Home Anno 12 N 53 Pag. 9 Settembre 2005 Tiziana Paoli


Tiziana Paoli
 SCHEDE 

YOGA, UNICA VERA RIVOLUZIONE

Meditare significa ritrovare la Gioia senza motivo: questa è la rivoluzione.

"Un essere umano è parte di un intero chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri ed i suoi sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l'allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione, sino ad includere tutte le creature viventi e l'interezza della natura nella sua bellezza."Albert Einstein Personalmente non so se Einstein praticasse lo Yoga, ma in questa frase è racchiuso tutto il senso e tutta la filosofia di questa scienza millenaria.
Da diversi anni, anche in Occidente, molte persone frequentano centri Yoga o lo praticano per proprio conto. L'essere umano è molto di più di quanto non sia cosciente di essere e ora sta cercando una via per riappropriarsi del proprio potere, un modo per riscoprire l'energia che gli è stata sottratta dal processo di socializzazione.
Un bambino piccolo sprizza energia da tutti i pori e non riesce a dedicarsi alla stessa attività per cinque minuti consecutivi, è pieno di meraviglia e di voglia di sperimentare le sue possibilità; non è possibile fare di lui un adulto che tutte le mattine si dedica alla stessa attività se non tagliando la sua energia e rinchiudendolo nei limiti richiesti dalla convivenza sociale.
A mio avviso questa via è la vera ed unica rivoluzione, prova ne è che in Cina i seguaci di una cosiddetta "setta" di Yoga sono puniti con la pena di morte. Come è possibile che qualche posizione (asana) e qualche respirazione (pranayama) portino a così gravi conseguenze? Tutti sanno che basta un germe di cambiamento,un sentire diverso, per smuovere qualcosa di grande. A volte, camminando per strada, si percepisce una folata di vento e arriva l'inverno, oppure un odore lieve d'acqua ed arriva il temporale, un leggero batticuore ed esplode la primavera, tutti i fenomeni di una certa rilevanza sono preannunciati da segnali lievi.
"Se tu vuoi cambiare il mondo, inizia col cambiare te stesso". Rapportandoci ai fenomeni sociali con il metodo utilizzato dal sociale stesso, pensando magari che basti cambiare partito politico alle prossime elezioni, sicuramente non cambia niente, ma sentirsi responsabili di ciò che accade nella nostra vita, rendersi conto che i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri atteggiamenti contribuiscono a creare le circostanze in cui ci troviamo e che non siamo vittime inermi del comportamento altrui o della "sfiga", cambia tutto. Questa nuova comprensione è connessa ad un grande potere di trasformazione: scegliere e creare la propria realtà. Mère dice: "Le condizioni in cui gli uomini vivono sulla Terra sono il risultato del loro stato di coscienza. Voler cambiare le condizioni senza cambiare la coscienza è una vera chimera." Asana e Pranayama sono due degli otto passi dello Yoga- Sutra di Patanjali.
Il testo di Patanjali (redatto fra il 200 e il 400 a.C.) riassume le basi filosofiche e le tradizioni originarie dello yoga.
Le otto regole per praticare lo yoga sono:
yama: ovvero le astinenze o disciplina nei confronti del mondo esterno. Astenersi dalla violenza, dal furto, dall'incontinenza, dall'avidità.
niyama: le osservanze o la disciplina nei confronti del mondo interiore. La purezza, l'appagamento, l'austerità, lo studio di sé, l'affidarsi alla Vita.
asana: le posture.
pranayama: la regolazione del respiro.
pratyhara: il ritiro dei sensi dagli oggetti esterni.
dharana: la concentrazione.
dhyana: la meditazione.
samadhi: lo stato di trance.
Si arriva al Samahi quando la dualità fra soggetto ed oggetto svanisce, quando siamo tutt'uno con l'oggetto della contemplazione; in quel momento la nostra identità, il nostro io sono scomparsi, in quel momento si fa esperienza dell'essenza o dell'Essere interiore di ciò su cui ci si è concentrati. Questa è l'esperienza che lo yoga vuole trasmetterci: dobbiamo riconoscere e realizzare la nostra vera essenza. Dobbiamo risvegliarci dal sonno della "Non conoscenza" e diventare consapevoli della nostra identità divina:
come una goccia nell'oceano cosmico dell'Essere.
La visione del mondo cartesiano vacilla: il linguaggio mistico è tornato fra noi; a parlarlo sono proprio gli scienziati atomici, coloro che si sono tuffati nel cuore della materia per scoprire i segreti dell'esistenza.
