Home Anno 13 N 49 Pag. 12 Settembre 2004 Cristina Allegretti


Cristina Allegretti
 STREAM OF CONSCIOUSNESS 

...NON DI SOLO PANE SI VIVE...

Dal "Festival Filosofia sul mondo": appunti sparsi di un'esperienza assai nutriente

Parrebbe essere vera la frase qui sopra riportata se associata al successo che, soprattutto quest'anno, ha avuto il "Festival Filosofia sul mondo" tenuto tra Modena, Carpi e Sassuolo nei giorni: 17 18 e 19 settembre.
Tante le iniziative e gli interventi che si sono tenuti in luoghi estremamente suggestivi: come la Piazza Grande adiacente al Duomo di Modena, la Piazza Re Astolfo adiacente al Castello di Carpi, e altre.
Le lezioni magistrali sono state tenute da filosofi, scienziati, antropologi, sociologi di portata mondiale quali. Jean-Loup Amselle, Vittorio Andreoli, Marc Augé, Ermanno Bencivenga, Enrico Berti, Remo Bodei, Stefano Boeri, Rosi Braidotti, Massimo Cacciari, Umberto Curi, Paolo de Bernardis, Luciano De Crescenzo, Daniele Del Giudice, Franco Farinelli, Maurizio Ferraris, Jonathan Friedman, Umberto Galimberti, Aldo G.
Gargani, Sossio Giametta, Peter Greeway, Tullio Gregory, Franco La Cecla, Ignazio Licata, Michel Maffesoli, Jean-Luc Marion, Giacomo Marramao, Elio Matassi, Cettina Militello, Salvatore Natoli, Elena Pulcini, Carlo Rovelli, Remo Ruffini, Augusto Sagnotti, Emanuele Severino, John Tomlinson, Achille C. Varzi, Gianni Vattimo, Mario Vegetti, Paolo Virno, Maurizio Viroli, Piero Zanini, Danilo Zolo.
Correlati alle lezioni magistrali sono stati strutturati appuntamenti "surreali" tra i quali "i viaggi filosofici in treno", il Professore Ermanno Benciguerra, docente di filosofia presso l'Università della California (sede di Irvine), ha inaugurato dei momenti di conversazione naturale, ispirati al modello dei caffè francesi del Settecento, dove i filosofi conversavano con il pubblico parlando di sé e delle proprie idee. Il Professore ha conversato con i "curiosi", i giornalisti e gli studenti che hanno seguito il professore sul treno diretto a Carpi, parlando di Aristotele, lasciandosi interrogare da questi improbabili compagni di viaggio sull'idea di scienza, di verità e di realtà.
All'interno del Festival inoltre sono nate iniziative di laboratori creativi dedicati ai bambini e ai ragazzi, iniziative teatrali; nessun lato della vita quotidiana e "naturale" è stato sottratto alla Filosofia, neppure il cibo.
Ebbene sì nei tre luoghi deputati a teatro del "sapere umano": Carpi, Sassuolo e Modena, vari ristoranti hanno creato cinque menù filosofici dal titolo: "La terra", "L'aria", "Il fuoco", "Uno e molteplice", "Nature umide", "Nulla si distrugge", nomi evocativi che nascondono piatti tipici emiliani.
Tali iniziative seppure "gioiosamente giocose", costringono seriamente i partecipanti a captare possibilità "altre" di vivere la propria quotidianità: come mangiare, prendere un treno, stare nelle piazze insieme a tante altre persone. Queste iniziative hanno, a mio avviso, il compito educativo ed etico di non fare mai sentire solonessuno "da una dimensione più che umana, della quale tutti abbiamo bisogno ma che poco conosciamo".
Ho seguito le lezioni magistrali del Professor Salvatore Natoli e del Professor Emanuele Severino.
S. Natoli, è Professore di Filosofia teoretica presso l'Università di Milano - Bicocca, ha presentato una relazione dal titolo:
"Il divino nel mondo. Quale misura per l'imponderabile?" Appassionatamente ha presentato i due modi di intendere la parola mondo: il primo senso intende il mondo come totalità della natura, il secondo intende il mondo come il senso che noi diamo al nostro abitare la terra, questo senso è intenzionale, mondo inteso come orizzonte di senso.
Dio irrompe nel mondo umano dapprima come disordine, per poi diventare l'ordine generale del mondo, e quindi anche dell'uomo.
L'ordine divino è un ordine perfetto, ed è obbligante per tutti quelli che stanno nel cosmo, questo almeno è il pensiero dell'antica Grecia.
Con la tradizione cristiana Dio è più del cosmo, il mondo perde consistenza.
Nell'età contemporanea Dio sparisce, non è più un problema. Oggi il rapporto dell'uomo con il mondo è un rapporto tra l'uomo onnipotente e il mondo dissacrato.
Oggi l'uomo può manipolare i momenti estremi della vita umana: la nascita e la morte.
Il professor Natoli denuncia la sostituzione di Dio da parte di uomini nani-Dei: ciascun dio nano vuole essere Uno, oggi gli uomini tendono a creare mondi privati, a privilegiare la propria unicità rispetto all'Unità.
Il divino nel mondo è pensare il mondo come unità non come unicità, l'unità è il luogo dell'ospitalità, della convergenza, è il luogo comune, del rispetto, dell'armonia.
Emanuele Severino è Professore di Filosofia teoretica presso l'Università di Venezia, presenta la relazione: "Essere e mondo".
Il tratto visibile dell'apparire è il divenire delle cose del mondo, ovvio è il diventar altro delle cose.
Non c'è luogo dell'uomo in cui alla radice non si crede che la visibilità del visibile è diventar altro.
Tale ovvietà è la follia estrema.
La scaturigine di ogni conflittualità è la volontà di diventare altro, qualcosa che ancora non si è.
La non follia è la necessità che la cosa sia se stessa, questa è l'eternità.
La teoria dell'eterno è fondata radicalmente sull'impossibilità che qualcosa sia altro.
Il mondo rimasto solo è un mondo in cui si dice addio a Dio e alla verità, dove la tecnica è l'unica vera forza alla quale le altre forze sono subordinate.
Ci avviamo a un mondo e a una felicità dove l'unica assente resta la verità.
Ci avviamo a un paradiso infernale terribile perché è un mondo senza verità.
Compito dell'uomo è gioire nell'eterno ovvero nella consapevolezza che l'eterno è ciò che sta in sé.
Solo ciò che appare è eterno ed è eterno in quanto è presso di sé, siamo destinati alla gioia perché siamo destinati al superamento della morte, perché siamo destinati al superamento dell'annichilimento.
Questi in breve sono i concetti che ho capito stando nelle piazze di Modena e Carpi, complice il bel cielo pieno di sole, la gente tutta attenta venuta da tutta Italia a sentire persone abituate a dire lezioni in luoghi "deputati" alla riflessione e all'ascolto, ubriacata dal viaggio in treno, dalla stanchezza, e dall'emozione, nel trovarmi in un luogo creato appositamente dagli uomini, pieno di libertà divina.


Cristina Allegretti


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