Home Anno 15 N 55 Pag. 12 Aprile 2006 Tiziana Paoli


Tiziana Paoli
 STREAM OF CONSCIOUSNESS 

SOGNO E GIUSTIZIA

Come si fa a non sentirsi a credito con la vita?

Sto attraversando uno dei tanti momenti pesanti della mia vita: quel tipo di pesantezza che senti già appena apri gli occhi al mattino, che ti fa credere che sarà dura arrivare alla fine della giornata per tornare all'agognato riposo, a chiudere gli occhi e spostarsi in altri luoghi, che non sempre sono bellissimi, ma sono altri.
In quei luoghi ti accorgi che nei tanto temuti meandri dell'inconscio si sta meglio che nel quotidiano anche se possono venir fuori i mostri nascosti da strati e strati di concetti, convinzioni, educazione, perbenismo. I mostri volanti dei sogni, le creature oniriche, con tutte le loro aberrazioni, corpi deformi rispetto al nostro canone di "normalità", menti prive di raziocinio, assenza del tempo, luoghi che non hanno le misure definite dello spazio. Ma proprio qui, in questa realtà a se stante, le sensazioni sono così vere e tangibili che al risveglio ti chiedi qual è la vera "realtà" dell'anima e se sono quelli i luoghi ed i tempi dove puoi trovarla. Troppe cose, nel quotidiano mi distraggono dall'essere presente a Me. Troppe situazioni complicate da risolvere, cose da mettere a posto, relazioni forzate…. Chiaramente ci sono anche cose piacevoli e persone piacevoli, ma sono sempre in questo spazio ed in questo tempo e le incontri quando la tua anima è ancora sotto tutte quelle pesanti coperte; allora, anche questo è faticoso: spostare il fardello, entrare in sintonia, riuscire a superare tutte le barriere psicologiche che fanno parte della relazione. Una amica sostiene che la mia rabbia ed il mio atteggiamento fanno pensare che mi senta a credito con la vita. Effettivamente mi sento a credito, perché non dovrei? Non è la cosa più naturale del mondo desiderare il meglio per sé se entriamo in una logica meritocratica? Quando abbiamo assimilato a fondo i concetti di giustizia sociale e storica e noi viviamo secondo quei parametri, non è nostro diritto pretendere che la vita e le relazioni ci rendano altrettanto? Se nel quotidiano non riusciamo a vivere in modo illuminato come i Santi è, secondo il mio modesto parere, impossibile non sentirsi a credito. Non cadere nella trappola delle aspettative e del giudizio è veramente difficile, anche perché se andiamo fino in fondo a questo tipo di pensiero cadono tutte le logiche ed i freni che hanno permesso la costruzione dell'umanità intera fin dai tempi più antichi. Cadono veramente tutte le ideologie, dobbiamo accettare senza stupore né orrore anche il fatto che salendo su un treno qualcuno, per i suoi motivi, ci faccia saltare in aria, che il nostro corpo esploda ed insieme ad esso esploda la nostra vita, in un attimo di luce come accade per le stelle e per tutte le altre forme di vita dell'Universo.
Non sentirsi a credito con la vita implica l'accettazione della stessa come evento casuale, come i fiori accettano che la loro vita dipenda dal volo di una farfalla, dalla casualità di posarsi da una parte o dall'altra del prato. Questo esercizio quotidiano, faticoso e costante che la vita mi impone, serve probabilmente a spersonalizzarmi a tal punto da riuscire ad essere fino in fondo fiore, farfalla, sasso, stella e tutto ciò che di animato ed inanimato esiste nella Creazione. Tutto ciò che "veramente" esiste, tutto ciò che si trova quando, scendendo nel mare profondo, non si è più sballottati dalle onde. Tutto ciò che non è "giusto".


Tiziana Paoli


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