Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione G.E.A.
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Settembre 2001 Pag. 4 Laura Ottonello


Laura Ottonello

 PROFILI 

MELANIE KLEIN

La grande pioniera del lavoro psicoanalitico con i bambini, soggetti ad enorme laboriosità psichica fin dalla nascita.

Melanie Klein (1882/1960) Nacque a Vienna, il 30 marzo 1882.
Il padre, di famiglia ebrea ortodossa, aveva finito col rompere con l'ambiente d'origine e si era iscritto alla facoltà di Medicina. Quando nacque Melania, l'ultima di 4 figli, egli aveva già 50 anni.
La madre viene descritta come una donna molto attiva ed intraprendente, amante del sapere. Per ovviare alle ristrettezze finanziarie familiari, decise di lavorare e aprì un negozio. Melania aveva due sorelle ed un fratello.
A cinque anni conosceva la matematica, avendola appresa dalla sorella Sidonie, che morì all'età di nove anni.
Successivamente, fu il fratello Emmanuel ad appassionarla alla musica e alla letteratura. Ma anch'egli, malato di cuore, all'età di 25 anni, morì. Incoraggiata dall'altro fratello, a 14 anni, decise che avrebbe studiato medicina ma pochi anni dopo si ritirò. Sposò Arthur Klein che era chimico industriale; ebbero tre figli: Melitta, Hans ed Eric.
Negli anni precedenti la Prima guerra Mondiale si stabilì con il marito a Budapest. Fu in quella città che Melania conobbe Ferenczi, dopo la lettura di un libro di Freud che l'aveva molto interessata, con cui entrò in analisi ed iniziò, da subito, a chiedersi come poter applicare la psicoanalisi - fino ad allora praticata solo con gli adulti - ai bambini. Ferenczi la incoraggiò molto in questo.
Divenne membro della Società Psicoanalitica Ungherese nel 1918.
Di quello stesso anno è il suo primo lavoro: "Lo sviluppo di un bambino" che Klein lesse davanti alla Società nel luglio di quell'anno.
Al Congresso dell'Aja (1920) incontrò Karl Abraham, il suo vero maestro.
Dietro suo invito, nel '21, decise di trasferirsi con i figli a Berlino, separandosi dal marito, dal quale divorziò poco dopo.
Furono anni molto fecondi, durante i quali lavorò intensamente pubblicando i suoi primi lavori. Nel primo capitolo del volume "Nuove vie della Psicoanalisi" racconta le sue prime esperienze, che la portarono a poco a poco a sviluppare la tecnica per analizzare i bambini.
A partire dall'inizio del 1924, si sottopose ad una nuova analisi con Abraham che fu purtroppo interrotta dalla morte prematura di questi, nell'estate dell'anno successivo. Continuò allora un'attenta e rigorosa autoanalisi, condotta sistematicamente e quotidianamente. Su invito di Ernst Jones, il fondatore della Società Inglese di Psicoanalisi, nel 1926, si trasferì a Londra, dove rimase fino alla morte.

Il contesto storico-culturale E' quello della dominante cultura mitteleuropea con Vienna, capitale dei nuovi fermenti scientifici, umanistici e delle scoperte rivoluzionarie di S.Freud.
Sullo sfondo la triste condizione della seconda guerra mondiale. A Londra, la città adottiva della Klein, ella venne accolta inizialmente con grande favore da parte del gruppo degli psicoanalisti ortodossi.

La ricerca e la produzione Nella prima fase della sua ricerca, contemporaneamente e grazie alla scoperta della "teoria del gioco", ben descritta in "Psicoanalisi dei bambini" (1932), di cui Glover fece una recensione molto positiva, si concentra soprattutto, a partire dal lavoro con i bambini, sulle fantasie inconsce e l'angoscia che ne deriva, osservabili attraverso il gioco.
Già dal '32 le sue idee divergono da quelle di Freud: il Super-Io è una struttura molto primitiva ed è precursore del Complesso Edipico.
Nel '33 scrive "Il primo sviluppo della coscienza morale del bambino" ed inizia l'elaborazione di quel concetto che poi diverrà l'"identificazione proiettiva".
Nel 1935 introduce il concetto di "posizione depressiva", fondamentale nel costrutto teorico che va elaborando ed è in questi anni che nasce una scuola ispirata al suo pensiero.
Nel 1940 pubblica "Il lutto e la sua connessione con gli stati maniaco-depressivi".
Negli anni Quaranta, incontra a Londra la vivace opposizione del gruppo "ortodosso" capeggiato da Glover e dalla stessa figlia di Freud, Anna, gli stessi che in precedenza le erano stati al fianco, perché stava ormai troppo allontanandosi dalle teorie classiche freudiane, soprattutto a proposito del complesso edipico.
Una folta schiera di seguaci creò il Melanie Klein Trust che ne ha curato l'opera omnia in edizione critica.
Sono anni di feconde discussioni teoriche tra vari autori del tempo che si occupano di psicoanalisi infantile: la già citata Anna Freud, Susan Isaacs e la Heimann. Il suo lavoro era in armonia con gli orientamenti della Società Britannica e l'influenza delle sue idee si estese rapidamente.

Il pensiero Gli spunti di riflessione nascono dal ruolo, che l'autrice evidenzia, dell'aggressività innata, degli impulsi e delle fantasie inconsce durante le primissime fasi della vita. Si tratta di forze libidiche molto forti che operano nella fase orale, influenzando l'esito delle "posizioni". La Klein inizia ed elaborare le prime tesi assai originali.
Il carattere precoce del complesso edipico, del Super - ego e dei processi di introiezione e proiezione, l'individuazione nel bambino di un universo fantasmatico straordinariamente ricco, popolato di "oggetti" dai caratteri di quasi - persone, ora crudeli, ora dotati di mirabili qualità.
L'insistenza sulle interpretazioni attraverso le cosiddette equazioni simboliche (che comportano l'equiparazione del significato inconscio ad un concreto "oggetto interno"), l'allargamento della cura psicoanalitica agli psicotici, la concezione della mente come collettore di contenuti per lo più ideativi, introducono alla seconda e decisiva fase, che culmina nella nozione di "posizione schizo - paranoide" e "posizione depressiva".
La prima posizione sarebbe caratterizzata dal prevalere di angoscia persecutoria, a seguito di immaginari attacchi al seno materno, e dalla scissione tra seno buono e seno cattivo; la seconda dal prevalere di angoscia depressiva a seguito del raffronto tra oggetto totale, sentito come buono, ed il proprio Io, sentito come cattivo.
L'energetica freudiana viene riassunta nelle nozioni di pulsione di vita e pulsione di morte, mentre l'angoscia è posta in diretta correlazione con l'aggressività, in una sorta di innata legge del taglione.
Nell'ultima parte della sua opera, è accentuato il peso dei sentimenti, postulando nel bambino un'originaria invidia, da cui un'innata necessità di farvi fronte con atteggiamenti riparatori.

Principali Opere: "Invidia e Gratitudine", Edizioni Martinelli `69; "La psicoanalisi dei Bambini", Edizioni Martinelli `69; "Our adult world and its roots in infancy", (del '59. Trad. it. '72); "Narrative of a child analysis", (postuma nel '61. Trad. it. '71); "Odio amore e riparazione", Edizioni Astrolabio '69.


Laura Ottonello


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