Home Anno 14 N 52 Pag. 12 Giugno 2005 Giorgio Boratto


Giorgio Boratto
 STREAM OF CONSCIOUSNESS 

LA MIA GATTA ROSY

Posso dire più modestamente, come Byron del suo terranova, io della mia gatta: "dotata di tutte le virtù ma priva dei vizi umani".

Voglio parlare della mia gatta, si chiama Rosy ed è tricolore. Rosy mi ha fatto credere quanto i gatti, e gli animali in genere, sappiano provare sentimenti e siano intelligenti.
Vedo spesso Rosy stare immobile per ore a fissare un punto della parete bianca di casa e niente sembra distoglierla; così assorta penso che stia facendo pensieri profondi e forse in quel silenzioso meditare, mi dico se sia anche saggia.
Mentre tutto intorno a Rosy si muove, fa rumore, solo dopo un po' volge sonnecchiosa lo sguardo verso di me; in quell'occhiata c'è tutto: c'è l'intesa mista ad uno strano e misterioso sapere di uno scambio unico, irripetibile tra me e il gatto.
Siamo due animali che si sopportano, dopo un incontro fortuito e una decisione unilaterale si scambiano un tempo indefinito... Grazie Rosy che mi permetti di accarezzarti, rammentandomi il dono divino di aver sotto la mia mano, in piccolo, la grazia e la ferocia della tigre e del leopardo.
Forse sto esagerando, la mia Rosy, è in verità timida, paurosa e un po' ciccia. Quando c'è qualche visita si nasconde e di fronte alle incursioni di altri gatti in giardino scappa, anzi corre da me per una sorta di aiuto e difesa. Il suo interesse maggiore pare riservarlo al cibo, in particolare al pollo allo spiedo ed al rognone; ma nei momenti che decide lei, Rosy, sa essere affettuosa e insieme al pelo e qualche unghiata ti regala un ron-ron che è una canzone d'amore.

Guardando Rosy la gatta. Guardando la mia gatta, Rosy, sento che ci riveliamo tante cose senza parole; percepisco che nel profondo dei suoi occhi mi vede come un altro gatto:
un suo prossimo e lontano parente, un suo maldestro interlocutore.
Guardando la mia gatta per un istante ci specchiamo, ma l'anima naturale che ci è comune ci separa più di tutto; avverto le tante morti necessarie affinché una trasmutazione della stessa anima ha portato a me. La gatta Rosy continua a vedermi come un grosso gatto, altro gatto, impunemente sempre gatto e io, per un misterioso meccanismo, guardando la mia gatta la vedo per un po' umana.
Io provo a parlargli, sul momento accenna a rispondermi con un "miaoo", un "maah"; poi impassibile torna in silenzio.
Rosy sistema la postura: una accovacciata eretta, attorciglia la coda e zitta ora mi impone il silenzio.
Guardando la mia gatta, la sua innata attenzione per l'estetica e la misura, scambio un cenno di serenità e sento un accordo involontario con la grande anima della natura che ci comprende. Tutto torna quieto.
Così alla mia gatta tutto perdono: il vaso rotto, la matassa di peli lasciata in giro, la puzzetta in sala...
Guardando la mia gatta, Rosy, mi dice che sa proprio essere una gatta e quello che cerco al Gran Teatro del Mondo mi si rivela nella Natura che, in ultimo ad ogni domanda, risponde: "Questo sei tu".

Rosy, la gatta, mi fa pensare. La mia gatta Rosy mi fa pensare: sempre più pacifica, assomiglia a un asceta, un indù o un buddista.
Che saggia a essere fiera e a escludere ogni coinvolgimento! Infatti, Rosy mi insegna a soffocare la partecipazione alle notizie date dalla televisione: ora s'inarca' si lecca i baffi, mi contempla un istante e poi si rigira.
Non è come il cane che avverte gli stati d'animo dell'uomo, ne gioisce e ne dispiace: la mia gatta Rosy sa che tutto prima o poi passa e resta indifferente.
La sua vita interiore è fatta di tanti istanti discreti e non si preoccupa più di tanto.
Non rimugina e la sua fattezza raggiunge l'equilibrio con l'inespressività: è un allenamento mistico.
Italia-Camerun 3 a o? Italia-Austria 2 a 1? Italia-Norvegia 1 a 0?
Italia-Francia 3 a 4? Niente!
Penso che truffa volere l'evento, essere al centro di un'attenzione che ci allontana dai mondi, dal cielo e dalle stelle.
Alla fine chi più di un animale ci conduce all'Uno? Ci fa comprendere l'universo a cui egli e più vicino?
Questo fa scoprire una chiave per la felicità: la condizione bestiale.
Posso dire più modestamente, come Byron del suo terranova, io della mia gatta: "dotata di tutte le virtù ma priva dei vizi umani".


Giorgio Boratto


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