Home Anno 13° N° 50 Pag. 7° Dicembre 2004 Cristina Allegretti


Cristina Allegretti
 SCHEDE 

PHYSIS

"Ho parlato della generosità senza limiti della Natura, creatrice instancabile, che prende la molteplicità delle forme per mischiarle, separarle di nuovo e rimetterle assieme, ricomporle e distruggerle, traendone così sempre nuove combinazioni..." (*)

Questo è un concetto cardine del pensiero antico, segna il concetto originario trovato dai primi filosofi detti i "Fisici" che indagavano il cosmo, il tutto, per conoscere i principi primi delle cause ultime.
Il termine tradotto in italiano è "Natura" anche se esso resta inadeguato.
Aristotele nella "Metafisica" ce ne dà varie interpretazioni: "Natura significa in un senso, la generazione delle cose che crescono. In un altro senso, natura significa il principio originario e immanente dal quale si svolge il processo di crescita della cosa che cresce.
Inoltre, natura significa il principio del movimento primo che è in ciascuno degli esseri naturali e che esiste in ciascuno di essi, appunto, in quanto è essere naturale. Inoltre , natura significa il principio materiale originario di cui è fatto o da cui deriva qualche oggetto naturale e che è privo di forma ed incapace di mutare in virtù della sola potenza che gli è propria.
Per esempio, si dice che la natura di una statua o di un oggetto di bronzo è il bronzo, invece di quelli di legno si dice che è il legno; così ripetasi anche per gli altri casi. Infatti, ciascuno di questi oggetti è costituito da questi elementi, senza che si muti la materia prima di cui è costituito. In questo senso, alcuni chiamano natura gli elementi degli esseri naturali. E alcuni dicono che elemento è il fuoco, altri che è la terra, altri che è l'aria, altri che è l'acqua e altri che è qualcosa di simile; altri che gli elementi sono più di uno e altri, infine, che elementi sono tutti quanti.
Inoltre, in un altro senso, natura significa la sostanza (forma) degli esseri naturali. Perciò, di tutte le cose che sono o che si generano naturalmente, anche se è già presente ciò da cui, per natura, deriva il loro essere o il loro generarsi, qualora esse ne abbiano ancora la loro forma e la loro figura, diciamo che non hanno ancora la loro natura. Dunque, oggetto naturale è ciò che è composto di materia e di forma: per esempio, gli animali e le loro parti. E natura è non solo la materia prima ma anche la forma e la sostanza: e questa è il fine della generazione…." Severino così ci spiega l'origine della parola physis: "Quando i primi filosofi pronunciano la parola physis, essi non la sentono come indicante semplicemente quella parte del Tutto che è il mondo diveniente. Anche perché è la parola stessa a mostrare un senso più originario, che sta al fondamento di quello presente ad Aristotele. Physis è costruita sulla radice indoeuropea bhu, che significa essere, e la radice bhu è strettamente legata (anche se non esclusivamente, ma innanzitutto) alla radice bha, che significa "luce" (e sulla quale è appunto costruita la parola saphés).
Nascendo, la filosofia è insieme il comparire di un nuovo linguaggio, ma questo linguaggio nuovo parla con le parole vecchie della lingua greca e soprattutto con quelle che sembrano più disponibili ad essere dette in modo nuovo. Già da sola, la vecchia parola physis significa "essere" e "luce" e cioè l'essere, nel suo illuminarsi.
Quando i primi filosofi chiamano physis ciò che essi pensano, non si rivolgono a una parte o a un aspetto dell'essere, ma all'essere stesso, in quanto esso è il Tutto che avvolge ogni parte e ogni aspetto, e non si rivolgono all'essere, in quanto esso si nasconde e si sottrae alla conoscenza, ma all'essere che si illumina, che appare, si mostra e che in questa sua luminosità è assolutamente innegabile. In questo rivolgersi alla physis, cioè al Tutto che si mostra, la filosofia riesce a vedere il Tutto nel suo esser libero dai veli del mito, bensì è ciò che da sé è capace di mostrarsi e di imporsi, proprio perché riesce a mantenersi manifesto e presente.
E il Tutto non mostra di contenere ciò che il mito racconta (le teogonie e le vicende degli dèi e del loro rapporto con gli uomini), bensì mostra il cielo stellato e il sole e la terra e l'aria, e l'acqua dei mari e dei fiumi, e le azioni e i traffici dei popoli e tante altre cose ancora, che il filosofo si trova davanti e si propone di penetrare e comprendere. La filosofia (la "cura per il luminoso") si presenta sin dall'inizio come il lasciar apparire tutto ciò che è capace di rendersi manifesto e che pertanto si impone (e non è imposto dalla fantasia mitica), ossia è verità incontrovertibile: physis." Oggi della physis, quale concetto principe, resta ben poco, perché tale concetto è legato al divino. La dissacrazione attraverso cui la modernità ci ha portato ci ha trascinato in un mondo disabitato dal divino e quindi dalla totalità.
L'immagine che ci arriva oggi della natura è una immagine violentata.
Il concetto di physis oggi ci riporta alla terra e al rapporto che l'uomo sa mantenere con essa: la terra è finita, i suoi beni preziosi che ci permettono di vivere quali ossigeno, acqua, fertilità, risorse primarie sono finiti, l'unica specie che pare essere infinita è l'umanità.
Oggi alcuni scienziati vedono la Terra quale organismo vivente capace di trovare modi per autodifendersi anche dall'uomo.
Il filosofo Natoli trova che la Terra non abbia bisogno di essere difesa, trovare un modo per preservare la Terra è necessario per la sopravvivenza dell'umanità, non della Terra.
L'umanità è pervasa da movimenti ecologici che praticano il ritorno al biologico, tendono a ridurre i consumi tecnologici inquinanti per recuperare una povertà che ben pochi si possono permettere.
Il concetto di physis oggi svela nella dimensione sociale, etica e relazionale, la Maturità dell'uomo e mette in gioco la capacità di trovare, nella complessità delle stratificazioni coscienziali, un'integrità tra i quattro punti cardinali rappresentati dalla croce quale simbolo di totalità. E'responsabilità nostra trovare al centro di tale simbolo non più la lacerazione che il Cristo inchiodato rappresenta nell'impossibilità di tenere insieme la Visione che contempla tutto l'Universo, ma il cerchio quale capacità dell'Uno di tenere insieme il tutto.
Il concetto di physis recuperato oggi ci riporta al concetto di ecologia del profondo, che evoca in noi la facoltà umana di ricercare nella totalità un percorso che porta alla gioia e alla capacità di vivere in pace con la Terra, se solo siamo capaci di vivere in pace nel nostro corpo e nel nostro mondo.
L'ecologia del profondo ci richiama alla capacità tipicamente umana di cambiare e creare nuova energia: trasformare la nostra libido o tensione conoscitiva libera in vita spirituale.

(*)Satprem "L'agenda di Mère" Vol.I


Cristina Allegretti


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