Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione G.E.A.
Direttore : Dott. Ada Cortese
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| Giugno 2000 | Pag. 13° | Ada Cortese |

ATTUALITA' "GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE?"
"Do Androids Dream of Electric Sheep?" è il titolo del romanzo di Philip Dick da cui è tratto Blade Runner.
L'idea che gli esseri in parte umani e in parte elettronici, possano a loro volta sognare 'pecore elettriche' è curiosa, ma affronta in maniera tecno-poetica una realtà con la quale dovremo presto confrontarci.
Citiamo qui di seguito alcuni passi estratti da un articolo di Carlo Massarino che ci giunge tra le mani proprio nel momento in cui GEA sta riflettendo sulle nuove potenzialità che Internet fornisce in ambito psicoanalitico.
I sogni, lo sappiamo tutti, sono l'espressione di quello che Freud definì l'inconscio, il non consapevole, che quindi come tale non può essere controllato.
Sono la nostra parte più profonda, misteriosa, rivelatrice. E di conseguenza sono anche la nostra parte più privata: quelli più divertenti si raccontano volentieri, un po' come un'avventura a lieto fine, ma ognuno ne ha qualcuno che rivelerebbe con difficoltà anche al suo psicanalista.
Freud ne 'L'interpretazione dei Sogni' definì, in base a varie tipologie, quello che i sogni potevano significare e come trovare in essi una chiave di interpretazione della nostra vita 'reale', ma la materia è di quelle per antonomasia indefinibili al cento per cento.
Sicuramente sono l'espressione - quasi un segnale inviato in superficie - di nostre profonde paure, desideri, elaborazioni, rimozioni, gioie.
E questo riflette il nostro mondo personale: non a caso sognamo di persone o luoghi o fatti che ci riguardano. Un misto di eterno - le speranze, le paure dell'umanità - e di temporale - l'ambiente nel quale viviamo.
Siamo in un'epoca di trasformazione, nella quale 'biotecnologie', 'smaterializzazione', 'nuove forme di comunicazione e trasporto' modificheranno radicalmente il nostro immaginario e di conseguenza il nostro inconscio.
Forse gli androidi davvero sogneranno `in digitale', se non lo faremo prima noi.
Nel frattempo le nuove tecnologie stanno cambiando il nostro rapporto con la dimensione privata del sogno.
In rete si possono trovare dei siti dedicati al dream sharing, ovvero alla condivisione e la discussione collettiva, via e-mail o newsgroup, delle esperienze oniriche.
Uno di questi è www.DreamGate.com, dove sono raccolte anche molte risorse sul tema dell'arte onirica: si possono quindi esplorare i sogni di artisti sia del passato che contemporanei, attraverso i quali comprendere quali sono le potenzialità simboliche e artistiche del materiale onirico.( ) Lo stesso servizio offre il Centro Genius, che ci tiene a sottolineare come via Internet non si possa parlare di diagnosi clinica e terapia (che richiede la presenza partecipativa del soggetto) ma solo di indicazioni.
C'è poi anche un progetto del CNR supportato dalla Commissione Europea, T-Dream Banca Dati Telematica dei Sogni, dedicato all'analisi del linguaggio e delle tematiche di vita dei sogni, che si propone come raccoglitore dell'immaginario onirico di giovani e meno giovani. Ma vi sono siti dove potrete anche far scrutinare il vostro inconscio a pagamento: sono i Dream Interpretation Centers (un esempio è www.sleeps.com/frames.html).
Si dice che i sogni attingano all'inconscio collettivo:
peschino, in altre parole, nel mare magnum dell'inconscio di tutta la razza umana, senza distinzioni di tempo, spazio, culture.
In questo senso Internet forse già rappresenta l'inconscio collettivo elettronico della razza umana del 2000.
Segnaliamo infine, oltre al già conosciuto e visitatissimo www.geagea.com, il sito in costruzione www.psyconline.org mirato ad un interessantissimo esperimento online.
Ada Cortese
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