Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione G.E.A.
Direttore : Dott. Ada Cortese
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Marzo 2002 Pag. 3 Ada Cortese


Ada Cortese

 METODO 

SOGGETTO, NEVROSI, PSICOSI E SOGNO

Possiamo far coincidere il concetto di sanità psichica con quello di presenza del soggetto ed il concetto di patologia psichica con quello di rimozione o, nei casi più gravi, di assenza del soggetto.

Soggetto
E' colui che può realizzare l'attuale statuto dell'uomo così come l'evoluzione psichica lo ha preparato nel corso dei millenni ed esso è segnato dalla consapevolezza della dialogicità interna spesso caratterizzata da forte conflittualità.
Il dialogo si dà tra l'uno e l'altro, e tra l'uno e gli altri; dialogo, dunque, significa confronto interiore tra i diversi a cui il soggetto assiste e da cui egli stesso nasce, di volta in volta, come terzo e come sintesi di conoscenza.
Il soggetto esiste in quanto egli sa di se stesso e quindi si è "visto" e ciò implica che egli si sia posto su di un altro piano di riflessione che corrisponde a un quarto livello di coscienza in cui egli:
1) sa 2) di sapere 3) di sè 4) e dell'altro da sè.

Rimozione
La rimozione nel soggetto è rimozione dell'altro dentro di sè, con conseguente caduta del dinamismo psichico al livello elementare del cervello rettiliano segnato dall'arco riflesso stimolo-risposta.
In termini psicoanalitici essa mantiene il soggetto sotto il dominio dell'Edipo, all'interno del quale è concesso che egli, se maschio, si identifichi col solo lato maschile del suo essere, identificandosi totalmente col proprio padre e perdendo la madre, e se donna, si identifichi col solo lato femminile del proprio essere identificandosi totalmente con la propria madre e perdendo il padre.
In ogni caso il destino della rimozione edipica impedisce l'incontro con la propria alterità e garantisce il dimezzamento della vita per l'uomo di entrambi i sessi.

Tabù dell'incesto e Coniunctio: dinamiche psichiche interdipendenti
Sappiamo molto bene che se la struttura psichica inconscia è integra ciò significa che essa sperimenta e ha sperimentato individualmente ciò che anche tutta la psiche umana nella sua storia sperimenta ed ha sperimentato: accanto al necessario momento del tabù dell'incesto, l'altrettanto inevitabile suo contrario: la coniunctio, ovvero la sintesi provvisoria, ovvero l'amore con la propria madre, ovvero l'incesto simbolico quale capacità della coscienza di tornare alla sua scaturigine, l'inconscio, onde realizzare, in virtù di questo reiterato peccato, nuova conoscenza e nuovi piani di esistenza.
Il dimezzamento edipico coincide col tabù dell'incesto e con l'atteggiamento unilaterale della coscienza.
Definiamo nevrosi l'atteggiamento unilaterale della coscienza che subisce, oltre che la rimozione del polo opposto, anche la rimozione della propria sostanziale soggettività e con essa la possibilità di gestire la propria vicenda mancando del patire (pathos = sentire) se si identifica col solo Logos, e mancando dell'agire (atto creato da pensiero) se si identifica col solo Eros pulsionale.
Si è giustamente parlato, a proposito della nevrosi, di rimozione in quanto la struttura psicologica del soggetto resta integra. Di ciò si fanno garanti i sogni che manifestano quanto l'atteggiamento nevrotico della coscienza nasconde: in essi tornano in superficie, chiedendo di essere reintegrati nella consapevolezza, tutti i (quattro) piani di riflessione e i livelli di coscienza essenziali già sopra citati.
La patologia è strettamente connessa ad un atteggiamento di unilateralità eccessiva che non si pone più al servizio dell'accrescimento della vita, ma al suo irrigidimento: nel caso della rimozione dell'altro in se stessi tale atteggiamento fa sì che resti totalmente inconscio il lato della sintesi e dunque dell'infrazione del tabù dell'incesto.
Se l'atteggiamento nevrotico implica l'esistenza del soggetto, l'atteggiamento psicotico pare mostrarne l'assenza.
Con metafora cibernetica potremmo paragonare la modalità nevrotica a problemi della struttura soft mentre la modalità psicotica a problemi della struttura hard: l'atteggiamento psicotico mostra una più radicale incapacità riflessiva e dunque una radicale incapacità di cogliere coscientemente la sintesi.
In sostanza l'atteggiamento psicotico pare inchiodare l'essere umano all'esperienza oppositiva/fusionale, in cui si alternano i confini tra differenziazione e amorfismo in un mondo che non trova chi del mondo e di se stesso possa fare storia e conoscenza.

Sogno come strumento diagnostico
Anche in questo caso il messaggio onirico sa segnalare la condizione psichica attraverso immagini dell'inconscio straripante e spesso terrifico, divoratore o, anche, attraverso immagini che non vanno al di là di rappresentazioni di conflitti insostenibili dal fragilissimo Ego che spesso pure fa capolino.
Nel mondo psicotico l'Io è un brandello di stoffa, più buco che tessuto.
Penso siano rari i casi di totale assenza; comunque l'Io è troppo fragile e ricorda - forse ne costituisce una sopravvivenza - il fragile Io della mente bicamerale. Da quanto accennato emerge un primo segnale diagnostico: sono sogni di soggetti potenzialmente integri i sogni che implicano una scena a tre. Sono sogni sospetti, ovvero indizi di assenza psicotica, i sogni implicanti scene a due o peggio scene indicative della indifferenziazione e fusionalità, spesso espresse in forme che utilizzano la metafora dell'oralità attiva e passiva, nonché quella della frammentazione.
Sono cenni e indicazioni che vanno presi per quello che sono. I nuclei psicotici sono presenti in ogni essere umano quindi anche in ogni soggetto, così come nuclei di soggettività sono presenti in personalità più fragili e più prossime al modo psicotico. Non è il singolo sogno che può aiutarci a capire ma più serie di sogni e senza peraltro dimenticare che alla comprensione concorrono altri importantissimi fattori quali: la comprensione del transfert dell'analizzando, il controtransfert, ovvero il vissuto di volta in volta dell'analista verso l'analizzando, il momento analitico, la sensibilità e la creatività dell'analista nel recepire i sogni dell'analizzando.
E poi c'è l'universo linguistico che i due condividono. Spesso determina una forte variazione di lettura rispetto a identico simbolo onirico: voglio dire che certi messaggi "sospetti" in un certo universo possono ripresentarsi con tutt'altro significato in un ambiente linguistico diverso.
Sono ovviamente candidate all'esperienza psicoanalitica le personalità integre seppur nevrotiche. Vale, ma non è rigida regola, un trattamento più schiettamente psicoterapeutico per personalità dall'Io molto fragile e con capacità riflessiva limitata.
Nel primo caso c'è da risvegliare e recuperare il principale rimosso: la funzione simbolica e la capacità riflessiva.
Nel secondo caso c'è da introdurre qualcosa di non rimosso perché mai sperimentato: c'è da insegnare per la prima volta, conducendo per mano, e fin là dove le risorse, dell'analista e di colui che ha chiesto il suo aiuto, possono portare.


Ada Cortese


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