Home Anno 12 N 53 Pag. 11 Settembre 2005 Laura Ottonello


Laura Ottonello
 STREAM OF CONSCIOUSNESS 

A FLAVIO

Ho bisogno di parlarti, proprio ora che te ne sei andato

... Lasciandoci così… sgomenti, stupiti, attoniti e addolorati.
Le mie parole servono a me e a chi, come me, è rimasto in questo mondo, spesso così difficile da abitare.
Anche per questo te ne sei andato, le tue ferite erano troppo grandi per continuare a reggere il peso della vita.
E noi, gli amici, pur volendoti bene, non ti siamo bastati.
Una scelta forse non molto ragionata, ma pur sempre una resa. All'oblio, alla dolcezza e all'abbandono che finalmente ti fanno sentire leggero, una levità che è un balsamo per il corpo martoriato e una medicina per lo spirito calpestato.
Mi mancherà il tuo sorriso, la tua sensibilità, la capacità di ascoltarmi nei momenti più duri, mi mancherà la tua gentile disponibilità e la tua generosità: non ti sei mai risparmiato con gli amici anche se poi, nel tempo, in fondo a te stesso, il tuo cuore si era chiuso, serrato e immobile al fondo della sua discesa agli inferi. E non hai saputo o voluto chiedere aiuto.
Per la tua scomparsa, come per quella di altre persone amate che, prima di te, mi hanno lasciato così, improvvisamente, senza possibilità di salutarci, mi domando se avrei potuto darti di più. E la risposta è senz'altro affermativa. Ma so bene che per aiutare davvero qualcuno bisogna scendere con lui all'inferno; è necessario sprofondare insieme nella melma per comprendere e tendere una mano che aiuti l'altro, insieme, a risalire.
Io non l'ho fatto, non so neppure se ne sarei capace: anch'io, come te, sono vulnerabile all'arroganza, alla prepotenza e alla violenza invisibile; questo mondo non è a nostra misura, siamo "i perdenti".
Forse, se tu mi avessi lasciato entrare, avrei potuto piangere con te la disperazione, ma non la solitudine.
Per me, ma anche per rispetto a te, voglio pensare che la tua sia stata una scelta consapevole: eri troppo intelligente per non sapere che la strada intrapresa, pur riservandoti squarci di spazio in cui prendere respiro, non poteva che essere, irreversibilmente, in discesa.
Non ce l'hai fatta a stare a galla, ma ora sei finalmente libero. Quando l'anima è troppo compressa e non trova più vie d'uscita, talvolta, non c'è altra soluzione.
Voglio pensare a questo, non solo perché mi consola e lenisce il senso di colpa per non avere fatto di più per te, ma anche per avere uno spazio mentale in cui "salvarti" da un mondo brutale e ingiusto che ti spolpa fino alla fine, anche quando sei morto!...
Se mi soffermo a riflettere sull'amicizia, cercando parole e vissuti che possano definirne la cifra e il valore, penso a te.
Per questo, ora che non ci sei più, sento così profondamente il dolore: una parte di me muore con te, per sempre, anche se continuerò a portarti nel cuore con dolcezza.
Ringrazio la vita per avermi dato l'opportunità di imbattermi sul tuo cammino e ringrazio te per la tua amicizia.
Ciao Flavio, questa mia breve lettera vuole essere l'ultimo omaggio per te, caro amico mio. Và, ora che non sei più confinato nell'angusta dimensione spazio-temporale, troppo stretta, che ti ha schiacciato, ora sei finalmente libero!


Laura Ottonello


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