Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione G.E.A.
Direttore : Dott. Ada Cortese
Via Palestro 19/8 - 16122 Genova - Tel. 010-888822 Cell 3395407999

Home Anno 10° N° 35
Marzo 2001 Pag. 13° Cecilia Manfredi
 STREAM OF CONSCIOUSNESS 

... " CHE GIGANTI? "

disse Sancio Panza. " Quelli che vedi là", rispose il suo padrone, "dalle smisurate braccia; e ce n'è alcuni che arrivano ad averle lunghe due leghe". "Badi la signoria vostra", osservò Sancio, "che quelli che si vedono là non sono giganti ma mulini a vento, e ciò che in essi paiono le braccia, sono le pale che girate dal vento fanno andare la pietra del mulino". Si vede bene", disse don Chisciotte, "che non te ne intendi d'avventure; quelli sono giganti; e se hai paura, levati di qua, e mettiti a pregare, mentre io entrerò con essi in aspra e disugual tenzone"…

Leggendo il Don Chisciotte della Mancia di Cervantes non possiamo che lasciarci fascinare dal "folle" cavaliere che ci mostra il suo problema di fondo verso l'esistenza, tradotto nella frustrazione subita dall'uomo di fronte alla vita reale, che costringe l'immaginazione e la fantasia in spazi troppo angusti.
Ognuno di noi conosce l'esperienza del disinganno, quale tensione struggente tra la quotidiana realtà, incarnata dalla figura di Sancio Panza e gli ideali fantastici, vivificati con generosità e purezza dal Don Chisciotte.
In termini analitici, i due personaggi incarnano una dinamica relazionale, intra ed extra psichica, che prevede la compresenza di due universi opposti, riconducibile spesso all'assenza di certezze e verità assolute.
Sancio Panza e Don Chisciotte, avvolti in un dualismo che li vede apparentemente distanti l'uno dall'altro, compiono, pagina dopo pagina, un individuale percorso di crescita.
Integrandosi l'un l'altro, giungono alla fine delle loro avventure ad un rinnovato equilibrio dialettico in una nuova configurazione armonica, alla guisa di due sfumature di rosso dello stesso tramonto.
Vero-falso, follia-ragione, divengono quindi categorie che perdono di consistenza, troppo rigide per descrivere la complessità dell'essere, le sue vette e i suoi abissi .
Non è forse questa saggezza? Sapere creare una sintesi intrecciando i diversi moti dell'anima? Lasciare che la vita scorra come acqua di fiume e che così come l'acqua del fiume le nostre esperienze, maturate nei giorni passati e presenti, fluiscano sui giorni a venire, semplicemente, senza ristagnarvi dentro.
Non è forse questa saggezza? Un pensiero che sappia liberarci dalle idee "giudizio" che sostengono sovente la percezione di noi stessi, dell'altro, del mondo intorno.
Non è forse questa saggezza?
Incontrarsi in uno sguardo di libertà e sussurrarsi, con un filo di voce:
"Di te tutto conosco e tutto ignoro".

Cecilia Manfredi


 HOME     TOP   
Tutti i diritti sui testi qui consultabili
sono di esclusiva proprieta' dell'Associazione G.E.A. e dei rispettivi Autori.
Per qualsiasi utilizzo, anche non commerciale,
si prega prima di contattarci:

Associazione GEA
GENOVA - Via Palestro 19/8 - Tel. 339 5407999