Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale a cura dell'Associazione G.E.A.
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Marzo 2004 Pag. 4 Cristina Allegretti


Cristina Allegretti

 PROFILI 

KATHELEEN RAINE

Una vita dedicata alla poesia

E' una delle più importanti poetesse contemporanee dell'Inghilterra - la regina Elisabetta le ha conferito la medaglia d'oro per la poesia - morta nel 1999.
Ha sempre condotto una vita modesta e nascosta: la sua persona trasmette serenità ed è capace di conferire al reale la giusta dignità e sacralità. Famosa per la sua lotta in favore dell'immaginazione intesa come quella "attività creativa che è propria dell'uomo", Kathleen Raine ha mantenuto in vita il filo d'oro dell'immaginazione con i suoi studi, la sua vita culturale e le sue pubblicazioni.
La sua visione spirituale incarna i versi di W. Blake, il suo maestro: "Perché ogni cosa vivente è sacra". Dice infatti la poetessa: "Se la sorgente della vita è una fonte viva e sacra, tutto ciò che vive è santo." K. Raine è stata una delle più importanti studiose di W. Blake, che definisce come un vero e proprio "profeta biblico", qualcuno che parla "una lingua diversa da quella della pura poesia. Blake è stato un maestro nel senso in cui in India si parla del maestro, come colui al quale ci si rivolge per poter accedere alla conoscenza". Il primo incontro di K. Raine con Blake è stato ispirato dallo studio di Jung, che durante la giovinezza della poetessa rappresentò un grande stimolo. "Il suo approccio alla psiche e al mondo interiore dell'uomo è stato rivoluzionario per il nostro secolo; Blake un secolo prima stava già esplorando il mondo interiore della psiche umana e aveva creato un vero e proprio pantheon di dei, di archetipi per l'Inghilterra, in una visione allora estremamente moderna. Nel suo laboratorio di ceramica o all'incudine c'è lo spirito dell'ispirazione che lavora. E' la mente razionale che scrive libri con una penna di ferro." Jung conia il termine "ricerca dell'anima", e molti sembrano aver trovato in lui una chiave per il mondo interiore:
"Jung ci ha mostrato che esiste un mondo e che è dentro di noi, i sogni per esempio, sono un oracolo che parla a ciascun individuo in modo individuale, tuttavia io credo che la psicologia sia solo una dimensione intermedia che può facilmente diventare una trappola se non è messa ad una visione integrale della realtà." K. Raine non può permettersi di restare in una visione particolaristica, che essa sia religiosa, psicologica, o scientifica: il suo percorso interiore la conduce sulla via della totalità dell'essere, la via dell'India in senso simbolico, inteso come quel luogo dove la visione dello spirito si incarna al reale:
"L'India è la sorgente della saggezza, è un focolare inestinguibile in cui il fuoco della coscienza continua ad ardere, nonostante l'occidentalizzazione e tutti i problemi materiali che l'affliggono".
L'intenzione iniziale di K. Raine è quella di scrivere un libro su Blake alla luce delle scoperte junghiane, ma dopo si accorge che la conoscenza di Blake supera di gran lunga la conoscenza di Jung e così decide di intraprendere il viaggio che la porterà verso le tradizioni dell'umanità: "Il mondo dell'immaginazione è la fonte accessibile a chiunque da cui scaturiscono le grandi intuizioni artistiche dell'umanità." Questa via di ricerca la porta a pubblicare la rivista "Temenos".
"Temenos è lo spazio sacro che creiamo per noi stessi grazie alla visione. Perché è la visione che crea lo spazio, lo spazio non può creare la visione."
Da tredici anni la rivista pubblica articoli per esprimere ciò che "crediamo, ovvero che la vera funzione di tutte le arti è l'incarnazione di una visione dell'immaginazione, o si potrebbe forse dire del sacro." La rivista cerca di affermare la vera funzione dell'arte che "consiste nell'esprimere la visione dei mondi superiori mediante forme sensibili." Kathleen Raine aiutata dalla veggenza di Blake e dall'intuizione di Jung crea una vera e propria metafisica, dove l'immaginazione diventa lo strumento attraverso cui l'umanità accede all'essere.