Gli atomi sono costituiti da particelle ancora più piccole che non hanno alcuna caratteristica degli oggetti materiali della nostra realtà individuale. La nostra vita quotidiana è situata a metà strada fra l'esistenza subatomica (un universo dove i suoi costituenti sono inafferrabili, sembrano appartenere ad un mondo magico e fantastico) ed il mondo razionale che ci è quotidianamente rivelato dai cinque sensi.
La materia sembra così poggiare non su fondamenti "materiali" bensì su campi di energia creati dagli effetti di movimento delle particelle subatomiche. Un campo di energia è essenzialmente un insieme di vibrazioni: tutto è in movimento, tutto cambia e si trasforma in un balletto frenetico senza fine. Per quanto ci addentriamo nella materia, la natura non ci rivela la presenza di nessun "mattone fondamentale" isolato ma ci appare piuttosto come una complessa rete di relazioni fra le varie parti del tutto. Niente è mai separato dal resto. L'universo è dunque una unità energetica, un fluire incessante di vibrazioni che danno origine alla materia, quindi alla vita, così come noi la conosciamo.
La vibrazione originaria si manifesta via via attraverso piani sempre meno sottili fino a che da pura energia essa si esprime come materia. Ogni cosa ha dunque la propria vibrazione energetica immersa nella vibrazione universale. Tutti gli eventi sono differenti manifestazioni della stessa realtà. Nelle antiche tradizioni orientali, ci si riferisce appunto a questa Realtà Ultima, essenza di tutte le cose, che è percepibile solo nello stato di meditazione profonda. L'espressione di questa essenza vibratoria di ogni cosa è il Mantra.
Il mondo manifesto è, secondo la concezione indù, "il gioco delle forme" in cui il principio divino si riflette pur restando sempre se stesso. L'uomo, che è parte di queste forme, si lascia affascinare dalle stesse fino a raggiungere uno stato ipnotico che gli vela perennemente la vera realtà (maya o illusione). Così egli dimentica l'unità del tutto e passa la vita a cercare ciò che già possiede.
Una fiaba induista racconta che, subito dopo la creazione, gli dei, divenuti gelosi dell'uomo e temendo che questi potesse in qualche modo superarli, decisero di nascondere la sua essenza divina là dove egli non avrebbe mai saputo cercarla.
Fu proposto di nasconderla in fondo al mare: ma lì l'uomo l'avrebbe trovata.
Allora nel centro della terra: ma l'uomo sarebbe arrivato anche in quel luogo. Dopo vari tentativi, ecco la soluzione: nascondere la scintilla divina nel profondo del suo stesso cuore, l'unico posto dove l'uomo non avrebbe mai pensato di cercare. Il Mantra consente di fare ritorno al centro di sè stessi. Il simbolo del suono primordiale, della vibrazione originaria è il Mantra OM. OM è il verbo che sorse improvvisamente da un punto e in ogni dove, creando istantaneamente l'Universo. OM è tutto ciò che è stato,è e sarà. OM pur rimanendo immutato, origina tutti gli altri Mantra, ognuno dei quali costituisce l'essenza energetica di ogni cosa nel creato. OM è detto anche il Pranava, che significa "colui che veicola, porta con sé il prana" cioè l'essenza vitale che è infusa in ogni esistenza.
Così insegnano le Mandukya Upanishad:
"OM, questa sillaba imperitura è il mondo intero.
La sua spiegazione ulteriore è: il presente, il passato, il futuro, tutto è realmente OM.
E tutto ciò che oltrepassa questa triplicità temporale, in verità è OM." OM è composto di tre parti, più una quarta che è la sintesi delle prime: A U e M. Nell'esistenza universale A rappresenta il piano materiale, U il piano sottile, M il piano causale cioè il non manifesto.
Nell'essere umano A è correlato col corpo materiale, U con il corpo psichico e M con il corpo causale o puro spirito. Negli stati di coscienza, all'interno dell'universo uomo, A rappresenta lo stato di veglia, U lo stato di sogno, M lo stato di sonno profondo. Nella Meditazione conseguente alla pratica di asana, pranayama e mantra si può arrivare a sperimentare turiya il quarto stato in cui mentre nel corpo riproduciamo le condizioni del sonno profondo, siamo tuttavia presenti con una coscienza, quella dello Spettatore Ultimo. In questo stato è in atto una volontà profonda, quella che poggia su uno stato di essere in relazione con le correnti di energia che guidano la nostra vita; l'azione armonica in accordo con ciò che realmente e profondamente il nostro essere vuole, al di là delle possibili, false concezioni del piccolo io mentale continuamente distolto, distratto ed influenzato da tutta una serie di oggetti esterni.Meditare significa ritrovare la Gioia senza motivo: questa è la rivoluzione.


Tiziana Paoli


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