Home Anno 16° N° 60 Pag. 8° Dicembre 2007 Carla Piccini


Carla Piccini
 STREAM OF CONSCIOUSNESS 

LA COSA PIU IMPORTANTE

Ci sono a volte casi o persone della nostra vita che noi abbiamo vissuto con grande difficoltà, e che invece dovremmo amare più d'ogni altro, perché ci hanno obbligato ad una situazione radicale.

Perché il cuore non diventi di pietra,infliggendoci sofferenza , della disperazione o dell'assenza, sarebbe bene disporsi se possibile verso l'amore. E così ci si accorge , per esempio, che l'amore nasce necessariamente dal vero. Le due cose sono intrecciate : nasce dalla verità di quel che si sente, dai sentimenti, dalla verità del dolore che l'altro può provocare o che si crea in noi.
Cercare quando si può di non scegliere, non escludere l'uno o l'altro, di non prendere uno e lasciare l'altro , di non giudicare in più o in meno.
Disponendosi verso l'amore si può aver paura di essere soli nella propria apertura, ma questa è solo una paura ,perchè se è sentito fa compagnia., dicendo al contrario di no di fronte a quello che non sappiamo dare.
Saper chiedere agli altri, a quelli che pensiamo ci possano dare ascolto, attenzione, intimità, con i quali c'è arricchimento reciproco,nel rispetto della costante variabilità che ci struttura.
Spesso è un sentimento non colto, un dolore per abitudine rimosso, che ci fa scivolare nel falso e che chiude il cuore. A volte il problema è soltanto un amore per sé che è troppo debole, per cui è difficile in quel momento non dipendere dall'attenzione degli altri, non cadere nella tentazione di voler colmare nelle più svariate maniere che gli altri ci possono offrire, questa mancanza.
Bisognerebbe imparare che proprio quando il bisogno dell'altro è forte, l'amore per sé è debole. E rifletterci, senza fare nulla.
In un certo senso la dipendenza dagli altri è reale:la sofferenza se da loro non arriva niente o se da noi a loro non passa niente è reale. Ma altra cosa e' dipendere dalla presenza di questo amore per colmare il vuoto. Il vuoto poi spesse volte è necessario che rimanga vuoto, per motivi che possono anche andare oltre la nostra comprensione.Se ne può lenire un po' l'angoscia accettandolo e accogliendo il nostro dispiacere.
Dipendiamo dagli altri sempre e comunque nel senso che essi sono i nostri testimoni, che ciò che noi siamo e' messo a disposizione, ed è reciprocamente partecipato. Siamo tutti testimoni l'uno con l'altro, col nostro reciproco amore, della nostra essenza, siamo garanti e custodi della altrui verità, la prova di esistenza, ci sosteniamo a vicenda perché in fondo soli non siamo niente, ci diamo valore. amandoci, di autenticità ed esclusività ,e infine di utilità e al tempo stesso di inutilità.
Un nuovo tipo d'amore, si potrebbe dire più universale,potrebbe essere del tipo che , non escludendo l'esperienza dell'intimità , non la assolutezza, al punto da darle priorità, e che invece , anche se di ciò c'è desiderio, può reggerne la mancanza, eludendo così la dipendenza più schacciante, e che si autoalimenta continuamente da più fonti.
Tutto ciò che fin qui ho detto parla dello 'star bene'. Sento importante una conclusione che è forse una premessa :si deve percorrere la strada della conoscenza, e su questa va posto l'accento . La strada della conoscenza e quindi la strada del compito, e questo percorso porta alla Verità. La 'verita' , su quello che siamo su quello che viviamo ,nelle onde della impermanenza, è ciò che dovrebbe produrre, come effetto secondario , lo' star bene'.
Ritengo quindi prioritaria su tutto , la conoscenza.

Ci sono a volte casi o persone della nostra vita che noi abbiamo vissuto con grande difficoltà, e che invece dovremmo amare più d'ogni altro, perché ci hanno obbligato ad una situazione radicale, ci hanno messo alla prova più di altre, e nel tentativo di riscatto ci hanno fatto vivere pienamente parte della potenzialità inespressa in noi e ci hanno fatto conoscere e provare livelli più grandi della nostra Umanità.


Carla Piccini


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