Home Anno 19° N° 64 Pag. 8° Novembre 2009 Cristina Allegretti


Cristina Allegretti
 SCHEDE 

LA MUSICA: L'ARTE DELLA RICONCILIAZIONE

La musica è sempre una forza generatrice di pace

Già nel mito di Orfeo la musica è vista come guaritrice del lutto, essa unisce il regno dei morti a quello dei vivi.
Il musicista Menuhin fece della musica lo strumento per eccellenza per portare unità nelle zone più ferite dalla guerra, le più lacerate, le più umiliate della terra.
La musica, anche quando esprime gli abissi infiniti dell'insensatezza conserva un fondo di unità, di armonia appunto ( "armonia" dal greco armozein vuol dire appunto connettere, collegare, legare insieme unire).

Il filosofo Caracciolo indagando il rapporto tra il nichilismo e le arti nel Novecento, osserva come: "anche le poetiche musicali del Novecento, le quali in piena corrispondenza con le poetiche delle arti - sono sicuramente collocabili tutte sotto il segno della dissonanza - non hanno tolto alla parola musica il richiamo a una enigmatica armonia che - per una tradizione antichissima, anche se non certo adeguatamente consapevole del proprio fondamento - pare alla musica intrinseca"

La musica nasce dal sacro e nasce come strumento dell'armonia. Nasce con la filosofia (Pitagora), e quindi nasce con la conoscenza. Essa, superando la parola , arriva dritta all'anima, supera la deviazione della comprensione logica e i giochi difensivi della ragione. La musica colpisce al cuore perchè la musica è sempre portatrice di universalità, ci fa stare bene, ci trasmette un principio unificatore.

"Il compositore disvela l'intima essenza del mondo, in un linguaggio che la ragione di lui non intende: come una sonnambula magnetica dà rivelazione di cose, delle quali si voglia non ha concetto alcuno..La musica è dell'intera volontà oggettivazione e immagine, tanto diretta com'è il mondo; o anzi, come sono le idee: il cui fenomeno moltiplicato costituisce il mondo dei singoli oggetti. La musica non è quindi punto, come l' altre arti, l'immagine delle idee, bensì immagine della volontà stessa, della quale sono oggettività anche le idee. Perciò l'effetto della musica è tanto più potente e insinuante di quel delle altre arti: imperrocché queste ci danno appena il riflesso, mentre quella esprime l'essenza" (Schopenauer).

La musica come essenza dell'essere è portatrice di un linguaggio arcaico capace di ricondurci immediatamente a quella lontana reminiscenza di essere l'essere.
La musica come vettore della coscienza di essere, è capace di arrestare, anche solo per un attimo, la follia di voler essere sempre altro, corsa cieca di un'infelicità condivisa.
L'arte è capace di attivare il nostro "senso della condivisione" nel farci corrispondere all'armonia, e ci permette di riappropriarci del senso di fratellanza, senso che oggi come oggi l'umanità pare abbia rimosso.

"Come la luce, il suono è anche coscienza, ogni nota rappresenta la vita del corpo sonoro. Ogni nota è un intero organismo fatto di oscillazioni e forme, come un essere vivente manifesta la sua esistenza. Interrogare i corpi sonori è come porre una domanda a un sonnambulo che si sveglia da un sonno profondo che assomiglia all'eternità e, nel rispondere, prende coscienza della vita, dell'organismo. Come esseri le note si comprendono reciprocamente, allo stesso modo in cui noi le comprendiamo. L'accordo, l'associazione di note è comunione di pensieri, di amore, d'amicizia, l'armonia diviene una rappresentazione della società ideale. Non dovrebbe esistere alcuna relazione tra gli uomini, alcuna storia umana che non trovi la sua espressione in musica.
Tutte le storie dei popoli, tutta la storia dell'umanità dovrebbe poter essere eseguita musicalmente e in ogni luogo. Perchè lo spirito che vi parla è il nostro, attraverso la musica ci apriamo ai nostri simili.
Tutto ciò è per noi di un'importanza primordiale, perchè rappresenta ciò che nella vita è veramente difficile da perseguire; il rapporto ideale con il nostro ambiente. Questo può risarcirci di tutti i fallimenti della nostra vita"..
(Ritter).

Il linguaggio della musica, la costruzione della musica stessa cela la struttura di una società sana, libera, aperta (R. Popper), una società capace di essere in corrispondenza con le sue tante parti. La musica è veicolo di socialità; essa è capace di aprire l'uomo al mondo e ai propri simili e di farlo risuonare nella struttura stessa della vita.

Bibliografia:
"L'arte: speranza dell'umanità" Y. Menhuin ed: RueBallu "Leopardi e il nichilismo" A. Caracciolo ed. Bompiani "Il mondo come volontà e rappresentazione" A. Schopenhauer Biblioteca ed. Laterza


Cristina Allegretti


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