Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione G.E.A.
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| Marzo 2001 | Pag. 5° | Alberto Toniutti |

METODO CONCEZIONE DEL MONDO E STRUTTURE DI PENSIERO
Il compito attuale della Psicologia Analitica è quello di dar voce a ciò che non appartiene al dominio della coscienza.
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Scrive Jung:
" esiste, in maniera assolutamente generale, non solo la possibilità, ma anche una realtà di eventi acausali? bisognerebbe infatti supporre che gli eventi in genere siano in relazione l'uno con l'altro da un lato come catena causale, ma dall'altro, a volte, anche mediante una specie di collegamento trasversale significativo".
L'intera opera junghiana è densa di esempi e riferimenti che, da diversi punti di vista, tendono a mettere in luce la necessità di affiancare ad una visione deterministica e causale del mondo e dell'umana vicenda un'ottica in cui, per usare le parole di M. Vannini:
" il pensare e il credere devono trovare la loro coincidenza e la loro verità in una concreta esperienza ( ). La fede in senso forte è conoscenza dello spirito, secondo la formula paolina o hegeliana, dove soggetto ed oggetto coincidono".
Esempio emblematico in cui viene sottolineata tale necessità è la teorizzazione del principio di sincronicità che, pur essendo stato esposto in epoca tarda rispetto alla monumentale ricerca junghiana, ne attraversa, quale filo conduttore, l'intera opera.
Nel saggio "La sincronicità come principio di nessi acausali" Jung definisce la sincronicità come un fattore o una legge di omogeneità esistente come principio ordinatore della natura.
E' pertanto una modalità di accadimento e di lettura della realtà che si muove su un piano diverso e complementare rispetto alla legge di causa ed effetto.
In ambito "ristretto", ovvero psichico, la condizione indispensabile per il verificarsi di un evento sincronistico è ciò che P. Janet, all'inizio del `900, ha definito con il termine abaisement du niveau mental. In origine tale termine indicava una riduzione della coscienza, dell'attenzione e della concentrazione, riscontrata tipicamente nella sintomatologia isterica.
Jung prende a prestito questo termine mettendo in evidenza come, in tale stato limite, i contenuti inconsci irrompano nella coscienza favorendo l'azione psicoide degli archetipi che, nell'accezione junghiana, costituiscono forme a priori che organizzano l'esperienza; dunque forme istintuali o patterns of behaviour ordinatori di rappresentazioni.
In altri termini è l'Anima (intesa come l'interiorità dell'uomo in contrapposizione con la maschera esteriore o il ruolo sociale che ogni individuo gioca nell'ambito della propria vita, definito da Jung con il termine Persona.
Anima intesa quindi come personificazione dell'inconscio) che si rende manifesta nell'ambito della sfera cosciente.
Jung cita alcuni esperimenti -ESP Extra sensory perceptions- condotti da Rhine nei primi decenni del `900 i quali dimostrano l'esistenza di eventi che hanno tra loro un rapporto sperimentale, definito con buona significatività, senza che si possa rilevare un legame causale frutto di un fenomeno energetico: si tratta quindi di un legame o relazione significativa tra eventi che prescinde dalle variabili di spazio e tempo.
Da tali esperimenti si evince che, per il verificarsi di un abaisement du niveau mental nei soggetti sottoposti all'esperimento, occorre che l'interesse o il coinvolgimento dei soggetti stessi sia mantenuto ad un certo livello.
Ciò che appare indispensabile sembra essere l'emergere di una "qualità psichica" che potremmo definire con i termini: affidamento, investimento, coinvolgimento, empatia, aspettativa, fiducia, fede,... rispetto al compito o al momento che il soggetto è chiamato a vivere.
E' solo quando sussiste tale livello di attivazione soggettiva che il fenomeno della sincronicità si manifesta attraverso l'emergere alla coscienza di un'immagine inconscia - intesa come sensazione, presentimento, immagine o sogno - che trova sincronicamente, cioè non in funzione di un rapporto di causa ed effetto, la sua corrispondenza in un dato oggettivo esterno.
L'essenza del principio definito da Jung con il termine sincronicità è ciò che l'uomo, attraverso il tempo e la storia, in disparate culture, religioni e filosofie ha cercato di esprimere nel momento in cui, immergendosi in se stesso e contattando la propria Anima, è stato testimone di un divenire armonico della propria vita interna in corrispondenza con ciò che all'esterno lo circondava.
Dalla mistica all'essenza intima dei più disparati sistemi religiosi, dalle concezioni filosofiche a quelle antropologiche e psicologiche - basti pensare ai concetti espressi da Lèvy Bruhl di "rappresentazioni collettive" e "partecipazione mistica" o all'idea di Leibniz di "Armonia prestabilita"- sono infiniti i sistemi di pensiero che nel corso della storia umana hanno postulato il principio secondo il quale alla base della vita risiede una forza universale che tutto muove e ordina, tracciando una corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo, universale e particolare.
L'analisi junghiana, attraverso l'elaborazione del principio di sincronicità, sembra fornire lo strumento che permette di comprendere, sotto un'unica chiave di lettura, concezioni del mondo e strutture di pensiero tra loro apparentemente diverse.
Al di là della forma manifesta che l'azione dell'archetipo acquista nelle varie epoche e culture, l'essenza ordinatrice che ne deriva non può essere compresa ricorrendo in modo univoco alla spiegazione causalistica.
Questa la chiave di lettura junghiana: un altro modo, certo non l'ultimo, per segnalare il rischio di inaridimento, nel divenire umano, allorchè l'accento venga posto unicamente nell'ambito della dimensione della coscienza, la quale, essendo sempre situata in uno spazio e in un tempo ben precisi, non può che leggere la realtà secondo coordinate deterministiche in base al principio di causa ed effetto.
Il compito attuale della Psicologia Analitica sembra quindi essere quello di segnalare la necessità umana di volgere lo sguardo all'interno di se stessi e dar voce a ciò che non appartiene al dominio della coscienza, all'Anima, al Sé, allo Spirito.
Alberto Toniutti
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