Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione G.E.A.
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Giugno 2001 Pag. 7 Laura Ottonello


Laura Ottonello

 ATTIVITA' 

CORPO E PRESENZA

Strumento principe del lavoro psicoanalitico è la parola


Tuttavia, almeno in certe fasi particolari della nostra vita, il dire non è sufficiente a dare piena espressione di un vissuto o di un'emozione antica e profonda. E così la parola , non riuscendo a dare corpo all'esperienza che diventa difficilmente comunicabile e condivisibile, non si riesce a trasformare in Logos vivente.
Il corpo, infatti, è "apertura originaria alle cose del mondo".
E' l'ente, è universale Presenza, ed è in questa presenza che diamo senso alle emozioni che, in tal senso, costituiscono un modo di conoscere.
Anche le dimensioni di spazio e di tempo assumono un senso sempre e solo in relazione ad un corpo che fa esperienza della vita.
L'esistenza è incarnata: il nostro corpo e la nostra immagine non sono solo il prodotto della coscienza, nè un complesso fenomeno biologico ma struttura, corpo della Presenza che si dà nella sua concretezza, tangibilità e operatività.
Per questo, tutto ciò che costituisce una forte emozione, paura, inquietudine, confusione o panico, mettendo a nudo la presenza, genera risposte comportamentali tanto potenti quanto inaspettate e spesso enigmatiche, incomprensibili.
L'idea di promuovere una giornata di lavoro in uno spazio all'aperto nasce dal bisogno di conciliare e armonizzare forma e contenuto, ovvero corpo e spirito a partire dal corpo, dalla percezione, dalla sensazione e dalle emozioni più immediate.
Il principio di fondo da cui muove questa iniziativa nasce dall'esigenza di riconoscere, non solo idealmente, che lo spirito, nella sua concretezza, si realizza proprio a partire dal sentire di un corpo fisico, con desideri, bisogni, istanze.
Il corpo è infatti la metafora per eccellenza. Entrato in gioco in campi diversi, la religione ne ha fatto carne da redimere, la medicina complesso di organi da sezionare. La filosofia si è sempre dibattuta nella perenne oscillazione di una dualità dicotomica (corpo-anima) apparentemente insanabile, lasciandolo solo.
Materia pesante, muta e opaca, in un vuoto fare privo di senso, o incarnazione vivente dello spirito; corpo biologico relegato ai confini sulla sua limitata naturalità, o espressione pulsante di vita, intelligenza e amore.
Questa breve esperienza va dunque nella direzione del recupero gioioso della Presenza, perché proprio a partire da un sentire autentico e senza filtri, in una cornice che valorizza ogni più piccola sfumatura percettiva, possiamo giungere ad una piena consapevolezza della nostra esistenza fisica e spirituale insieme.
Il "corpo sognante" è la testimonianza del nostro sacro esistere come uomini, è la fonte del simbolo e il simbolo stesso, è il costruttore attivo e instancabile di tutte le cose prodotte nel corso dell'evoluzione e, nel suo lato ombroso, l'elemento distruttore della vita stessa.
Perfezione e distruttività, memoria e inconscietà, nella sua hibrys rimuove talvolta la sua sacra Presenza nelle cose più semplici, nelle azioni quotidiane, nei gesti più scontati.
Per questo può essere buono, talvolta, muoversi al fine di recuperare il senso ri-partendo, per così dire, da zero, e spero che altri, come me, vogliano dedicare un pomeriggio a se stessi per ricaricarsi.
Non solo nel consumo immediato, attraverso il contatto con una natura grandiosa e matrigna che è la nostra ri-conosciuta radice comune, ma, soprattutto, nello sforzo comune di ri-entrare in se stessi per ri-abitare il proprio corpo insieme agli altri e per ri-evocare insieme la memoria del Corpo Unico che ci vivifica.
L'incontro avverrà in un magnifico luogo dell'entroterra rivierasco, durerà sei ore, inframmezzate da una pausa, e prevede un secondo incontro in autunno.
Per gli interessati è previsto un colloquio informativo gratuito.


Laura Ottonello


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