Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione G.E.A.
Direttore : Dott. Ada Cortese
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Dicembre 2000 Pag. 2° Ada Cortese

Ada Cortese

 EDITORIALE 

... MENO TRE, DUE, UNO... PUMFFF!!!

... meno tre, due, uno... pumfff!!!

Quest'alba del terzo millennio, già "strariempita" di calendari e messaggi simbolici, ha per noi una ulteriore straordinaria valenza: udite, udite quest'anno festeggiamo il primo appuntamento "con zeri" che il sistema decimale ci consente: i nostri primi 10 anni!
E affinché il "festeggiamento" sia ancora più gradevole questa nuova alba ci ha regalato anche una nuova sede: una nuova forma fisica e assai "reale" da noi subito riempita ed impregnata di tranquilla passione e di grandi progetti.
Festeggiare dieci anni significa rammentare prima di tutto a noi medesimi che costituiamo GEA, che la realtà ama GEA e quello che rappresenta visto che la protegge mantenendola in vita.
Siamo un gruppo che cresce e nel suo essere gruppo di ricerca, di pensiero e di psicoanalisi, sperimenta in se stesso, senza alcuno scavalcamento e senza alcuna maschera possibile, tutte le tappe della maturazione di un insieme.
Siamo maschi e siamo femmine, conviventi per parecchie ore al giorno in un lavoro che mette in gioco tutte le variabili fondamentali del nostro essere oltre ogni ruolo ed ogni difesa.
Siamo Maschile e Femminile. Siamo Coscienza ed Inconscio.
Siamo "poveri amanti" che quotidianamente attraversano e riscrivono la loro cronaca. Siamo insieme il Sé che parla individualmente di notte e di giorno a ciascuno di noi.
Siamo i volti dell'Amante e dell'Amato. Siamo il sorriso di Dio sulla Terra.
O forse no.
Forse non lo siamo…. ancora! Ma questo è il nostro sogno condiviso.
C'è un film cubano - "Lista d'attesa" - appena uscito, assai piacevole: è un film povero ma ricchissimo di sostanza spirituale.
Ruota attorno ad un sogno unico fatto da viaggiatori stremati durante una prolungata, estenuante e surreale attesa di un pullman di linea in una sperduta landa cubana.
Somigliamo molto a quei viaggiatori. E come quei viaggiatori l'inconscio (il Sé?) pare voler sedurre anche noi con la veridicità, l'autenticità e la sincronicità di questo nostro sogno.
Siamo così tra realtà e sogno, tra ciò che ancora è e ciò che non è ancora del tutto. Nell'aurora e al crepuscolo. Tempi particolari dove la percezione del mondo cambia. Proprio come ad alta quota o negli abissi marini. Una coscienza alterata dal sogno condiviso. Non pazzia egoica ma sempre di più caos, energia vitale, libido trasparente a nostra disposizione nella misura in cui i nostri pensieri sono capaci di pensarla al meglio.
Il nostro "ottimismo" coincide con la coltivazione del pensare bene.
Ed il buon pensiero non ha tanto bisogno di misurazioni e di premeditazioni.
Ha forse bisogno del contrario: di affidamento, di fluidità, apertura, generosità, di incoscienza secondaria e di secondaria ignoranza.
Forse ciò che la Vita ci sta dando coincide con ciò che noi ad essa stiamo donando. La relazione con la Vita esiste e noi la percepiamo.
Essa si nutre ed esiste in virtù del nostro percepirla.
Con emozioni umane, si direbbe che la Vita sia contenta della nostra esistenza tanto quanto noi siamo contenti e felici di essere vivi.
In questo stretto e fitto dialogo, fatto anche di soavi e lunghi silenzi, come non essere "ottimisti" al limite dell'"incoscienza" e oltre ogni ragionevole dubbio?
Con l'augurio di potervi trasmettere un po' di questa nostra percezione vi aspettiamo all'inaugurazione della nuova sede, della nostra "stazione variopinta" e del nuovo millennio.

Ada Cortese


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