagine dell'uovo, come abbiamo visto, è stata espressa da molte popolazioni per rappresentare l'origine del cosmo, di ciò che si rende conoscibile in quanto si rivela in forma ordinata e armonica.
Al di là degli elementi fin qui esposti è evidente la semplicità con cui possiamo evocare il contenuto di questa simbologia: immediatezza possibile grazie alla ripetuta esperienza che ne abbiamo sia sul piano corporeo che su quello del pensiero.
Quante volte ci siamo meravigliati davanti allo schiudersi di un guscio, quando ciò che era "solo" potenza si rivela e prende forma!
Nel processo alchemico l'uovo è rappresentato dal recipiente di cottura, nel processo di individuazione, per chi compie un percorso psicoanalitico, è il setting ad avere questa funzione.
Dal vaso alchemico si leverà l'aquila o la fenice, l'anima sarà finalmente libera, come la farfalla che esce dalla crisalide.
In questo senso il simbolo dell'uovo cosmico è analogo a quello della caverna, il luogo a cui si accede dopo una prima morte con una seconda nascita, quella che riguarda la sfera psichica e quindi quella più strettamente individuale.
Dalla caverna si esce con una terza nascita, quella della dimensione spirituale.
Perché l'anima possa uscire è necessario che la pietra alla sommità della volta sia spostata, come per il sepolcro ove il Cristo è entrato a seguito di una morte e ne è uscito nascendo alla dimensione sovraindividuale.
E' importante notare come spesso il simbolo uovo sia associato ad un elemento assiale verticale che ne indica il "senso" inteso sia come direzione della potenza che come suo motivo.
Nella letteratura medioevale vi sono vari accenni all'uovo di struzzo come simbolo cristiano della creazione ed è con questo valore che viene usualmente appeso nelle chiese dell'Abissinia e nell'Oriente cristiano.
Un esempio di opera d'arte in cui questa simbologia è palesemente raffigurata è la celebre pala di S. Bernardino, compiuta da Piero della Francesca tra il 1472 e il 1474, ora a Brera.
L'attenzione di chi la osserva è immediatamente attirata dalla presenza di un uovo, elemento inusuale, situato proprio al centro della composizione.
E' appeso a un filo (asse verticale), alla sommità della volta (varco attraverso il quale l'anima uscirà dal guscio).
Il tema dell'ovale è poi ripetuto nel volto (ab ovo, cioè: alle origini) della Madonna (madre - terra - femminile) e nella curvatura della possente architettura soprastante (padre - cielo - maschile).
Per permetterci di leggere l'armonia della composizione, Piero della Francesca, che era un matematico oltre che un pittore, colloca esattamente al centro della pala (originariamente più alta) l'uovo, la forma originale.
Quest'opera fu commissionata dal duca di Urbino Federico di Montefeltro, una persona il cui interesse primario era quello di sostenere il potere proprio della chiesa e l'indiscutibilità dei dogmi cattolici.
Vediamo, infatti, che le linee di forza riconducono lo sguardo alla figura statica della Madonna, la rappresentante della chiesa.
Anche l'asse verticale, che potrebbe condurre al passaggio nella sommità della volta, è in realtà strumentalizzata allo stesso fine.
In conclusione, non possiamo sapere se fosse nell'intenzione di Piero della Francesca, ma quest'opera sembra stata fatta apposta per ricordarci che fino a quando sarà necessario ribadire un potere individuale ponendo l'accento su verità dogmatiche, ci sarà impossibile il passaggio ad una dimensione più ampia, quella sovraindividuale.
Paradossalmente l'uovo, che è proprio ciò da cui nasce ogni singolo individuo, è da sempre simbolo potente dell'universale, e porta in sè sia l'origine da cui tutto proviene che la ciclicità dell'eterno ritorno.

Silvia Barillari


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