Home Anno 14 N 51 Pag. 7 Marzo 2005 Cristina Allegretti


Cristina Allegretti
 ATTIVITA' 

PAROLE COME MUSICA

Nuovi eventi

Abbiamo suddiviso idealmente in due "aree" i quattro incontri perché abbiamo colto alcune similitudini tra i primi due, Alejandro Jodorowsky e Jacob Levi Moreno, e le due pensatrici Cristina Campo ed Etty Hillesum.
Abbiamo chiamato la prima area Mitobiografie in quanto entrambi i primi due hanno scritto creativamente della loro vita in forma archetipale e mitologica. Senza contare le affinità di tipo oggettivo che li accomunano. Entrambi di famiglia ebrea di origine russa.
Entrambi toccati da esperienze straordinarie di tipo esoterico e paranormale. Entrambi dotati di straordinaria creatività artistica. Entrambi interessati all'esperienza teatrale recuperata al suo più antico e sacro compito: curare e guarire gli esseri umani.
In molte passi dei loro scritti la loro storia viene interpretata come una corsa veloce di un pensiero azzardato che si forma nell'infanzia e che chiede di essere, come sarà, successivamente realizzato.
A. Jodorowsky: cartomante, inventore della psicomagia, regista, poeta fondatore con Topor e Arrabal del "Movimento panico" .
Ospite a Gea nel 2001. Proponiamo di questo seduttore dell'inconscio la lettura di alcune sue opere capaci di sollecitarci la fantasia e la voglia di "guarire".
In Psicomagia assistiamo ad una conversazione del "maestro" con Gilles Farcet. In essa vengono trattati temi come l'atto poetico, l'atto onirico, l'atto magico, l'atto psicomagico. Ogni capitolo ripercorre la vita, gli amici, gli amori, gli incontri di Jodorowsky nel mondo. La danza della realtà è l'ultima stesura di un'autobiografia, ricca di aneddoti sulla sua vita privata, che si risolve da un certo punto in poi in vero e proprio trattato di "metodologia psicosciamanica". Ne I vangeli per guarire Jodorowsky suggerisce come dalla lettura dei Vangeli possa nascere una conoscenza che ci arricchisce, cambiando il nostro modo di vivere, muoverci, pensare, sentire, invecchiare e morire. La ricerca di Jodorowsky continua ad avere per oggetto il mito, che egli considera, pur senza negare ulteriori e più evoluti stati psichici, tutt'altro che morto.
J. L. Moreno è il padre dello psicodramma e della sociometria.
Lo psicodramma ha un profondo archetipico legame con il teatro greco, nei suoi aspetti di "spettacolo vivente" capace di scatenare un effetto catartico nella collettività che vi partecipa.
Di Moreno leggeremo stralci dalla sua "mitobiografia" (definizione nostra) Il profeta dello psicodramma.
Riportiamo alcune righe in cui l'Autore si presenta:
"La storia di come un uomo possa diventare Dio non è di per sé straordinaria. Molti hanno tentato e hanno fallito. E' però straordinario che il suo principale protagonista abbia pubblicato un'attenta cronaca degli eventi interni ed esterni. E' straordinario, inoltre, perché descrive non solo la trasformazione di un uomo in Dio, ma il contrario, la ritrasformazione di Dio in uomo." Allo stesso modo abbiamo trovato abbastanza vicine, pur così diverse nel loro scrivere, C. Campo e E. Hillesum tanto da accomunarle nell'unica definizione Cuori pensanti (termine di Etty Hillesum) perché entrambe portano direttamente se stesse nei loro libri con la loro vita in ogni loro parola.
Di Cristina Campo così lucidi e "incontrovertibili" i suoi pensieri da indurci ad evocarla nel nostro immaginario oltre ogni identità biologicamente definita perchè, come tutti gli artisti più vicina a Dio.
"In realtà ciò che fa del destino una cosa sacra è lo stesso elemento che distingue il sacro, lo stesso che distingue la poesia: la sua reclusione, segregazione, l'estatico vuoto in cui si compie….
Il destino si forma nel vuoto in virtù delle stesse leggi complementari che presiedono al nascere della poesia: l'astensione e l'accumulo. La parola che dovrà prender corpo in quella cavità non è nostra..." Di lei leggeremo passi da Gli Imperdonabili e La tigre assenza. Infine incontreremo la luminosa Etty Hillesum che decise di recarsi volontariamente al campo di Westerbork con gli altri ebrei prigionieri.
Era convinta che l'unico modo di rendere giustizia alla vita fosse quello di non abbandonare degli esseri in pericolo e di usare la propria forza per portare luce nella vita altrui. Leggeremo insieme stralci del suo duro e poetico Diario 1941 - 1943 e delle sue Lettere: da un periodo buio dell'umanità una grande speranza per il cuore, ancora più angosciato, dell'uomo di oggi.


Cristina Allegretti


 HOME     TOP   
Tutti i diritti sui testi qui consultabili
sono di esclusiva proprieta' dell'Associazione G.E.A. e dei rispettivi Autori.
Per qualsiasi utilizzo, anche non commerciale,
si prega prima di contattarci:

Associazione GEA
GENOVA - Via Palestro 19/8 - Tel. 339 5407999