Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione GEA
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Dicembre 1999 Pag. 2° Ada Cortese

Ada Cortese

 EDITORIALE 

FALUN GONG

Internet e lo Spirito del nostro Tempo

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Apprendo dal TG della notte (in stile web) che il potere governativo cinese sta cominciando a dare segni di nervosismo verso un movimento culturale a sfondo spirituale che prenderebbe sempre più piede in tutto il paese.
Strumento principale al suo dilagare: Internet.
Questo movimento si chiama "Falun gong" e, a quanto sostiene il TG citato, esso è considerato un pericolo dal governo cinese tanto che sono cominciate persecuzioni e processi verso alcuni suoi seguaci. Si faceva notare come un movimento assolutamente non violento, invisibile e apparentemente apolitico, stia riuscendo a convogliare le forze dello spirito umano per preservare e conservare dignità e identità ad un popolo costretto in una organizzazione sociale che, per le sue prevalenti caratteristiche normo-stataliste, produce anomia e omologazione.
Le parole ed i concetti che hanno fatto presa sulla mia sensibilità e hanno acceso la mia attenzione sono state proprio: movimento spirituale, non violenza, elusione del rapporto esteriore gerarchico attraverso Internet, capacità di mobilitare energia spirituale di milioni di persone in modo assolutamente invisibile.
Tutto questo mi evocava la grande forza della non violenza di Gandhi. Insomma è stata una notizia che ha avuto la capacità di emozionarmi e rendermi sintonica con la percezione dell'irresistibile quanto naturale ascesa spirituale dell'umanità.
Il tutto al di là della sostanza determinata dell'evento.
Da Internet veniamo a sapere che questo movimento fa capo al sig. Li Hongzhi, che vi sono tre testi fondamentali che ne spiegano l'origine preistorica e il contenuto:
"Falun Dafa", "Cina Falun gong", "Zhuan Falun", che il sig.
Li Hongzhi vive in America, che i seguaci della sua medicina in Cina vengono arrestati perché essa "fa friggere il cervello" e molti pazienti che hanno rifiutato la medicina moderna per la medicina del Falun sono morti, etc.
Per quanto riguarda il contenuto a me personalmente non convince: ho provato ad inoltrarmi nelle espressioni un po' ripetitive e poco musicali dei libri citati, ma, forse a causa della traduzione, non sono state capaci di trattenermi in quei luoghi. Non discuto la bontà morale e spirituale del contenuto, dei suggerimenti e degli intenti; solo, me li sento estranei nei nomi, nelle categorie, nei simboli che evocano mondi prefilosofici, superstiziosi, a volte anche pericolosi nonostante i riferimenti alla grande eredità buddhista e taoista.
La dottrina di Li Hongzhi prevede il recupero dell' antica medicina cinese legata al potere personale sovrannaturale dei maestri illuminati che lo avevano ricevuto, a loro volta, dai loro maestri monaci, prima di morire. Egli accusa indirettamente la "Rivoluzione Culturale Cinese" di aver scacciato i monaci dai templi e, con loro, di aver anche interrotto la catena del patrimonio spirituale e medico dell'antichità cinese.
Precetto (moralità), Samadhi (meditazione), e Saggezza sono i tre pilastri su cui Sakyamuni (Buddha) fondò la sua coltivazione avvalendosi, secondo il maestro citato, degli antichissimi principi del Falun. Anche nel Buddhismo attuale si staglierebbe il Falun gong come coltivazione integrata corpo-spirito e come pratica integrata "Zhen _ Shan _ Ren" (Verità, Compassione, Tolleranza). Tutto questo accrescerebbe il De: la materia bianca contro il nero karma mortifero per l'affermazione dell'immortalità del corpo e dello spirito.
Ripeto: non è il contenuto che tuttora mi colpisce.
Quello che mi colpisce è il fatto che questo signore sia riuscito a recuperare un' antica religione e ad imporla all'attenzione di milioni di persone con questo nuovo mezzo di comunicazione il quale non si colloca più in un posto preciso. Al di là delle inevitabili contraddizioni che sempre impregnano eventi così sostenuti, trovo assolutamente sorprendente come l'utilizzo di questo nuovo mezzo immateriale, Internet, produca accelerezione nel processo di diffusione della persuasione e del proselitismo.
In qualche migliaio di anni la comunicazione è passata dagli aedi, alle parabole, alla stampa, alla radio, alla televisione, seguendo un processo crescente di dematerializzazione del mezzo di distribuzione del messaggio fino a giungere all'attuale Internet, ove l'informazione, priva apparentemente di una collocazione precisa, risulta comunque accessibile da "ogni dove". L'informazione e la persuasione vengono quindi gestite (e siamo solo agli inizi) da un mezzo che per la sua stessa valenza di virtualità diviene metafora (o realtà?) di un attributo dello spirito… Internet sta ormai acquisendo (e a buon diritto) il predicato dell' ubiquità.
A quando gli dovremo riconoscere i predicati dell'onniscienza e dell'onnipotenza?
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Ada Cortese


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