Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione G.E.A.
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Marzo 2002 Pag. 7 Laura Ottonello


Laura Ottonello

 ATTUALITA' 

IL GRUPPO ATELIER

Vuole essere un contenitore, supportato dalla presenza analitica, che promuove, al suo interno, il potenziamento della "facoltà socializzante".

L'esperienza del gruppo, punto-cardine del pensiero e del metodo che supportano la nostra prassi clinica, ci ha portato più volte, nell'ultimo decennio, a riflettere sul valore del lavoro che svolgiamo.
Per questo, abbiamo maturato il progetto di ampliare i campi di fruizione del gruppo.
Uno degli obiettivi che, da sempre, ci si pone è l'accoglienza della "diversità", sia essa percepita e concepita come esterna o interna al soggetto stesso.
Partendo da questo assunto teorico e dalla verifica di situazioni che, per la gravità dei sintomi e/o in determinate fasi, richiedono un aggiustamento del metodo dei gruppi Gea, abbiamo inaugurato dei gruppi-atelier rivolti a persone che hanno serie difficoltà a relazionarsi, anche a livello minimo.
Si tratta di un gruppo ad orientamento psico-pedagogico che mira al risveglio della soggettività: attraverso l'elaborazione di problemi inerenti la vita di tutti i giorni, i partecipanti hanno modo di migliorare, in un ambiente accogliente e protetto, la loro capacità di stare con gli altri.
Trattandosi di situazioni spesso cronicizzate e, proprio in virtù della difficoltà ad elaborare i vissuti, a volte è necessario attivare canali alternativi alla parola: esercizi, giochi, materiali vari costituiscono gli strumenti del nostro lavoro, particolarmente in certe fasi del processo in cui risulta faticoso mobilitare l'energia del singolo e del gruppo.
Attività ludiche, psicodramma e giochi di ruolo, movimento ed espressione corporee, ma anche scrittura creativa, immaginazioni guidate e ascolto musicale. Tutto questo per allentare il controllo dell'io, per indebolire le barriere difensive e far emergere l'espressione emotiva.
Il gruppo atelier è dunque uno spazio esperenziale aperto a quelle persone che, pure in trattamento farmacologico, per nulla incompatibile con il progetto di crescita coscienziale cui è mirato, non hanno occasioni di vivere relazioni importanti fuori dall'ambito parentale o sono comunque isolate socialmente.
Il gruppo vuole essere un contenitore supportato dalla presenza analitica che promuove, al suo interno, grazie ai due livelli operativi, l'attività psicopedagogica e quella psicoterapeutica, una migliore capacità di relazionarsi.
L'individuo, aiutato ad "uscire" da sè, impara a muoversi insieme agli altri e, mobilitando l'affettività, spesso congelata, ritrova se stesso "con" gli altri in un contesto che lo comprende nella sua specificità.
La fase dell'individualità, infatti, è particolarmente delicata in questo gruppo dove, se da un lato può essere necessario smantellare un logica rigida e formale a difesa dell'io - basti pensare alle forme, più o meno gravi, di ossessività - dall'altro, in assetti psicopatologici diversi dove la personalità-arcipelago (C.G.Jung) non è sufficientemente integrata, deve poter emergere l'io con tutte le sue valenze positive, ovvero la specifica identità di ognuno, le sue risorse e, fin dove è possibile, i suoi limiti.
Il gruppo aiuta i singoli ad incrementare la consapevolezza di sé.
Essendo un microcosmo rappresenta, in modi, forme, segni diversi, tutto il potenziale umano, ricchezza e miserie. Ognuno vi attinge per arricchirsi, si dà per vedersi: rispecchiandosi nell'altro, ritrovando nell'altro emozioni, capacità o difficoltà, l'individuo ritrova se stesso.
Come in un gioco di squadra ognuno si allena per sè in funzione del tutto, così nel gruppo-atelier ogni gesto individuale è arricchimento del gruppo ed il gruppo stesso è il movimento creativo di quel singolo elemento che lo ha condotto. Una circolarità sinergica che permette ai partecipanti, spesso per la prima volta al cospetto di "estranei", di vivere l'esperienza positiva dell'esistere consapevolmente, fuori da ogni schema relazionale precedente.
Il gruppo ha una cadenza settimanale, dura due ore e si avvale di due trainers, A. Toniutti e L. Ottonello.
I nuovi ingressi sono preliminarmente stabiliti dai conduttori.


Laura Ottonello


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