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Associazione Gea
Psicologia Analitica e Filosofia Sperimentale
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GeaBlog: Riflessioni e Pensieri in libertà
  dal 22 al 16   
Giorgio Risari Feb 2012
L'arte di vivere

“Nell’arte di vivere l’uomo è insieme l’artista e l’oggetto della sua arte.
lo scultore ed il marmo, il medico ed il paziente” (Erich Fromm)

Il narcisismo come fenomeno psicologico fondamentale per Fromm tende alla confusione fra la realtà così com'è e il desiderio che considera la realtà come si vorrebbe che essa fosse: detto in termini filosofici, il realismo non va d'accordo con l'idealismo del soggetto, tanto più che l'idealismo estremo per cui la realtà è solo un prodotto dell' idea, paradossalmente si converte nel nichilismo, negazione dell'essere dell'Essere (ed è proprio questo, secondo Fromm, uno dei meriti filosofici della psicoanalisi di Freud con la sua scoperta dell' inconscio, cioè quello della rottura dell'unità idealistica fra pensiero e realtà: ciò, beninteso, al fine però di raggiungere un livello più elevato di verità e implicitamente di "essere" annesso alla coscienza intesa come pensiero e ragione teoretica). Allora da un punto di vista terapeutico: «la nevrosi derivante dalla mancata sperimentazione della propria identità, che è il fenomeno centrale alla base delle forme psicopatologiche, è anch'essa un risultato dell'alienazione» , tant'è che «se I'età moderna è stata chiamata giustamente I'era dell'ansietà, ciò è principalmente a causa di questa ansietà generata dalla mancanza dell’ io. Nella misura in cui "io sono come tu mi vuoi" io “non sono”, “sono ansioso”, dipendente dall'approvazione degli altri, alla ricerca costante di piacere. La persona alienata si sente inferiore quando teme di non essere pari agli altri».

Ansia e odio di sè
Affermazione questa che riconosciamo particolarmente adatta alla nostra società moderna e competitiva basata sull’ “Avere” promosso a valore e misura di ogni dimensione esistenziale: «la persona che non ha simpatia per se stessa, che non si approva, ed è in costante ansietà per il proprio io, » oltre alla perdita di autenticità e alla formazione di un forte complesso d'inferiorità (gli altri hanno qualcosa sempre di più rispetto a me), giungono addirittura al limite estremo dell'odio di sé. Qoesto è un fenomeno psichico paradossale nel quale « l'odio contro noi stessi viene normalmente razionalizzato come sacrificio, altruismo, o come autoaccusa e senso di inferiorità» , per cui, al culmine più alto, in una continuità progressiva tipica del pensiero circolare di Fromm, dalla lettura di un manuale di psichiatria e dallo studio delle nevrosi e delle psicosi, si può ricavare I'idea che tali patologie non siano delle risposte automatiche della biologia e/o dell'ambiente che l’individuo dà, ma siano una scelta "indotta" che I'individuo adotta per sopravvivere biologicamente e psicologicamente (nonché per continuare a "essere" in senso esistenziale) .
Una specie di risposta al problema dell'esistenza, modificando e deformando la sua essenza, il suo carattere, il suo "Io sono questo" dell'identità, tenendo presente che I'esistenza dell'uomo è sempre un'antinomia e un paradosso in perpetuo divenire, fino al paradosso estremo che è la morte in cui l’lo stesso, come corpo e mente, e cioè la vita stessa, si autoannienta.
Qui, nella morte, I'esistenza cessa di essere frattura e scissione, dualità e paradosso delle polarità dell'essere, ritornando all’unità preconscia e pre-esistenziale seppure di una qualita diversa e di un livello superiore dall'originaria.
Affermando ciò, Fromm implicitamente è d'accordo con le idee del fiiosofo ­psichiatra Jaspers che parla dell'evento della morte come di perfetta coincidenza ontologica fra il corpo biologico e il corpo vissuto, fra "Korper" e "Leib" (1), una situazione inattuabile nella vita umana.
La salute mentale corrisponde dunque per Fromm alle risposte positive e corrette che ogni uomo dà al quesito dell'esistenza umana, del suo senso, del suo significato e del suo ruolo nelle varie sfere della vita, vale a dire il dispiegamento delle sue specifiche capacità umane con il corrispondente sentimento di piacere.

Terapia ed arte
Ciò vale anche da un punto di vista di intervento psicoterapeutico; così: «per comprendere e trasformare realmente un soggetto psicotico o anche solo un "carattere nevrotico" è tuttavia necessaria una terapia che tocchi gli strati profondi dell'esistenza di un individuo» e dunque chiaramente «il principale merito della psicoanalisi consiste non tanto nel guarire i sintomi, quanto nel contribuire a trasformare spiritualmente la personalità». Perciò esistenza e spiritualità, coscienza e valori umanistici dell’uomo in quanto uomo sono imprescindibili nella teoria e nella pratica psicoanalitica di Fromm: «Fino a che per questo scopo non esisterà un metodo migliore più breve, la psicoanalisi manterrà il suo prestigio, il suo significato storico va nella direzione di quella conoscenza che ricorre anche nel pensiero buddista: alla psicoanalisi interessa un certo modo di prendere coscienza di sé, una "attenzione" simile a quella essenziale nella pratica buddista, che mira a raggiungere uno stato più alto dell'essere e a vivere una vita più significativa di quella dell'individuo comune», dato che «la psicoanalisi non è solo una terapia, ma anche uno strumento per comprendere se stessi, ossia uno strumento di auto liberazione. Sul piano personale e pratico il suo significato è quello di essere un ausilio nell'arte di vivere», per concludere che la psicoanalisi afferma che la conoscenza di sé ha un effetto terapeutico.
Tale istanza è fatta propria già dal Vangelo: "la verità vi farà liberi" (Gv. 832) chiedendosi «perché mai la conoscenza del proprio inconscio, ossia una profonda conoscenza di sé, dovrebbe aiutare una persona a liberarsi dai sintomi, anzi dovrebbe addirittura renderla felice». Allora la conoscenza della verità su di sé è terapia, cioè beneficio, ausilio all'uomo, perciò produce maggiore umanità in quanto ritrovamento di valori umani che danno benessere, piacere, gioia e migliore qualità di vita: verità ed umanità vanno di pari passo in ogni situazione esistenziale sia positiva (amore, felicità, lavoro, salute), sia negativa (dolore, mlattia, morte).
La psicoanalisi da terapia scientifica clinica atta ed eliminare il sintomo, deve diventare un'arte di vivere, conoscendo appieno se stessi e trasformando in senso etico, spirituale il carattere come "modo di essere nel rnondo " del soggetto.

(1) Il corpo biologico e la mente.

Bibliografia
Il pensiero di Erich Fromm tra filosofia e psicoanalisi
di Giorgio Risari

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Pensare la vita: filosofia e psicoanalisi dell'esistenza
La prima analisi completa e integrale del pensiero e delle opere di Erich Fromm, autore dei due classici "L'Arte di Amare" e "Avere o Essere". Nel libro sono analizzati anche i tre testi finora inediti in Italia, relativi al periodo dal 1934 al 1970. Completa quest'opera una esauriente bibliografia, aggiornata al 2011.


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