Individuazione
Trimestrale di psicologia analitica e filosofia sperimentale
a cura dell'Associazione GEA
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| Giugno 2004 | Pag. 13° | Cristina Pellegatti |

STREAM OF CONSCIOUSNESS
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PENSIERI DI GRUPPO 2
Un gioco in gruppo
Durante uno degli incontri del giovedì sera un membro del gruppo aveva esposto agli altri una sua sensazione del momento, avvertiva in sè due sentimenti forti che si contrapponevano creandogli confusione: sentiva una rabbia cieca che gli premeva dentro e insieme la volontà di non ascoltarla.
Allora l'analista ha proposto al gruppo un "gioco": due membri dovevano interpretare i due aspetti in conflitto e un terzo rappresentava il supervisore.
Dopo qualche momento di resistenza i membri del gruppo si sono lasciati andare, hanno mollato le loro posizioni, i loro ruoli e si sono immersi in quel mare comune di sentimenti e emozioni. In quel momento chiunque interpretasse la rabbia o il giudizio che si esprimeva di fronte a quel lasciarsi andare a un sentimento così basso, stava attingendo da quel bacino che è comune a tutti, dove ogni sentimento è il nostro.
Le emozioni facevano vibrare i corpi, e i visi si trasformavano in ghigni di rabbia, una voce chiedeva di essere ascoltata, urlava che voleva sentirsi amata, l'altra voce, mantenendo un controllo esasperante, cercava di farla tacere, cercava di persuaderla che non era vero quel che sentiva, ma non è riuscita a convincerla, anzi la rabbia montava sempre più e molte volte ha cercato di offendere la sua controparte.
Quando il "gioco" è terminato e ognuno è tornato ad occupare la propria persona tutto era come prima. Probabilmente alcuni dei partecipanti non avrebbero mai dato libero sfogo a quei sentimenti in una situazione analoga, ma all'interno del cerchio di sedie, il gruppo si è sentito libero di esistere in un sentimento che è difficile lasciare affiorare e ancor più manifestare.
Credo che questa sia l'essenza del gruppo: ognuno di noi di volta in volta esprime un sentimento che è comune a tutti, e questo fa sì che ci si senta un unico elemento vibrante di emozioni che muta la voce ma che pesca dallo stesso mare; un mare che ha diverse espressioni, a volte è calmo, a volte agitato, a volte grigio e cupo altre azzurro e cristallino, a volte pauroso altre rasserenante.
Un mare che d'estate ci rinfresca, che gioca e ci sospinge dolcemente, che si lascia attraversare accogliente, che ci colora il mondo e raccoglie il calore del sole per poi regalarcelo, poi si scatena con furia, devasta e inghiotte, ma è lo stesso mare eterno.
In quel mare perdiamo ogni forma; avverto questa comunione del sentire salvifica per l'anima.
Cristina Pellegatti
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