L'immaginazione:"è il fuoco che trascende la ragione. E' la completezza e l'unità interiore che viene espressa, come dicono sia Blake che Jung, dalle quattro funzioni fondamentali: la ragione, la visione intuitiva, i sensi e i sentimenti. Le quatto funzioni vengono riunificate dall'immaginazione che è l'essenza unificatrice dell'interiorità umana. E' il riflesso a livello micro-cosmico della mente cosmica, l'immaginazione creativa è il centro creativo che tutte le facoltà dovrebbero servire." L'immaginazione si esprime attraverso il linguaggio dei simboli: "i simboli sono i particolari tramite i quali si può percepire l'universale. Nel simbolo l'immagine è parte integrante del significato.
L'intero mondo naturale è un meraviglioso dizionario dei simboli per la razz
a umana" Ma oggi l'uomo moderno ha perso la capacità di leggere i simboli perché ha perso il suo rapporto con la natura, nel mondo moderno occidentale predomina "il regno della quantità", predomina la realtà misurabile materiale. "L'Occidente considera come reale l'oggetto materiale mentre nella filosofia Orientale, nell'Islamismo e nel Cristianesimo fino ad un certo momento, è lo spirito che è reale.
Lo spirito, l'immaginazione di cui abbiamo parlato sono la principale realtà, il mondo delle apparenze non è altro che il mondo di ciò che appare, di ciò che si conosce attraverso la mente. Lo spirito è primario, la materia è solo secondaria."
L'uomo moderno è in ricerca di un'anima, e per questo si rivolge all'Oriente.
"La ricerca dell'anima a cui è impegnato l'uomo moderno corrisponde alla ricerca di ciò che è reale. L'immaginazione, lo spirito vivente, la divinità dell'umanità sono la realtà, non l'universo newtoniano, questa menzogna di uno spazio esteriore. La verità è una, anche se essa può essere espressa in modi diversi". K. Raine opera una trasformazione di linguaggio: l'Oriente, l'India, l'Occidente, non sono parti del mondo concrete, bensì diventano, nel suo mondo espressivo, luoghi spirituali dove predomina una logica rispetto ad un'altra. K. Raine sente pronto l'Occidente per apprendere o riapprendere la nuova coscienza dell'umanità; vede l'Occidente capace di vivere un nuovo "rinascimento spirituale" ma per fare questo l'Occidente si dovrà ispirare alla filosofia indiana: quel luogo dove non c'è separazione tra la conoscenza intellettuale e l'esperienza dell'intera persona (tra il dire e il fare, la teoria e la prassi, separazione che in Occidente si opera ancora).
K. Raine è giunta a spogliarsi di ogni conoscenza e curiosità intellettualistica, a incontrare gli altri esseri umani in quel livello in cui è lo spirito che incontra lo spirito, ad accedere a quella saggezza che sgorga direttamente dalla vita, che si identifica con l'amore, a trovare interessante la vita proprio nel momento della vecchiaia. Ella coglie la dinamica di quando: "ci sono delle soglie del dolore che si oltrepassano nella vita, quando la propria vita personale è finita, e allora si crea una disponibilità, un'apertura, nella quale ci possiamo incontrare nello spirito universale, dove poter fare esperienza dell'unità del molteplice".

Come sei giunta qui Kathleen?
da un lungo viaggio
partito dal seno di una giovane madre
e che sempre più si allontana
dalle sue verdi colline d'erica.
Chi avrebbe potuto predire
ciò che è stato!
E' giunta la vecchiaia,
mi chiedo:
sono state tutte partenze?
forse sono la stessa cosa
nell'istante che è qui e ora
per sempre
non sono mai arrivata,
se non dove io sono.



Cristina Allegretti


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